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    Pezzi di storia

Una pesca straordinaria

Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia – 18 aprile 1870

Ieri (15), scrive il Conte Cavour, S.M. Vittorio Emanuele mandava in dono al Museo zoologico di Torino un enorme pesce preso nelle acque di Santa Margherita pesce volpe di Rapallo nella Liguria orientale.
Questo pesce, della famiglia dei pescicani, è singolare per avere il lobo superiore della coda straordinariamente lungo, tanto da superare la lunghezza del corpo dell'animale: appare falcato come una grande arma tagliente, sottile ed aguzzo, all'apice robustissimo.
Questo oesce, donato dal Re al Museo zoologico della città nostra, che i naturalisti hanno chiamato Alopex-vulpes, è detto comunemente volpe di mare, e dai pescatori genovesi pescio ratto.

Lo squalo volpe ha una lunghezza di circa 6 metri e si trova, oltre che nel Mar Mediterraneo, negli oceani delle regioni calde e nel Mar Nero. Il lobo superiore della pinna caudale, simile a una grossa falce, è utilizzato per catturare soprattutto sarde e sgombri: nuota velocemente intorno alle prede e le colpisce con la coda stordendole e ammassandole, per poi farne incetta attraversando il branco.
Sono spesso vittime dei palamiti e dei sistemi di pesca per la cattura dei pesci spada.

E' veramente notabile per una così grande mole, quale in questa specie non è mai stata veduta, e sarà certo uno dei più belli ornamenti del nostro Museo.

Il "Dizionario Genovese-Italiano" di Giovanni Casaccia (1876) indica:
Pescio ratto; Pesce topo, Pesce sorcio, Pesce bandiera, a Venezia Volpe di mare. Termine d'ittiologia Allopias vulpes.
Pesce così detto per la sua somiglianza col topo terrestre, e specialmente nella bocca e ne' denti. Egli è corto e schiacciato, la sua pelle è durissima, e del color della rena. Ha sulla schiena due piccoli spuntoni, uno più lungo dell'altro, che s'alza e si abbassa come una molletta.

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