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Dove andrò a fare i bagni di mare?
di Alessandro Clerici

Rivista del Touring – giugno 1909

Le persone, che si recano d'estate a fare i bagni di mare su questo o quel punto del nostro littorale, si possono distinguere in due grandi classi.
Una di queste classi è costituita da coloro, per cui la stagione al mare costituisce semplicemente un modo di villeggiatura. Professionisti più o meno stanchi Ettore Tito pel lavoro di tutta un'annata, signore eleganti, per cui un mutamento di soggiorno e di stagione è semplicemente un'occasione per far mostra degli abiti e delle acconciature nuove, giovani od adolescenti pieni di salute, che non chiedono al periodo delle vacanze estive se non un riapprovvigionamento di diporti e di gaiezza; per tutti costoro la stagione al mare esiste anzitutto in blocco, come una delle parecchie forme sotto le quali si presenta loro la possibilità di realizzare dei programmi fondamentalmente assai semplici.
Per essi non soltanto vien determinata dal gusto personale o da considerazioni di opportunità esterne la scelta fra il soggiorno al mare e quello in mezza o in alta montagna, ma gli stessi elementi presiedono alla scelta fra questa o quella stazione marina.
Gli uni preferiscono da anni una cittadina della Riviera ligure perché vi si reca la loro côterie di amici; gli altri fanno invece scelta di codesta altra città del litorale adriatico perché quest'anno durante la stagione vi avranno luogo anche delle corse di cavalli trottatori; né mancano le bagnanti il cui destino per quelle sei settimane virerà da oriente ad occidente, o viceversa, a seconda della varia ricchezza dei programmi dei divertimenti escogitati dalle direzioni degli alberghi-palazzo delle spiagge più select.
Frammento d'umanità felice, la schiera gaja e fiorente da essi formata in questa, come nel resto delle cose della vita, è disposta a prendere il tempo che farà… ciò che per questa occasione si può tradurre letteralmente dicendo che essa non conosce alcuna preoccupazione di climatologia medica. E non avrà torto. Poiché il clima di mare possiede delle qualità biologiche d'indole generale così caratteristiche ed intense, che sull'organismo sano esse si svolgono appieno senza che devano entrare in conto le particolarità minori legate alla topografia delle varie stazioni. Infatti i vantaggi igienici rappresentati dal bagno fresco, dal contenuto salino dell'acqua, dal movimento dell'onda, dalla purezza dell'aria, sono legati ad una stagione di bagni di mare in modo indissolubile, qualunque sia la latitudine e la longitudine della plaga, in cui la stagione di bagni vien fatta. Quindi coloro, i quali chiedono al soggiorno al mare in primo luogo le risorse di copertina un periodo di ozio e di svago e solo in via accessoria i benefici di una cura climatica e di una cura balneoterapica, hanno tutte le ragioni non facendosi nella scelta della località alcuno scrupolo di indole sanitaria: qualunque sia la località, su cui la loro scelta sarà caduta, la stagione al mare darà loro pur sempre, e in misura non disprezzabile, oltre alla desiderata ricreazione dello spirito, un rinvigorimento del corpo.
Le cose vanno ben diversamente se, invece che di organismi perfettamente sani, si tratta di organismi indeboliti o comunque malati. E nel novero degli organismi indeboliti io pongo naturalmente quelli, che pur essendo restati sani in fondo, sono caduti per l'una o l'altra ragione in uno stato di esaurimento per cui si è alterato l'equilibrio delle loro funzioni e quindi sono insorte delle insufficienze o dei fatti dolorosi più o meno gravi.
