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    Pezzi di storia

Il nuovo Municipio

Giovedì 16 aprile 1925, giorno di festa a Santa Margherita: si inaugurano il nuovo Municipio e il Parco della Rimembranza.
Il settimanale Il Mare del 18 dedica ampio spazio all'avvenimento e da esso riportiamo alcuni articoli.

edificio La Casa nuova del Comune

Ospite d'onore il Ministro dei Lavori Pubblici, Giovanni Giuriati; il giorno precedente erano giunte le navi della Squadra dell'Alto Tirreno al comando del Vice Ammiraglio Alfredo Acton "che issava le sue insegne sulla Conte di Cavour": ne facevano parte pure la nave da battaglia Caio Duilio, l'esploratore Augusto Riboty, i cacciatorpedinieri Generale Achille Papa, Generale Antonino Cascino, Generale Antonio Cantore, Generale Marcello Prestinari oltre a una nave cisterna e un rimorchiatore.
Ai muri della città era affisso il manifesto del Commissario Isola1:
«Cittadini!
Oggi, accogliendo l'invito nostro, S.E. Giovanni Giuriati, Ministro del Governo Nazionale, volontario, mutilato, decorato di guerra, celebrerà, con la presenza e la parola, l'inaugurazione della nuova Sede del nostro Comune e del Parco della Rimembranza, offerto al culto civico per gli eroici nostri Caduti.
Interprete sicuro dell'animo Vostro, ho anche voluto che alla memoria dei Sanmargheritesi, soldati e marinai, morti per la Patria, fosse dedicato il Palazzo Comunale, onde la sua ligure austerità, tutta pervasa dal ricordo del sacrificio e dallo spirito della Vittoria, resti ad esprimere monito ed incitamento perenni per le generazioni venture.

oggi L'edificio oggi

Sanmargheritesi!
Vibri l'animo vostro di orgoglio ed esulti.
La gloria romana e cristiana, ligure ed italica dell'antico Comune si allieta di una nuova promessa: Santa Margherita levi, nella divina bellezza del Golfo, il volto sereno e rinnovi, con fervore ed entusiasmo, il patto della fraternità nazionale.
Il Popolo Sanmargheritese, raccolto sotto le bandiere della Patria, acclami il valoroso Rappresentante del Governo di Benito Mussolini, al grido unificatore di
Viva il Re! Viva l'Italia!»

Il Ministro giunge in stazione alle 13.50 accolto dal Commissario Alberto Isola, dal Prefetto di Genova Michele Darbesio e dagli onorevoli Edoardo Dino Alfieri, Corrado Marchi, Ferruccio Lantini e un'ora dopo è di fronte alle due lapidi murate nell'atrio del Municipio: una riporta la data dell'inaugurazione, l'altra il Bollettino della Vittoria2.
Non possiamo esimerci dal ricordare alcuni dei presenti: il già ricordato Alfredo Acton, Gerardo Bonelli (referente genovese del segretario nazionale del Partito Nazionale Fascista Roberto Farinacci), Luca Ciurlo (direttore della Federazione provinciale genovese del PNF), il sindaco di Rapallo Andrea Canessa, il sindaco di Portofino Tito Arzeno, rappresentanti delle istituzioni fasciste di Santa Margherita, Rapallo, Recco, Sori, Genova. Erano presenti anche il tenente colonnello Bonora dei Regi Carabinieri, il prof. Attilio Regolo Scarsella, il direttore delle scuole Carrà, il marchese Lomellini di Tabarca, il cav. Emanuele Piola, Giovanni Magnasco, l'avv. Antonio Costa, il segretario delle Corporazioni sindacali Roberto Giangrande, Lorenzo Passalacqua, Amedeo Pelizza, il commissario delle Opere Pie Giovanni De Barbieri, il prof. Nicolò Cuneo3, il cav. uff. Costantino Luxardo4, …
Immancabile la presenza della banda5, che esegue inni patriottici. Il canonico Comotto, in rappresentanza di mons. Francesco Rollino, benedice le lapidi e la Casa comunale. Seguono i discorsi celebrativi e il Commissario Isola assegna la cittadinanza onoraria a Giovanni Giuriati.
Si riforma il corteo che raggiunge il Parco della Rimembranza a San Siro, dove gli alberelli sono ornati dal tricolore e personalizzati con una targhetta che indica il nome, la data e la località della morte di ciascun caduto.
La benedizione è fatta dal prevosto di San Siro, don Giovanni Antonio Garibotti, l'orazione dal deputato Corrado Marchi.
Al termine il ministro Giuriati si reca in auto a Portofino "per visitarvi la nuova sede municipale e i lavori della strada di allacciamento, già minacciata varie volte dalle frane". Al ritorno sale a bordo della nave ammiraglia per i saluti all'equipaggio, secondo il cerimoniale; segue un veloce intermezzo all'hotel Guglielmina6 per il tè offerto dal Comune, prima di recarsi a Rapallo.
Il banchetto ufficiale, con circa 200 partecipanti, ha luogo al Laurin: al termine il Ministro viene riaccompagnato in auto alla Stazione ferroviaria. "Prima di partire, S.E. Giuriati ha inviato un telegramma a S.E. Mussolini nel quale annunciandogli l'inaugurazione della Casa Comunale e la consacrazione del Parco della Rimembranza ai gloriosi Caduti sammargheritesi, gli descrive l'entusiasmo della popolazione espresso e sintetizzato negli evviva al suo nome."

