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    Pezzi di storia

Il mercato coperto del pesce

Il Mare – 6 maggio + 30 settembre + 14 novembre 1939

Avranno inizio quanto prima nella nostra città i lavori di costruzione del mercato coperto del pesce; problema da tanti anni vivamente sentito e mai risolto. L'attuale Amministrazione Comunale - che nulla trascura nell'interesse del miglioramento del paese - da tempo si è interessata anche di questo importantissimo mercato problema, che prossimamente verrà condotto a termine. Si risolverà, pertanto, un problema di igiene, di estetica e di urbanistica molto grave, con grandissima ripercussione sulla vita economica e turistica del nostro paese.
Il luogo ove sorgerà tale costruzione è stato scelto da una apposita commissione, nominata dal Comune, composta da cittadini noti per la competenza e per l'amore ai problemi di S. Margherita Ligure, la quale ha tenuto conto dei seguenti fattori:

  1. che la vendita del pesce nel porto, ad immediato contatto dei motopescherecci è una delle principali caratteristiche di questa nostra città marinara che possiede la più grande flottiglia da pesca della Liguria;
  2. che una delle più originali attrattive è l'esposizione al pubblico del magnifico scenario del porto coi cesti brulicanti di pesci dagli smaglianti colori, appena usciti dalle profondità del nostro azzurro mare;
  3. che i turisti italiani e specialmente stranieri che amano soffermarsi a lungo in ammirazione dinanzi ai banchi di vendita, ingombrano e non poco, e specialmente nella stagione estiva, la passeggiata a mare, ove attualmente i banchi sono disposti, e che quindi è necessario spostare dal lato opposto della strada il mercato;
  4. che non è conveniente ostacolare per nessuna ragione la magnifica vista del mare facendo una costruzione nel luogo attualmente occupato dai banchi.

Tenendo conto di questi importanti e decisivi fattori, la Commissione scelse tale località nelle immediate adiacenze dell'Oratorio di Sant'Erasmo, lungo il Corso Vittorio Emanuele III, e precisamente nel luogo ove attualmente hanno sede i vespasiani. Data la ubicazione il progetto sarà adattato all'ambiente dando all'architettura della costruzione caratteristiche locali e prettamente mediterranee, se pur modernizzate nella loro composizione e nelle linee.
Il porticato dell'edificio sarà coperto a coppi, sostenuto da pilastri cilindrici intonacati tipo «Terranova» a grana media e di colore rosso genovese, così tanto ammirato dai forestieri. L'edifìcio avrà ampie arcate, in cui troveranno sistemazione i banchi razionalmente studiati, le quali difenderanno, tra l'altro, dal sole il pesce esposto. Dette arcate saranno notevolmente arretrate dalla strada. I grandi alberi, attualmente esistenti in tale località, verranno a mascherare in gran parte il tetto che ricoprirà il porticato isolando maggiormente la zona di vendita, dando maggiore freschezza e magnificenza al fabbricato. Il marciapiede attuale resterà inalterato ed il porticato, parallelo ad esso, ne sarà pertanto un supplemento che anche affollato non intralcerà la passeggiata.
L'edificio verrà costruito tenendo conto dei fattori igienici, e sarà attrezzato ottimamente; sarà munito di acqua corrente, di pompe di lavaggio, con pareti e pavimento di mattonelle lavabili assolutamente inodoro per eliminare il fetore intollerabile che i rifiuti dei pesci producono specialmente nella stagione estiva.
Verrà pertanto eliminato un grave inconveniente varie volte lamentato dai proprietari di appartamenti vicini all'attuale spaccio del pesce, i quali non potevano affittare i suddetti appartamenti a causa del fetore putrescente.
L'areazione dei nuovi locali avverrà attraverso le ampie aperture ad arco e sarà attivata da speciali sfiatatoi opportunamente sistemati secondo le ultime concezioni della scienza. Il costo dell'opera - che sarà d'indubbio interesse alla vita economica del paese - si aggira sulle L. 120.000 circa.

Proseguendo nell'ottima opera di abbellimento e di lavori cittadini, il Podestà [Oreste Augusti] ha coraggiosamente iniziati i lavori per la costruzione della nuova pescheria con locali per il mercato all'ingrosso ed al minuto, sotto la piazzetta di S. Erasmo. L'albergo diurno, verrà tolto, e portato sotto la parte interna della Salita dei Cappuccini a sinistra del Castello. Ambedue le opere, eseguite su ottimi progetti studiati e preparati, risolvono la necessità di sistemazione, a lungo attesa. Specialmente interessati sono i lavori della pescheria che darà a S. Margherita dei locali assolutamente igienici, comodi ed eleganti quali non sono posseduti che da poche città.