Per codesti organismi il clima ed i bagni di mare costituiscono già un gruppo d'influenze biologiche d'una complicazione e d'una intensità tale, che diventa necessario, per determinarne le modalità, ricorrere a criterii, diremo così, di precisione. Infatti - come accennai sopra - codesti organismi sono, in alcune delle loro parti o in tutto, facilmente squilibrabili; e d'altra parte, a determinare il valore igienico di un clima marino, agli elementi costanti e uniformi citati sopra, concorrono molti altri, i quali, pur essendo incostanti e variabili, possono acquistare in dati casi un'importanza non trascurabile od anzi decisiva, gli uni per aumentare, gli altri per diminuire il valore igienico complessivo del clima marino in questione. Si comprende dunque come, nei casi in cui si tratta di un organismo facile a squilibrarsi, non è opportuno trasportarlo senz'altro in un ambiente, le cui azioni speciali per avventura vengano a svolgersi per esso nella direzione stessa delle tendenze di squilibrio interne. In tali casi adunque la questione della località di soggiorno pei bagni di mare dev'essere esaminata con attenzione volta per volta, e risolta in modo che le caratteristiche climatiche od altre speciali alla stazione scelta coincidano colle esigenze del caso singolo o almeno non siano in contraddizione con esse.
Naturalmente codesto lavoro di indagine deve essere fatto nei vari casi tanto più diligentemente quanto maggiore è la complicazione delle condizioni patologiche o, che fa lo stesso, quanto più grave è la malattia, che la stagione di bagni marini è chiamata a curare.
Viceversa esiste un'enorme quantità di casi, in cui si ricorre ai bagni di mare pur essendo i disturbi in corso relativamente lievi, mentre il quadro dei sintomi è fornito interamente o quasi da questa o da quella forma di debolezza costituzionale. Per essi nelle indicazioni dei bagni di mare la parte igienica ha quasi il sopravvento sulla parte medica e, correlativamente, la necessità delle distinzioni sottili è molto minore che nei casi di vera malattia. Infatti basta allora tener conto di certi pochi criteri di indole generale, la cui esposizione è possibile senza che vi sia bisogno di addentrarsi negli arcani della patologia e la cui conoscenza quindi è accessibilissima anche al pubblico dei profani.
E' l'esposizione di tali criteri, che fa il soggetto del presente articolo.

Nel determinare a scopo di istruzione igienica i caratteri speciali di una stazione di bagni di mare bisogna tener conto sopratutto dei due elementi seguenti: le particolarità del clima, le particolarità della spiaggia.
Rispetto alle particolarità del clima le stazioni di bagni di mare italiane si suddividono in due grandi gruppi: quelle, che appartengono al littorale occidentale o tirrenico, quelle che appartengono al littorale orientale od adriatico.
Ad un esame superficiale della questione parrebbe che le differenze relative devano dipendere specialmente dalla varia distanza della catena appenninica dai due mari. Infatti il versante tirrenico dell'Appennino è a declivio dolce, il versante adriatico è invece a declivio assai rapido, composto di una serie di valli brevi divise fra loro da speroni paralleli. Risulterebbe da ciò, che pel littorale tirrenico le particolarità del clima dipendenti dal regime marino dovrebbero essere molto più fini e spiccate che pel littorale adriatico, dove un'influenza perturbatrice su di esse sarebbe esercitata dalla grande vicinanza delle altezze appenniniche. In realtà la questione è diversa: le differenze climatiche assai grandi, che esistono fra i due littorali, sono in dipendenza di ragioni meteorologiche ben più complesse e remote. Queste ragioni meteorologiche decisive, eccole in breve.
Com'è noto, i mari hanno una tendenza maggiore delle terre a conservare la loro temperatura: quindi d'inverno perdono meno rapidamente il calore immagazzinato durante l'estate, e d'estate meno rapidamente si lasciano riscaldare. Ne segue, che, qualunque sia la stagione, fra i mari e le terre esiste sempre una differenza spiccata della temperatura. In forza di questa legge generale, mentre si svolge l'estate la grande superficie dell'Atlantico, si riscalda assai più lentamente della superficie dell'Europa: in altri termini sull'Atlantico si ha ancora un regime d'aria fredda quando sull'Europa si ha già un regime d'aria calda. Accade allora ciò, che accade se in un appartamento si mette in comunicazione una camera riscaldata con una camera fredda: una corrente di aria fredda si istituisce da questa verso quella. Quindi durante l'estate delle correnti d'aria relativamente fredda si precipitano continuamente dall'Atlantico sull'Europa, a settentrione attraverso la Francia, a mezzogiorno attraverso la Spagna e la porzione occidentale del Mediterraneo. Ma queste correnti d'aria fredda nel loro viaggio verso il centro dell'Europa a un certo punto incontrano, a settentrione la barriera alpina, a mezzogiorno la barriera appenninica, e vi si addensano contro.
