Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Una strada che ha 120 anni
di Renato Dirodi

Le foto di Santa – 6 aprile 2019

strada 1 (foto della raccolta Renato Dirodi)

La strada di collegamento tra Rapallo e Santa Margherita dopo diciassette anni di progetti, lavori e polemiche, si concluse nel 1833 terminando in località Porticciolo e immettendosi in una viabilità cittadina primordiale, costituita da piccole viuzze interrotte dai vari torrenti che solcavano e solcano il territorio comunale.
Per raggiungere Corte dal centro occorreva inerpicarsi per l'aspra salita dei frati, senza nessuna speranza che questa via potesse trasformarsi in una vera strada carrabile.
Nonostante ciò il comune di Portofino premeva perché anche il proprio abitato potesse essere raggiunto da una strada carrozzabile e nel 1859 si istituì un consorzio tra i comuni di Rapallo, Portofino e Santa Margherita con questo scopo, consapevoli delle difficoltà da affrontare.

tecnici tecnici sul Monte
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Il progetto prevedeva di superare l'abitato di Santa Margherita con un collegamento a monte che dal centro andava verso il cimitero e, scavalcando la collina, doveva raggiungere la via di Corte per poi proseguire con una strada litoranea fino a Portofino.
L'intervento fu diviso in tre tronchi: uno da Portofino a Paraggi, uno da Paraggi al luogo detto Canne e uno dalle Canne al Porticciolo, per raccordarsi con la strada per Rapallo.
I lavori vennero iniziati nel 1864 col secondo tratto dalla località Canne, che si trovava ai piedi della attuale Villa Luxardo, a Paraggi, ma subito con un intoppo. Il tratto progettato e appaltato differiva infatti di alcune decine di metri dalla realtà, tanto che l'impresario, per pareggiare i conti, intendeva iniziare da Arze anziché dalle Canne, facendo così infuriare i Sammargheritesi che in tale ipotesi si sarebbero trovati un'opera senza ne capo ne coda.

carega carega
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Superato questo problema molti altri se ne presentarono: il sindaco Angelo Rainusso aveva in mente una vera rivoluzione per la zona del molo, volendo utilizzare come piazza quel braccio di mare che costituiva il vecchio porto, ora sottoutilizzato, giacché dal 1853 era entrato in funzione il nuovo porto di Corte.
Non senza difficoltà e con alcuni stratagemmi il sindaco Rainusso riuscì nel suo intento; non solo a riempire il vecchio bacino portuale, realizzando l'embrione degli attuali giardini, ma anche strappando il consenso al principe Centurione e ai frati cappuccini ad iniziare una strada di collegamento tra il molo e Corte, con un riempimento nel tratto di mare ai piedi del castello cinquecentesco.
A questo punto il progetto della strada per Portofino andava rivisto, non era più pensabile la circonvallazione, dal momento che c'era una strada litoranea molto più breve e comoda. Questa novità però provocò anche qualche furbizia di troppo da parte degli altri membri del consorzio, che pretendevano che l'intero tratto di attraversamento dell'abitato di Santa Margherita fosse a totale carico di questo comune.

Paraggi Paraggi
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Rainusso, che non era certo tipo da farsi intimidire, rilanciò con una vera provocazione annunciando di non essere più interessato alla strada e di volere quindi uscire dal consorzio.
Chiariti i punti di vista e rientrate le imboscate, la strada per Portofino riprese il suo iter col nuovo tracciato interamente litoraneo. Correva l'anno 1893.
I lavori durarono ancora parecchi anni e man mano che si terminavano, i vari tratti venivano subito utilizzati e non ci fu pertanto una vera inaugurazione della strada. Possiamo dire però che i padri del comune, come li avrebbe chiamati A. R. Scarsella, ebbero subito sentore di non aver realizzato solo una via di comunicazione, ma una magnifica passeggiata che sarebbe diventata poi una delle più celebrate del mondo.

Portofino Portofino
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Nel 1903 a lavori ultimati i comuni di Portofino e Santa Margherita concessero, ognuno per i territori di competenza, l'occupazione del suolo pubblico lungo la strada all'ingegner Sadun, che ne aveva fatto richiesta per installare una tranvia elettrica che avrebbe collegato velocemente le due località.
Purtroppo il progetto non si realizzò, perché il 3 dicembre dello stesso anno un Regio Decreto classificò la strada Rapallo-Portofino come provinciale, così come avevano richiesto i tre sindaci fin dal 1896, levandola pertanto dalla competenza dei comuni. Un vero peccato!
Negli anni seguenti si ipotizzò di proseguire la strada da Portofino verso San Fruttuoso e Camogli con un percorso lungo il promontorio e nel 1936 venne istituito l'Ente Autonomo Monte di Portofino, col compito di progettare ed eseguire tale opera e al contempo dettare norme edilizie atte a contenere l'inevitabile sviluppo edilizio che sarebbe seguito alla realizzazione di tale strada, specie in comuni privi di ogni regolamento edilizio.
Allo scoppio della guerra il progetto fu logicamente accantonato e nel dopoguerra le priorità furono ben altre, in una nazione da ricostruire completamente. Cambiò anche la sensibilità delle persone verso la natura e il progetto fu dimenticato, mentre l'Ente Autonomo Monte di Portofino rimase a svolgere un meritevole lavoro di salvaguardia di un territorio prezioso.

© La Gazzetta di Santa