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    Pezzi di storia

Il cammino dell'Unione Europea in dieci Trattati
di Chiara Bussi

Il Sole-24 Ore – 20 marzo 2017

Dalla «piccola Europa» del 1957 a Lisbona 2007: tutti gli «stop and go» verso l'integrazione

«Gli alberi non devono impedire di vedere il bosco». Era il 25 marzo del 1957 e il cancelliere tedesco Konrad Adenauer nel suo discorso in occasione della firma dei Trattati di Roma si affidava a un proverbio tedesco per illustrare la portata dell'opera. «I particolari - precisava lo stesso Adenauer - non mappa devono impedire di intravedere l'ampiezza del progetto raggiunto: poiché solo rafforzando la solidarietà dei nostri Stati siamo sicuri di sopravvivere e salvaguardare le nostre libertà e il progresso sociale».
Riuniti nella sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio, i padroni di casa - l'allora presidente del Consiglio, Antonio Segni, e il ministro degli Esteri, Gaetano Martino - accoglievano le più alte cariche di Francia, Germania, Belgio, Olanda e Lussemburgo.
Dopo la nascita della Ceca, la Comunità del carbone e dell'acciaio nel 1951, i Sei posavano la prima pietra della Comunità economica europea e dell'Euratom, la Comunità europea dell'energia atomica. Nasceva la «piccola Europa», così battezzata dai giornali dell'epoca, con la creazione di un mercato comune da realizzare in dodici anni e tre tappe, un'unione doganale con l'abolizione dei dazi interni e una politica agricola comune.
Solidarietà e pace dopo i tumulti della Seconda guerra mondiale. A curare la regia un triangolo istituzionale composto da una Commissione, un Consiglio e un Parlamento, affiancati da una Corte di giustizia e una Banca europea per gli investimenti, le principali istituzioni dell'Europa di oggi. Tutti alberi che insieme davano vita al grande sogno dell'integrazione europea.
… [Oggi] I rischi da scongiurare non sono più quelli di un conflitto bellico, ma la minaccia dell'euroscetticismo che ha già portato Londra a scegliere la via della Brexit con l'attivazione della pratica di divorzio …
Sono in tutto dieci, se si considera anche quello di Parigi che ha istituito la Ceca, i Trattati che hanno delineato la tabella di marcia del cantiere europeo tra slanci in avanti e opere spesso incompiute per cercare di rendere la «casa Europa» più adatta a contenere i nuovi inquilini, passati progressivamente da sei a ventotto. André Sapir, senior economist del think tank Bruegel di Bruxelles, che è stato consigliere economico di Romano Prodi quando era alla guida della Commissione Ue, non ha però dubbi: «Tra tutti il più importante resta il Trattato di Roma, per l'eccezionalità del momento storico e dei suoi protagonisti. Gli altri sono stati piccoli passi all'insegna del compromesso, spesso dimenticando di individuare il bosco dietro agli alberi. Oggi un progetto di simile portata non sarebbe possibile».
Dopo il Trattato di fusione del 1965, quello di Lussemburgo del 1970 e quello di Bruxelles cinque anni dopo, è con l'Atto unico europeo del 1986 che viene messo nero su bianco l'obiettivo di realizzare il mercato interno dal 1° gennaio 1992.
Il Trattato più famoso, ma anche quello più contestato, è stato però siglato a Maastricht nel 1992. La Cee diventa Unione europea, fondata su tre pilastri. Sulla carta si pongono le basi di un'Unione economica e monetaria (Uem), realizzata in pieno solo nella sua seconda parte con l'introduzione dell'euro, in circolazione dal 1° gennaio 2002 (oggi per 19 Paesi), e una vigilanza unificata affidata alla Banca centrale europea.
L'Unione politica, invece, resta ancora oggi un miraggio. «E' questa - spiega Vincenzo Scarpetta, senior policy analyst di Open Europe - la più grande opera realizzata, ma al tempo stesso la più incompiuta: un'unica moneta sostenuta da un coordinamento delle politiche economiche basate su rigide regole numeriche».
Le aspettative si concentrano tutte sul Trattato di Amsterdam del 1997, ma vengono disattese. La palla passa dunque al Trattato di Nizza, che introduce una serie di riforme delle istituzioni, come l'estensione del voto a maggioranza al Consiglio per una quarantina di materie, mentre fisco, sicurezza sociale, asilo, zattera immigrazione, fondi strutturali e audiovisivo continueranno a richiedere l'unanimità. Viene inoltre introdotta la ponderazione dei voti: i Paesi più grandi hanno un maggior peso nel processo decisionale.
La grande occasione mancata è la Costituzione europea, siglata a Roma il 29 ottobre 2004, che non ha mai visto la luce dopo la bocciatura ai referendum in Francia e Olanda del 2005. Lo shock è grande e secondo gli esperti è da questo momento che l'euroscetticismo inizia a mettere radici. I membri del club, ormai 27, ci riprovano con il Trattato di Lisbona del 2007, che recepisce alcune disposizioni della Costituzione europea. Dietro l'angolo c'è la prova del fuoco del Kosovo e la Ue risponde con l'istituzione di un Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune.Viene poi creata la figura del presidente permanente del Consiglio europeo e si introduce l'ormai famoso articolo 50 con la «clausola di recesso», che Londra si appresta ad attivare [l'articolo è di due anni fa].
«I maggiori successi, spesso dimenticati dai movimenti anti-europeisti - osserva Scarpetta - sono legati proprio al miglioramento dei processi decisionali: tra questi il potere di codecisione del Parlamento europeo, introdotto dal Trattato di Maastricht e ampliato da quello di Amsterdam e di Lisbona che lo pone sullo stesso piano del Consiglio per la quasi totalità delle materie trattate».
… Il bosco tanto caro ai padri fondatori resta per ora avvolto nella nebbia.