Ne segue, che d'estate, mentre sulla Francia e sul mar Tirreno predominano i freschi venti occidentali provenienti dall'Atlantico, al di qua della barriera alpina e della barriera appenninica la valle del Po e il littorale adriatico si trovano nella zona dell'ombra di codesti venti, quindi nell'atmosfera di essi possono accumularsi i calori estivi.
Una differenza caratteristica si istituisce ad ogni modo anche fra il clima della valle del Po e quello del littorale adriatico per la ragione seguente.
L'ostacolo, che alla corrente fresca proveniente dall'Atlantico viene opposto dalle Alpi è, naturalmente, molto più valido di quelli che ad essa oppongono gli Appennini, che sono assai più bassi.
In conseguenza di ciò, quando la corrente fresca atlantica ha superato, a fatica, la barriera alpina, essa ha già perduto tanto d'intensità che sul clima della valle del Po non può più svolgere delle azioni importanti: invece quando essa ha superato, seppure con un certo ritardo, e subendone una certa attenuazione, la barriera appenninica, essa ha ancora abbastanza forza da influenzare più o meno spiccatamente l'atmosfera del littorale adriatico. Quindi mentre nella valle del Po durante l'estate di regola si hanno dei grandi calori e un'atmosfera tanto tranquilla da riuscire assai spesso afosa, sul littorale adriatico il passaggio ad un'altezza relativamente piccola della corrente d'aria fresca proveniente dall'Atlantico provoca nelle masse di aria calda sottostanti dei movimenti tumultuarii, con tendenza a risalire più o meno rapidamente verso la pendice appenninica: a tali movimenti tumultuarii delle masse aeree locali corrispondono dei temporali, che raggiungono non di rado una grande violenza.
D'altra parte se riconfrontiamo il clima del littorale tirrenico col clima del littorale adriatico noi vediamo che nel clima del littorale tirrenico predominano le correnti aeree provenienti dall'Atlantico, e quindi il regime estivo di costanza dei calori si istituisce più lentamente o non si istituisce affatto; invece nel clima del littorale adriatico l'influenza delle correnti aeree provenienti dall'Atlantico è assai minore, quindi il regime dei calori estivi si istituisce più rapidamente e con maggior tendenza alla stabilità: inoltre il carattere più decisamente stagionale del clima è rivelato anche dalla maggiore violenza dei temporali.
Ma v'ha di più. Nelle regioni, che sono in vicinanza di una catena montuosa, anche la configurazione di questa catena ha un'influenza notevole sull'istituirsi o meno di un regime stagionale uniforme.
Infatti, se la catena montuosa è continua, essa forma un riparo, il quale isola la regione sottostante dalle altre regioni e quindi impedisce che le vicende meteorologiche di queste si estendano ad essa e turbino il regime climatico suo proprio. E' quanto vedemmo testé accadere per la grande catena alpina a proposito della valle del Po e per la minor catena appenninica a proposito del littorale adriatico. Ma è precisamente il contrario se la catena montuosa presenta delle spaccature profonde: in tal caso le spaccature fanno da tubo di aspirazione, e attraverso ad esse le correnti aeree, provenienti dalle regioni poste al di là della catena montuosa, si precipitano con tanto maggiore violenza sulla regione posta al di qua, e disturbano continuamente il regime climatico suo proprio. Ora, esistono anche in Italia due tratti della costiera, che si trovano appunto in queste condizioni: la Riviera Ligure e la parte settentrionale del littorale adriatico.