Il rendiconto del Bilancio comunale, recentemente apparso sulla stampa, ci ha messo a conoscenza della situazione amministrativa della nostra città. L'oculata vigilanza di ogni spesa e una attenta ed opportuna perequazione nelle entrate ha portato la voce «avanzo» nel nostro pubblico bilancio che da anni vi era scomparsa. Questo felice esito amministrativo ci ha non poco simpaticamente sorpresi pensando che nello stesso periodo numerosi lavori sono stati eseguiti ed altri di rilevante importanza sono in via di esecuzione. Uno di questi ultimi ci ha richiamato l'attenzione: il nuovo mercato del pesce fresco in costruzione in Via Vittorio Emanuele III. La realizzazione di tale mercato era stata da tempo considerata e voluta senza però trovare una soluzione integrale e definitiva. Dai vecchi portici di Via di Corte il mercato era stato spostato al lato opposto della strada, cioè a mare. Una sistemazione discreta, ma precaria e di ripiego piena di tanti piccoli e grandi inconvenienti. Un centro peschereccio come la nostra città, non poteva rinunciare ad avere un vero mercato moderno. Il nostro Podestà ha preso cuore la soluzione di un tale problema ed è riuscito a vararlo in modo veramente lusinghiero.
Il progetto, opera del noto architetto Giorgio Severi, ha saputo sposare con deciso buon gusto, le necessità dell'opera con la condizione del terreno e l'armonia dell'ambiente esterno. Come ci è dato di sapere il nuovo mercato consterà: di cinque banchi di smercio, ciascuno corredato di lavandino con acqua corrente dolce e di mare filtrata (particolarità, questa, che non ha potuto avere per esempio il nuovo grande mercato di Genova); quattro celle frigorifere; una grande sala di vendita all'ingrosso di metri 9,80 per 8,20, corredata di due magazzini. Conterrà inoltre un locale per la direzione e il custode con annesso scomparto per ufficio bancario; lavabo e gabinetto. Antistante i banchi di vendita sarà sistemato un porticato con tetto a coppi, a protezione del pesce dalle intemperie e dal sole in modo da permettere l'ispezione, la scelta e l'acquisto del pesce al coperto. La chiusura dei locali di mercato verrà fatta con griglie metalliche avvolgibili che permettono la libera circolazione dell'aria anche a locali chiusi. L'aereazione sarà resa perfetta con finestre a «vasistas» su intercapedine e con asole di ventilazione alla superficie della copertura in corrispondenza delle finestre.
Con particolare riguardo in questo mercato, è stato previsto il lavaggio dei locali: curando i sistemi di raccolta e convogliamento delle acque di lavaggio a mezzo di pendenze di pavimentazione, cunette e tombini di raccolta e tubazioni con sifoni, per l'afflusso alla fognatura, in modo da garantire la massima eliminazione di odori causati da rifiuti della lavatura sia del pesce che dei pavimenti. La illuminazione diurna dei locali di vendita al minuto sarà fornita, direttamente, dalle grandi arcate, e la sala di vendita all'ingrosso avrà la illuminazione supplementare data dalla sistemazione, nella copertura, di zone in vetrocemento. L'illuminazione notturna sarà a luci riflesse. L'interno dei locali, rivestito di piastrelle colorate, sarà decorato in modo gradevole. Spiccherà all'esterno il tipico colore rossiccio genovese dell'opera, la quale è stata ideata in istile prettamente mediterraneo da armonizzare con l'ambiente esterno. Così, tale costruzione oltre che fornire la città di un importante e modernissimo servizio pubblico – che prima difettava – costituirà un motivo estetico che migliorerà questa zona cittadina che trovasi a diretto contatto col mare e col forestiero che transita continuamente lungo la prospiciente passeggiata. Concludendo si può affermare che il nuovo mercato del pesce di S. Margherita sarà, senza dubbio, un modello del genere. L'alacre cantiere di Via Vittorio Emanuele III ci fa sperare che presto l'opera sarà compiuta e così eliminata una vecchia lacuna e che la nostra città potrà segnare un nuovo vanto e una nuova vittoria nel cammino del suo ascendente progresso.

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