Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Rapallo
di Carlo Gambillo

L'Illustrazione Italiana – 1 gennaio 1882

Oh che luogo è codesto? mi par di sentir chiedere da qualche lettore.

castello Il Castello

E' un paese d'Italia, e de' più belli. Nessuna meraviglia perciò se gli stranieri ne sappiano in proposito più di noi. Ed infatti, mentre chissà quanti italiani ignorano l'esistenza di questa gemma della Liguria, ogni anno centinaja di inglesi, di tedeschi e di americani, fuggendo le fredde brume del settentrione vengono a questa incantevole spiaggia a realizzare il sogno di Mignon: Conosci tu il paese dove fioriscon gli aranci…
Rapallo dà il nome a quel seno di mare intagliato a mò di semicerchio nella Riviera di Levante e che ha per estremità il Capo di Portofino da una parte e la punta di Sestri Levante dall'altra. Tutto intorno quest'ampia insenatura s'elevano a proteggerla dai venti del nord le pendici dell'Apennino ligure, dalle creste brulle e scoscese, dai fianchi imboscati d'argentei oliveti, da piede sparso di variopinte villette sorridenti fra i profumati boschetti d'aranci, dalla bruna scogliera infiorata di ginestre e baciata dalle onde cerulee del più azzurro dei mari.
Mi dispiace di non poter fare lo sfoggio d'erudizione che è di prammatica a questi giorni quando si parla di un sito purchessia, e lascio all'arguzia del lettore la ricerca delle origini etimologiche del nome di Rapallo. Siccome i Romani chiamarono Tigullino il golfo di Rapallo, è probabile che questo paese fosse la capitale di quei Liguri tigulini che diedero tanto da fare ai conquistatori del mondo, e mandarono in uno migliore il console Quinto Petilio e qualche centinaio di legionarii l'anno 574 di Roma. Fatto è che si sono trovate qui e lapidi e monumenti ed armi, reliquie della conquista e della sovranità romana. C'è fra gli altri avanzi un ponte detto d'Annibale in memoria del passaggio del Capitano cartaginese; avvenimento problematico di cui perciò appunto i Rapallini fecero un assioma storico.
Tutti i promontorii che s'inoltrano nel golfo interrompendone la curva e dividendolo in altrettante insenature, sono tormentati da antiche torri, di quelle che in Provenza chiamano Toars de Sarrasins, erette nell'età di mezzo e conservate nelle posteriori a difesa dei paeselli dagli sbarchi e dai pirati barbareschi.
Il pittoresco Castello di Rapallo non valse però a protegger la città nella notte del 6 giugno 1549 in cui il terribile Dragutte scese a fare fra le brune ed avvenenti figliuole del litorale ampia provvista di odalische per l'harem del gran Signore. Una sola fu salva per l'eroico valore dell'amante, il cui nome a Rapallo "ancor si cole".
Svegliato in mezzo a quella terribile notte dal frastuono dell'armi, dalle grida di spavento e di ferocia dei fuggenti e degli assalitori, Bartolomeo Maggiocco non pensò a sé ma alla fidanzata. Armato di un'accetta slanciossi nella via, corse alla casa della giovanetta e toltala dal letticciolo in sulle spalle si avviò con essa al di fuori e rovesciando col rotear della destra quanti gli si affacciavano a contrastargli il passo la trasse in salvo.
Nessun paese delle due Riviere offre al visitatore tanta varietà di escursioni, all'artista tanti soggetti di studio, quanto questo incantevole sito.
Mille sentieri serpeggiano fra gli oliveti sulle costiere dell'Apennino, s'internano in amene vallate dai folti boschi, dai ruscelli spumeggianti o si inerpicano su pei poggi aprichi, per le brughiere profumate dal timo, al monte Telegrafo, al santuario di monte Allegro, a quello della Madonna di Caravaglio, al monte Lasagna dande la vista discopre il vasto ed incomparabile panorama dell'intero golfo di Genova e delle due Riviere.
Da una parte sul mare ceruleo, luccicante, immenso, fra le nebbie lontane lontane, la Corsica e le isole dell'arcipelago Toscano; dall'altra, digradanti sotto l'orizzonte e perdentisi nell'azzurro dello spazio, le ultimo pendici delle Alpi marittime, e intorno intorno quella lunga distesa di cime, di poggi, e di valloni che si segue dalle Alpi Apuane al Colle di Tenda.