Infatti le montagne che legano la gran massa delle Alpi Marittime al tronco appenninico in parecchi punti sono troppo basse per poter costituir un vero riparo; ed una depressione anche più notevole è quella, che la Francia meridionale litoranea forma fra la catena dei Pirenei e quella delle Alpi. Ne segue, che la Riviera Ligure subisce due ordini di squilibrii metereologici: in primo luogo, attraverso alla depressione posta a settentrione, fra le Alpi e l'Appennino, le correnti aeree della valle del Po tendono continuamente a mescersi a quelle del gran bacino tirrenico, col risultato che, specialmente sul principio della stagione estiva, la Riviera viene visitata da venti boreali relativamente freddi; in secondo luogo, attraverso la depressione posta a maestro, fra i Pirenei e le Alpi, le correnti aeree dell'Atlantico settentrionale tendono a mescersi con quelle del Mediterraneo; e, siccome lo squilibrio della temperatura sui due bacini marini va accentuandosi quanto più si avanza l'estate (inquantoché l'atmosfera del Mediterraneo si riscalda più rapidamente e più intensamente che quella dell'Atlantico settentrionale), ne segue che durante tutto l'estate passano sul littorale meridionale francese dei forti venti di maestrale, che si fanno sentire più o meno potentemente anche sulla riviera ligure contigua.
Quanto al littorale adriatico, qualche cosa di simile accade anche per esso, perché a greco, cioè a nord-est, le Alpi Carniche e Giulie costituiscono un riparo insufficiente alle grandi correnti aeree dell' Europa Centrale: sicché su di esso queste si rovesciano assai spesso in modo violentissimo, costituendo la famigerata bora.
Ma, a differenza che per la Riviera Ligure, per la quale le vicende meteorologiche in questione si svolgono più o meno intensamente anche nell'estate, pel littorale adriatico più fortunato, esse appunto nell'estate si sospendono. Infatti le terre dell'Europa Centrale durante l'estate si riscaldano così rapidamente, che fra l'atmosfera di esse e l'atmosfera dell'Adriatico non si formano mai quegli squilibrii di pressione, che sono invece così frequenti fra l'atmosfera dell'Atlantico settentrionale e quella del Tirreno. Il risultato di ciò è, che sul littorale adriatico durante l'estate sono rarissimi i venti forti, che ne disturbino il regime stagionale proprio: non son pochi i tratti di esso, nei quali, come ha ben messo in chiaro l'Eredia, il numero delle giornate di vento forte in tutto l'estate resta inferiore alla mezza dozzina (a S. Maria di Leuca 4, a Capo Spartivento Calabro 2, a Porto Corsini nessuna).
Da tutto ciò risulta evidente il fatto, che a causa dei rapporti di situazione rispetto a certe catene montuose, prossime o poco lontane, fra il littorale ligustico e il littorale adriatico durante l'estate si danno nella distribuzione delle correnti aeree di provenienza anormale certe differenze, per le quali il littorale adriatico viene a possedere un'atmosfera meno mossa che non quella del littorale ligustico. Come si vede, tali differenze praticamente sono dello stesso ordine delle differenze che abbiamo visto più sopra esistere fra il littorale adriatico e il littorale tirrenico a proposito delle correnti aeree di costituzione normale.
Infine, pur restando nell'argomento delle correnti aeree di provenienza anormale e quindi perturbatrici del regime climatico regionale, conviene menzionare lo scirocco. Nell'Italia centrale e meridionale il termine scirocco è un termine d'uso generale, che si applica a tutti i venti caldi ed umidi provenienti dal Mediterraneo meridionale, apportatori di pioggia. Ma esso andrebbe meglio riservato a un vento, che proviene pure da mezzogiorno, ma è invece asciuttissimo, carico d'una polvere minuta, e che negli individui dal sistema nervoso debole provoca non di rado una depressione profonda, con esacerbazione di tutti i sintomi di debolezza dolorosa.
