Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Buenos-Ayres e gli italiani
di Enrico Besana

L'Illustrazione popolare – 7 maggio 1871

Nel presentare ai nostri lettori la veduta di Buenos-Ayres, siamo lieti poter, questa volta almeno, accompagnare il disegno dalla descrizione fatta da un italiano. mappa E' questi il gentiluomo milanese signor Enrico Besana che ha intrapreso numerosi e lontani viaggi, che compì una volta il giro del mondo, che assistette al luogo d'assedio di Parigi e che dovunque prese nota di ciò che vedeva di rimarchevole. Finora però queste note non erano pubblicate ed era veramente un peccato, perché il Besana scrive con leggiadria, senza pretesa e diletta più che non sogliono certi spacciatori di frottole che fanno troppo a fidanza colla ingenuità dei lettori.
Il merito d'aver risolto il nostro viaggiatore a stampare le sue note si deve alla direzione del Giornale popolare di viaggi che pubblica appunto nel N. 14 queste importanti notizie su' nostri concittadini a Buenos Ayres, che noi siamo lieti poter regalare a voi, lettrici e lettori gentilissimi; eccole:
«Il porto di Buenos-Ayres è ancora da costruire1; le navi che pescano tre metri sono obbligate ad ancorarsi in mezzo al fiume, dodici miglia lungi dalla città; proprio presso lo sbarco vi è il così detto Banco di Balizas che è solo accessibile alle navi di cabotaggio ad alta marea. Le acque del fiume sono tanto variabili presso la costa, che qualche volta anche le semplici imbarcazioni non possono avvicinarsi a più di un miglio dalla città. Sono incalcolabili le navi che perirono su questa rada tanto temuta dai navigatori; oltre un cattivo fondo, i venti soffiano impetuosi, specialmente il freddo Pampero che discende sino dalle Cordigliere. A due miglia dalla città, un'ansa del fiume serve di darsena per le navi di cabotaggio; attorno a questo piccolo porto si è agglomerata una popolazione di circa 10 mila abitanti, quasi tutti Italiani o meglio Genovesi. Il Governo argentino a Buenos-Ayres provvede assai meglio che a New-Jork, per raccogliere al primo arrivo gli emigranti di Europa. Una lancia del governo prende a bordo dei bastimenti, quelli che mancano di risorse, e li conduce in un apposito locale dove sono ricoverati e nutriti gratuitamente per otto giorni. panorama
L'emigrazione europea nella città e nella provincia si può dividere in tre gruppi principali: la genovese, la lombarda, e la napolitana. Quest' ultima, composta in gran parte di contadini della Calabria, accudisce agli uffizi più faticosi e bassi, a torto sprezzati dagli altri, e che non sono meno utili e profittevoli. La lombarda consiste in parte di persone che vorrebbero cavar profitto della loro educazione intellettuale, e questa è la meno fortunata, la meno retribuita, e la più difficile a collocarsi; ma il più gran numero consiste in operai e contadini: questi trovano assai facilmente lavoro, e in ragione della loro abilità possono guadagnare dagli otto ai dodici franchi al giorno. Il terzo gruppo, l'emigrazione genovese, è il più numeroso e il più importante; essendo anche il più antico, si è saputo impadronire di diverse industrie, come il commercio dei commestibili, il quale ha creato delle case di prim'ordine, ed è assai benemerito, dell'Italia perché introduce quanto più può dei prodotti italiani. Il ricco e produttivo servizio del porto è tutto genovese. Il cabotaggio non solo, ma anche il pilotaggio, nella rada e nei fiumi, è esclusivamente genovese, e la bella costruzione delle loro baleniere, non che la destrezza e il coraggio con cui sono manovrate, forma l'ammirazione della marina di tutti i paesi; del pilotaggio poi, come gli Inglesi nei fiumi della Caina, hanno un assoluto monopolio, per cui, e il governo argentino, e tutte le navi da guerra, e quant'altro mai, tutto si trova nelle loro mani. Tali professioni sono assai lucrose e stimate, giacché la navigazione dei fiumi mediante la loro opera fu meravigliosamente estesa, il trasporto della legna, del carbone, degli aranci, dei legumi, dei cereali, tutto si fa per mezzo dei loro schifi. Gli architetti italiani, alla cui testa si trova l'architetto Canale, genovese, seppero dare alla costruzione delle case, un aspetto artistico che prima non avevano; nella costruzione di esse si impiegano materiati italiani, dal sasso di Moltrasio al marmo di Carrara, di cui si fa una vera profusione nei pavimenti dei cortili e nella costruzione delle scale.
E qui mi sia permesso di esprimere il grato senso di soddisfazione provato, nel trovare agli antipodi una terra, dove mercé il lavoro dei suoi figli, l'Italia è utile, rispettata e influente. Dopo aver invidiato tanto agli Inglesi il vantaggio di vedere i propri usi trasportati in tante parti del mondo, provo un piacevole stupore nel trovarmi io pure in un lontano paese, dove si consumano prodotti italiani, si parla italiano, si vive all'italiana, mentre tutti questi interessi sono protetti da una squadra italiana. Per chi ha lungo tempo peregrinato, vero paria tra i viaggiatori, senza poter mai invocare la propria patria, quando per esempio, ingiustamente imprigionato a Calcutta, dovette al caso la propria liberazione, per chi non è né stanco né indifferente di appartenere ad una nazione libera e onorata, è indicibile la soddisfazione nel vedere la di lei crescente influenza in queste remote contrade.
L'italiano ingegnere Gioia è chiamato a fare un progetto di miglioramento del porto, mentre l'italiano ingegnere Moneta presiede ai lavori delle strade ferrate, e l'italiano ingegnere prof. Rossetta si occupa di studiare un passaggio atto alla ferrovia nelle Cordigliere.»


1 Il Rio de la Plata (Fiume dell'Argento) presenta, in corrispondenza della città di Buenos Aires, un grande banco di sabbia chiamato "Banco de la Ciudad" che rende difficile l'accesso.

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