Valle Christi Rovine del Convento di Val Cristi

Ad un miglio circa nel fondo di una vallata diretta a settentrione, sono le rovina del monastero di Val Cristi. Cosa assai strana, quegli avanzi rivelano uno stile di cui è raro trovare modelli nell'Italia settentrionale; voglio dire gotico normanno. L'arco elegante della navata posteriore ed il campanile tutto sgretolato, dal tetto acuminato, dalle finestre lunghe e appuntite, dalle esili colonnine, solo rimangono ad attestare l'antico splendore di quel monastero di Santa Chiara, che fu uno dei primi soppressi dopo la decisione del Concilio di Trento contro i conventi di donne lontani dall'abitato. Infatti le tradizioni che corrono su quel luogo sono tutt'altro che edificanti: se ne parla come di un Parc aux cerfs ["Parco a luci rosse" di Versailles, dove alloggiavano le concubine di re Luigi XV] dei signorotti genovesi, e l'aver associato alle sue storie il nome della Messalina napoletana, la Regina Giovanna, non è certo il maggior encomio delle virtù praticate nel santo luogo. Ora di quei ruderi, mesto avanzo di una credenza passata, l'immortale e sempre giovane Flora ha fatto il suo impero: essa inghirlanda coi lunghi stoloni dell'edera lo vuote occhiaie di quel cadavere che più non anima la spenta fede, il fico protende i suoi rami contorti fra i crepacci pieni di felci, e gli esili fili delle avene ondeggiano sul muto campanile.
Ma la più incantevole passeggiata è quella per la via che sempre costeggiando il mare va da Rapallo alla punta di Portofino. Ombreggiata da splendidi pinastri che dispiegano in alto l'ampio ombrello della loro chioma, da bruni lecci, fantasticamente contorti dalla brezza marina, abbarbicati in mille capricciose maniere alle brune scogliere, la via passa per ville ridenti, sotto ghirlande di rose e di oleandri, fiancheggiata da siepi di agave e di jucca [pianta erbacea della famiglia delle Agavaceae, originaria dell'America Settentrionale e Centrale, e delle Indie occidentali] che vi fanno sognare all'Oriente. Ad ogni svolta della strada è un nuovo quadro che si presenta allo sguardo, un nuovo incanto di forme e di colori, una nuova armonia di linee e di luci, da dar la febbre ad un pittore, il farnetico ad un poeta, da commuovere l'anima… anche d'un droghiere!
Che dirvi della popolazione? Rapallo avrà circa 11.000 anime. Gli uomini sono intrepidi pescatori, le donne abili ed instancabili intrecciatrici di merletti. Come tutti i paesi della riviera, Rapallo fornisce un fortissimo contingente alle nostre colonie dell'America del Sud, dove coll'attività, il risparmio ed il naturale talento nei commerci molti giungono a racimolare un piccolo, e qualche volta anche un grosso, peculio. Le rendite di questo, essi tornano a godersele in patria, dove si fabbricano una villa ed una barchetta, e passano il tempo pipando e scaldandosi al sole sulla spiaggia l'inverno, pescando fra gli scogli l'estate, e dicendo male del prossimo in tutte lo stagioni. Qui li chiamano americani, ed è facile riconoscerli all'andatura lenta, al pastrano nero, al fare indifferente, e quell'andatura, quel colore e quella maniera, portano negli affari del paese di cui hanno il reggimento; per cui al municipio…

albergo Europa Hôtel de l'Europe

Ma lingua taci… l'Illustrazione non è giornale da politica.
Finisco coll'aggiungere che fra le tante belle cose a Rapallo c'è un eccellente albergo, l'Hôtel d'Europe il quale unisce tutte quelle qualità che vanno di rado d'accordo col pittoresco, almeno per ora, in Italia, e che permette al pittore ed al poeta di godere collo stomaco dopo aver goduto colla fantasia e di passare le notti così lietamente come le giornate.
Tutto questo va benissimo, ma a tutta questa roba manca la nota dell'attualità. La volete assolutamente?
- Sì
Ebbene, potete esser sicuri che l'Imperatrice d'Austria, che a giorni sarà a Nervi, verrà di certo a Rapallo; almeno nel suo seguito vi sono molte persone che conoscono bene questo sito e che l'indurranno a farvi una corsa.

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