Questo vento non è raro nella Sicilia, dove giunge, attraverso il breve Mare Siculo, dai deserti africani; ma talora esso attraversa tutta l'isola e si rovescia sul bacino del Tirreno. Quivi le coste della Calabria e della Campania rispetto ad esso si trovano ancora nell'ombra del vento, grazie al riparo offerto dalle montagne della Sicilia; ma più a settentrione lo scirocco ha libero il campo, sicché esso sulle coste del Lazio giunge con una violenza indiminuita e può farsi sentire in misura deplorevole anche sul littorale della Toscana. Esso costituisce ad ogni modo un elemento meteorologico esclusivo del bacino tirrenico, che la climatologia medica non può trascurare in un giudizio complessivo di confronto fra il littorale del Tirreno e il littorale dell'Adriatico.
Né con questi rilievi è esaurita la serie delle differenze esistenti fra i climi dei due littorali. Ma, per non tediare i lettori, io mi limiterò a citare fra le restanti, quelle che si riferiscono ad un elemento climatico importantissimo, il grado di umidità.
Sul littorale tirrenico i venti nell'estate, provenendo sopratutto da occidente, arrivano dopo un lungo percorso sul mare, quindi sono impregnati di umidità. Invece sul littorale adriatico prevalgono i venti secchi, sia che si tratti di venti provenienti dalle pendici poco boscose del versante orientale dell'Appennino, sia che trattisi di venti provenienti da oriente o da mezzogiorno, venti in origine assai secchi, ai quali il passaggio sull'Adriatico, poco ampio, ha potuto conferire ben poco d'umidità.

risulta evidente un altro importantissimo divario fra il clima del littorale tirrenico e il clima del littorale adriatico: questo è sensibilmente più secco di quello.
Riassumendo, per ciò che riguarda le particolarità del clima, il littorale tirrenico si distingue dal littorale adriatico per ciò, che in esso il regime dei caldi estivi si istituisce più tardivamente, è meno spiccato e meno uniforme, è più spesso disturbato da incidenti meteorologici di natura eterogenea, infine comporta un maggior grado di umidità.
Applichiamo ora queste nozioni di climatologia alla fisiologia umana e vediamo di trarne dei dati pratici per la questione, che c'interessa ora: la scelta di una stazione pei bagni di mare.

Le indicazioni per una cura climatica e balnearia al mare sono date da tre grandi gruppi di malattie: la gracilità costituzionale e le varie forme di anemia ad essa affini; la debolezza nervosa; il linfatismo e la scrofolosi.
In via generale il clima marino è incaricato di aumentare il tono dell'organismo e l'attività di tutte le funzioni; inoltre per ciascuno dei gruppi di malattie succitati svolge delle azioni speciali: ad esempio, nella debolezza nervosa esso può riuscire, a seconda dei casi, eccitante o calmante; nella gracilità costituzionale, nell'anemia e nella scrofolosi può riuscire semplicemente tonico od anche alterante.
Sono specialmente codeste sue azioni speciali, che, come accennai fin da principio, stanno in dipendenza delle particolarità climatiche delle varie località littoranee: e si può dire in massima che esse riescono tanto più spiccate in confronto delle azioni generali, quanto meno puro e quanto meno stabile è il regime stagionale nella località considerata. In altri termini, quanto più la forma morbosa da curare è complessa e quanto più essa merita dei riguardi, tanto più conveniente sarà inviare il malato in una stazione del littorale adriatico, dove le azioni generali toniche del clima potranno svolgersi senza pericolo di venir disturbate dall'intensificarsi di questa o quell'azione speciale. E viceversa, se la forma da curare è semplice e se le risorse stesse dell'organismo appaiono bene conservate, sarà anche permesso inviare il malato in una stazione del littorale tirrenico; anzi, nei casi più lievi a causa delle irregolarità del regime climatico, donde, come vedemmo, non va esente il littorale tirrenico, l'azione generale tonica del clima marino verrà intensificata opportunamente da un elemento speciale, che sarà - a seconda dei casi – eccitante od alterante. Sia, ad esempio, una giovinetta affetta da gracilità costituzionale, nella quale a un certo momento sia sopravvenuta quella forma di anemia ch'è nota col nome di clorosi. Se la gracilità costituzionale è spiccata ed è in dipendenza di una labe ereditaria tubercolare, e se la clorosi decorre coi sintomi dell'esauribilità del lavoro muscolare, dell'affanno di respiro, del male di testa, sarà bene ch'ella segua la cura dei bagni di mare in una stazione del littorale adriatico, attenendosi piuttosto ad un regime di riposo; se invece la gracilità costituzionale è poco spiccata ed è priva della nota ereditaria, e la clorosi si esplica solo colla tinta pallida caratteristica e coll'atonia delle funzioni digestive, non si temerà di far entrare nella cura dei bagni di mare l'elemento eccitante, quindi si sceglierà una stazione del littorale tirrenico.