Un percorso in dieci tappe
Trattato di … In vigore da … Obiettivi Istituzioni
Parigi 23/7/1952 Creazione della Ceca, la Comunità del carbone e dell'acciaio, per mettere in comune la produzione di carbone e acciao e garantire una pace durevole come auspicato nella Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 Vengono create quattro istituzioni, embrioni di quelle comunitarie: l'Alta autorità (la futura Commissione), l'Assemblea (il futuro Europarlamento), il Consiglio e la Corte di Giustizia
Roma 1/1/1958 Prende il via l'integrazione europea: la Ceca viene affiancata dalla Comunità economica europea (Cee) e dall'Euratom. Prevista la creazione di un mercato comune, di un'unione doganale, della politica agricola comune Viene istituito il cosiddetto "triangolo istituzionale" composto da Commissione (Guardiana dei Trattati), Consiglio e Assemblea parlamentare (con potere solo consultivo), ma anche la Corte di Giustizia e la Banca europea per gli investimenti
fusione 1/7/1967 Viene firmato a Bruxelles. Il termine «Comunità europea» entrò nell'uso a partire dalla stipula di questo Trattato. E' stato abrogato con il Trattato di Amsterdam Istituisce un Consiglio unico e una Commissione unica per Cee, Euratom e Ceca. Il primo Presidente della Commissione unica è Jean Rey e porta a compimento l'unione doganale
Lussemburgo 1/1/1971 Istituisce un bilancio unico. Sostituisce il sistema di finanziamento delle Comunità attraverso i contributi degli Stati membri con quello delle «risorse proprie» Rafforzati i poteri di bilancio del Parlamento che, votando a maggioranza dei componenti, ha il diritto di emendare il progetto di bilancio e a maggioranza assoluta di proporre al Consiglio di modificare il bilancio
Bruxelles 1/1/1977 Il Trattato modifica nuovamente alcune disposizioni in materia finanziaria sancite dai precedenti Trattati Amplia ulteriormente i poteri del Parlamento europeo che ottiene il diritto di respingere il bilancio comunitario e di concedere il "discarico" alla Commissione per l'esecuzione del bilancio. Nasce la Corte dei Conti europea
Atto unico europeo 1/1/1987 Completa e modifica i Trattati di Roma. Amplia i poteri della Comunità in diversi settori e perfeziona le procedure decisionali. Pone le basi per la realizzazione del mercato interno entro il 1° gennaio 1992 Le riunioni dei 12 capi di Governo nel quadro del Consiglio europeo ricevono per la prima volta un riconoscimento giuridico. Le funzioni della Corte di Giustizia vengono estese con l'instaurazione di un Tribunale di Primo Grado
Maastricht 1/11/1993 La Cee diventa Unione europea fondata su tre pilastri: Comunità europea, Ceca ed Euratom; Politica estera e di sicurezza comune; cooperazione nei settori della giustizia e affari interni. Dà il via all'Unione economica e monetaria Potenziato il ruolo del Parlamento con la procedura di codecisione che gli consente di adottare atti insieme al Consiglio. Il mandato della Commissione passa da 4 a 5 anni, potenziato il ricorso del voto a maggioranza qualificata al Consiglio
Amsterdam 1/5/1999 Semplifica il processo decisionale e aumenta le competenze dell'Unione. Le politiche di immigrazione e asilo passano dal terzo al primo pilastro e vengono gestite con il metodo comunitario. Previste azioni comuni in politica estera Il Parlamento acquisisce il diritto di nomina del Presidente della Commissione Ue. Viene fissato a 700 il numero massimo di membri del Parlamento europeo. All'epoca il Presidente era lo spagnolo Jil-Robles
Nizza 1/2/2003 Punta ad affinare la procedura decisionale al Consiglio e all'Europarlamento per poter affrontare l'allargamento dell'Unione Al Consiglio viene introdotta la ponderazione dei voti e vengono ampliate le tematiche in cui è previsto un voto a maggioranza qualificata e non all'unanimità. Alla Commissione è previsto un Commissario per ogni Paese
Lisbona 1/12/2009 Recepisce numerose disposizioni della Costituzione europea, mai entrata in vigore. Istituisce un Servizio diplomatico europeo. L'articolo 50 prevede una clausola di uscita con l'iter da seguire per i Paesi che intendono lasciare la Ue Istituito un Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. Viene creata la figura di Presidente del Consiglio europeo, eletto ogni 2 anni e mezzo dai leader Ue. Il Parlamento elegge il Presidente della Commissione. Il primo eletto con questa proceduta è Juncker

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