Lo storico Scarsella scrive l'articolo che segue, su Il Mare.

Un pensiero per la consacrazione del Palazzo del Comune? Ma chi conosce la storia della nostra città non può averne che uno: quello del confronto fra il presente e il lontano passato.
Quel passato in cui i Magnifici Agenti della Magnifica Comunità di Santa Margherita di Pescino tenevano le loro adunanze all'ombra degli olmi di piazza della Chiesa, se d'estate; e al sole, in qualche gozzo tirato sulla spiaggia, se d'inverno. Col tempo cattivo poi c'era una stanzuccia di pochi metri quadrati a ridosso della Chiesa, nel punto dove è ora il campanile.
Questa serviva ad un tempo di sede per la M. Comunità e per la Compagnia della Morte. O tempora! O mores!
Ma rifatta la Chiesa, e occupato da questa anche quel ripostiglio, la M. Comunità si trovò ridotta agli olmi e ai gozzi; finché nell'anno 1728, dopo maturo esame ed ampia discussione, il Collegio dei M. M. Agenti, che è quanto dire il Consiglio Comunale, deliberò di torre a pigione dallo Ecc.mo Sig. G. Veneroso una stanza per l'annua somma di L.25. E così S. Margherita ebbe il suo Palazzo di Città. In coscienza non si può dire che la Comunità spendesse troppo.
Tuttavia a lungo andare il Bilancio comunale finì per risentirsene e, tira e tira, finalmente correndo l'anno 1784 i M. M. Agenti deliberano di restituire la chiave della sede all'Ecc.mo Sig. Veneroso: e in quella vece assegnare L.20 annue al cancelliere pro tempore con obbligo di tener a disposizione dei M. M. Agenti il suo scrittoio. Così la Magnifica Comunità portava di nuovo la sua Magnificenza in giro per le case dei diversi notai del paese: ma risparmiava 5 lire!
Ci volle la grande Rivoluzione e la divisione di S. Margherita nei due cantoni di S. Margherita e di S. Giacomo perché si avesse se non un palazzo o, come si dice secondo l'ultimissima moda, una Casa del Comune, almeno uno stanzone riservato.
Da allora la Comunità non mancò più di alloggio: e di grado in grado si arrivò a quello, ampio e splendido, di cui due giorni sono si celebrò la consacrazione. Esso racchiude certamente in sé molti significati. Per me, prima e meglio di ogni altra cosa, simboleggia il lavoro diuturno, arduo, tenace, vittorioso del nostro popolo che ha saputo fare di un pittoresco ma povero borgo di pescatori la più bella e ricca aiuola del Giardino d'Europa.

Così il settimanale descrive La casa nuova.
Linda, chiara di colori, simpatica a chi la vede dalla piazza, forse più bella di S. Margherita, la Casa nuova del Comune, la Casa di tutti è senza dubbio una bella sede municipale.

