Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Chiacchiere marinaresche
di A. D. R.

L'Illustrazione popolare – 24 novembre 1878

Quand'ero ragazzo (ciò succedeva sgraziatamente molti anni fa) solevo recarmi spesso sui terrazzi che stendendosi da piazza Caricamento alla Darsena, cingono buona parte del porto di Genova. E lì mi estasiavo contemplando quella ressa di navi, quella fitta di alberi, pennoni, vele e cordami, e sorridevo di un riso incredulo alle assicurazioni di un mio amico, che sosteneva aver tutte quelle corde un nome.
Un giorno volli metterlo nell'imbarazzo, e quando meno se l'aspettava mi rivolsi a lui dicendogli:
- Poiché pretendi saperlo, dimmi un po' quante corde vi sono sopra un bastimento?
Ed intanto con un'aria di canzonatura spiavo l'effetto della mia domanda suggestiva. Ma il canzonato fui io, allorché egli mi rispose:
- E' cosa più semplice di quel che credi: tutte le navi hanno una corda sola, ed è quella unita alla campana per battere le ore, le altre sono cime o cavi. E giacché la vista delle navi ti alletta, sarebbe ormai tempo che cessassi dalla tua contemplazione platonica per imparare a conoscerne le parti principali.
Qui il saputello, tratto di tasca un lapis ed un pezzo di carta, tirò giù due linee che, secondo lui, dovevano rappresentare un bastimento.
Risparmio ai gentili lettori la vista di quello sgorbio, ed invece presento loro una nave disegnata per benino, con tutte le sue lettere e numeri di richiamo, in modo da render loro facile il rintracciare i nomi delle diverse vele, alberi e pennoni.
Siccome ogni bel discorso deve finire con la sua brava perorazione, così il mio compagno, e pel momento anche maestro, conchiuse la sua spiegazione con queste parole:
- Sopratutto non ti fidar dei termini marinareschi dei traditori dei romanzi di Mayne-Reid, Cooper, Maryat, ecc., che ti riempiono la testa con dei babordi, tribordi, ribordi, ecc., ed altre stramberie, che non si capisce ove vadano a pescarle. Attienti invece agli scritti del P. Alberti Guglielmotti, il quale benché frate dell'ordine dei predicatori, in fatto di marina se ne intende più di certi barbassori… o meglio ancora, a quello del capitano De Orestis.
E qui pose termine alla sua chiacchierata ond'è che io pure, seguendone il buon esempio, fo punto. didascalia

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