Ed ancora, sia un fanciullo affetto da scrofolosi. Se si tratta della scrofolosi cosidetta eretistica, con tendenza alle flussioni infiammatorie delle ghiandole, converrà il soggiorno puramente tonico delle stazioni adriatiche, dove a causa dei calori forti e costanti sarà più facile mantenere il piccolo malato nel necessario riposo, mentre l'insolazione continuata procurerà senza scosse il riassorbirsi dei focolai di infiltrazione ghiandolare: in tali condizioni il soggiorno al mare può sostituire eccellentemente una cura presso una stazione balnearia salso-iodica. Invece se si tratta della scrofolosi cosidetta torpida, con depressione generale del tono organico, ma senza complicazioni di natura infiammatoria, converrà il soggiorno nel clima dotato di proprietà alteranti delle stazioni tirreniche e specialmente delle stazioni liguri.
Ed infine, sia un adulto affetto da nevrastenia. Se si tratta di una nevrastenia di lieve grado, ad esempio di un'esacerbazione occasionale d'uno stato di nervosismo abituale, e il sonno e l'appetito si son mantenuti buoni, si ricerchi pure l'azione stimolante d'una delle stazioni del littorale tirrenico; ma se si tratta di una nevrastenia avanzata, di natura costituzionale, complicata dall'insonnia e da disturbi dispeptici gravi, si ricorra piuttosto ad una stazione del littorale adriatico, dove la guarigione s'istraderà assai più sicuramente mediante le azioni del clima semplicemente toniche, generali.
Notisi poi, che tostoché la nevrastenia raggiunga un certo grado di gravità, le stazioni del littorale tirrenico diventano controindicate anche pel più alto loro grado di umidità media. L'intolleranza, che i nevrastenici hanno verso il caldo umido, è notoria. A questo proposito le stazioni della Campania - Castellamare, Sorrento, Pozzuoli - sono meno dannose di quelle del Lazio e della Toscana, poiché il clima di esse assume un carattere meridionale più deciso, quindi il caldo, sebbene sia maggiore, è meno soffocante, e la temperatura e il regime dell'umidità sono meno soggette alle variazioni repentine.

Ma presso alle particolarità del clima un altro elemento meritevole di ogni attenzione per la valutazione di una stazione marina dal punto di vista igienico è fornito, come accennai sopra, dalla qualità della spiaggia.
Le spiagge si distinguono comunemente a seconda che sono di arena fina e a declivio dolce e graduale, ovvero di ghiaia grossa o piuttosto a scogliera e a declivio brusco od anzi a picco. Questa distinzione ha dal punto di vista igienico un valore non minore di quello che essa può avere, ad esempio, dal punto di vista dell'estetica del paesaggio ovvero dal punto di vista dei rilievi geologici. Ma tale distinzione mia non è già fondata, come credono molti, sulla maggiore o minore purezza dell'acqua. E' vero: son molti quelli che ritengono che l'acqua sia meno pura sulle spiagge arenose, più pura sulle spiagge ghiaiose e su quelle a scogliera. Ma questa differenza, è vera solo per le spiagge oceaniche dove la marea è assai forte, e quindi sulle spiagge arenose il risucchio ha occasione di lasciar dietro a sé degli ampi tratti di terreno dove l'acqua riesce più o meno a ristagnare. Invece nel Mediterraneo le maree sono assai deboli, quindi anche sulle spiagge arenose il risucchio non può dar luogo ad inconvenienti igienici di sorta. Per questo lato adunque sulle costiere nostre fra il valore igienico delle spiagge ghiaiose e delle spiagge a scogliera e il valore igienico delle spiagge arenose non esiste una differenza sensibile.