interno La loggia del cortile

Santa Margherita costruì anni fa l'edificio per le sue Scuole Elementari ed anche la Scuola Tecnica Commerciale – che oggi è Regia ed ha perduto un aggettivo guadagnando in decoro ed efficienza – vi ebbe sede gloriosa per molti anni, formando con le Scuole Elementari la casa degli studii.
Generazioni intere si sono avvicendate nelle aule ospitali, han fatto «ricreazione», più o meno turbolenta nel suo chiaro cortile.
Poi la guerra sloggiò il gridio festevole dei bimbi e dei giovanetti; il silenzio, la gloria del sacrificio e del valore italico invasero i grandi stanzoni7. Il cortile fu chiuso: dai bianchi letti figure grandi di soldati d'Italia passavano ai lunghi riposi pomeridiani sotto le arcate tranquille e l'eco dei combattimenti e il dolore sereno delle ferite si fusero con quello oramai lontano dei banchi e delle cattedre. La Scuola tornò più tardi, a guerra finita, con la vittoria della Patria.
Per poco. Il Commissario Isola, giustamente, pensò, fin dalle sue prime deliberazioni, di dare alla nostra Città una sede municipale che si presentasse nell'aspetto e nell'organizzazione, degna delle certe fortune avvenire; che fosse sufficiente ai maggiori bisogni del presente e potesse rispondere alle esigenze della prosperità e del progresso cittadino.
La vecchia sede8, abbastanza decorosa per i tempi passati, non bastava e non sarebbe poi bastata ai moltiplicati servizi del Comune. Gli uffici, miseri e polverosi, costretti a combattere con lo spazio, non potevano dar respiro al movimento dell'Amministrazione.
Ed era anche necessario prevedere quello che avrebbe preteso domani la più grande Santa Margherita. Se un lavoro urgeva non doveva farsi col criterio del provvisorio e della temporaneità.
Una nuova sede dunque: ecco la soluzione da trovare. E il Commissario Isola ha dato a Santa Margherita una sede comunale che farà certamente invidia a città ben maggiori della nostra, portando non lievi modifiche al palazzo delle «Elementari», l'unico che per posizione e costruzione potesse degnamente accogliere l'Amministrazione del Comune.
I lavori di trasformazione – veramente indovinati – hanno importato una spesa abbastanza rilevante ma è noto perché la cronaca lo ha detto, con quanta generosità i privati abbiano concorso per i lavori di riattamento e di comodità e per arredare le belle sale del novello Municipio.
L'edificio si compone di due piani: a quello inferiore – rialzato – corrispondono gli uffici principali. A sinistra, entrando, trovi le «Guardie Urbane» e la camera degli uscieri che comunica, mediante un completo impianto di telefono interno, con tutti gli ambienti del palazzo.
Nel cortile, rimesso a nuovo, luminoso, ed elegante, sotto il porticato di sinistra, trovi la «Segreteria – Ragioneria - Anagrafe» e lo stanzone dell'«Archivio» che verrà riordinato modernamente. Sotto il porticato di destra sono gli uffici dello «Stato Civile e Leva» e l'aula del Giudice Conciliatore, molto ben curata nella disposizione, confortevole e adattissima alla sua funzione.
Ai piedi dello scalone, che porta al piano superiore, è l'«Ufficio Tecnico – Catasto - Acquedotto». La «Sala delle Commissioni» si apre sull'ultimo pianerottolo dello scalone e a sinistra, subito, trovi la «Sala della Giunta» che dà sul gran terrazzo centrale dell'edificio.
Adiacente è il «Gabinetto del Sindaco», elegantissimo, arredato con mobili di pregio e di buon gusto. Si è pure creata una piccola sala d'aspetto per chi deve attendere di essere ricevuto dal primo cittadino. Segue l'ufficio del «Protocollo - Archivio».
Il gabinetto del Segretario Capo si apre sulla loggia sinistra e si presenta simpatico nell'insieme e nel decoro dell'arredamento. Tre ingressi ha la magnifica «Sala del Consiglio» con molte finestre sul Corso Umberto [l'odierno Corso Matteotti]. Al pubblico è riservato abbastanza spazio e vi si accede dall'ultima porta della loggia destra. La decorazione del soffitto è intonata al carattere del salone: due lampadari di Murano e bracci della famosa fabbrica illuminano l'ambiente signorile e di grande effetto.
Il mobilio non è ancora del tutto completo ma la munificenza dei cittadini lascia sperare che in un tempo non molto lontano la Casa del Comune avrà le sue sale perfette anche nell'arredamento. Tendaggi di valore si notano già nel Gabinetto del Sindaco, della Giunta, ecc., ecc. e un completo impianto telefonico permette la perfezione nei servizi dell'Amministrazione.
L'opera, come si può arguire, dalla breve descrizione che ne abbiamo fatta, benché ancora in via di formazione, è un nuovo vanto per la Città nostra.
Noi siamo ben felici di ascriverne il merito all'operosità del Commissario Prefettizio, signor Alberto Isola, che ha saputo creare una così splendida organizzazione municipale, validamente aiutato dalle spontanee offerte di molti privati.
Lo sforzo è riuscito a realizzare quanto era necessario per le future mete che Santa Margherita deve raggiungere ad ogni costo. Già in questa iniziativa l'offerta privata si è mostrata pronta e adeguata all'appello del Comune e noi, rilevandone il grande significato, vorremmo che sempre l'affetto per la città nostra si esprimesse nella opera materiale di aiuto perché sono i figli e la cittadinanza che devono contribuire, in ogni tempo e in ogni circostanza, a far sì che la Città salga vieppiù verso la meta ultima, verso la realizzazione di tutte le nostre speranze.


1 vedi articolo "Alberto Isola, primo podestà" pubblicato dalla Gazzetta il 10 settembre 2017
2 documento ufficiale della vittoria dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale
3 vedi articolo "Niccolò Cuneo" pubblicato dalla Gazzetta il 18 giugno 2007
4 vedi articoli "Costantino Luxardo" pubblicato dalla Gazzetta il 5 settembre 2016 e "Cav. Uff. Costantino Luxardo" pubblicato dalla Gazzetta il 28 novembre 2017
5 vedi articolo "La nostra banda, 'araba fenice'" pubblicato dalla Gazzetta il 10 giugno 2019
6 vedi articolo "Guglielmina Hotel" pubblicato dalla Gazzetta il 2 giugno 2017
7 vedi articolo "L'Ospedale della Croce Rossa a Santa Margherita" pubblicato dalla Gazzetta il 13 settembre 2017
8 dagli Annali di A.R. Scarsella, all'anno 1878: "Quanto alla sede del Municipio, avendo il proprietario della casa in cui si trovava domandato un aumento di fitto, il Consiglio ne approfittò per sloggiare ed insediarsi nel piano superiore della nuova sede dell'Asilo (che è la prima casa a destra di chi entra nel Corso Umberto 1° [oggi Corso Matteotti]) ed ivi stette fino all'avvento del Fascismo".

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