Invece una differenza assai sensibile, risulta per ciò, che la spiaggia arenosa permette il bagno di sabbia calda, e le spiagge degli altri tipi, no. Ora il bagno di sabbia calda è fra i coadiuvanti più potenti dei bagni di mare. Esso facilita l'inizio della reazione all'uscire dall'acqua del mare e della reazione prolunga la durata; esso intensifica enormemente le azioni toniche e riassorbenti della luce solare; esso costituisce uno dei modi più semplici e graditi della cura del riposo. Quindi esso agisce precisamente nella stessa direzione delle azioni generali del clima estivo marino, che ho enumerato più sopra. Invece la spiaggia ghiaiosa e anche più la spiaggia a scogliera, per ragioni evidenti, riducono pel periodo della reazione susseguente al bagno gli elementi di riposo ed accentuano invece gli elementi di moto; inoltre durante il bagno stesso, pel frangersi più violento dell'onda, si aumentano le azioni meccaniche subite dal corpo del bagnante: il risultato è, nell'insieme della cura, un maggior risalto dell'elemento stimolante e correlativamente la soppressione o quasi dell'elemento calmante.
Si riproducono dunque, voi lo vedete, a proposito della portata igienica della qualità della spiaggia gli stessi modi di differenza che già segnalai a proposito dei climi del littorale adriatico e del littorale tirrenico. Sicché quanto ho detto testé a proposito delle varie indicazioni curative dei climi dei due littorali va ripetuto a proposito delle sue varie indicazioni curative della qualità della spiaggia. D'altra parte, quasi a farlo apposta, le stazioni a spiaggia arenosa costituiscono, com'è noto, la regola sul littorale adriatico, mentre sul littorale tirrenico non sono rare anche le spiagge ghiaiose e le spiagge a scogliera. Per tal modo la risultante ultima non si complica affatto: basterà agli scopi pratici ricordare, che nelle stazioni del littorale tirrenico, le quali possiedono una spiaggia ghiaiosa o una spiaggia a scogliera, la qualità della spiaggia contribuisce ad intensificare i caratteri speciali - stimolanti od alteranti - del clima locale, mentre nelle stazioni dello stesso littorale, le quali possiedono una spiaggia arenosa, la qualità della spiaggia riduce di quei caratteri speciali la portata e intensifica invece – come per le stazioni del littorale adriatico - i caratteri generali del clima marino. Tenendo conto anche di questa regola sarà facile determinare nei singoli casi il valore curativo delle varie stazioni con un sufficiente grado di approssimazione.

Naturalmente il lavoro di scelta di una stazione pei bagni di mare non sarà esaurito col tener conto dei dati climatici e topografici che ho esposto testé: esso comporta anche l'osservanza di tutti gli altri dati dell'igiene speciale della malattia in questione.
Così è chiaro che in un caso di nevrastenia grave, in cui sia indicato il riposo della mente e dei sensi, non si andrà a scegliere per una cura di bagni di mare una città affollata e rumorosa; e viceversa in un caso di nevrastenia lieve, nel quale sono destinati a riuscir utili le distrazioni e gli svaghi moderati, non si andrà a scegliere un villaggio di pescatori isolato dal mondo al piede di una falaise. Ma pur troppo questi errori, per quanto grossolani, non sono così rari in pratica che mi sembri una fatica sprecata del tutto l'avervi rapidamente accennato.

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