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    Pezzi di storia

Il terrazzo sul mare nella Villa Grendi a Santa Margherita Ligure
dell'arch. Antonio Rovelli

Casa dell'Architettura – 11 febbraio 2011

pergolato Pergolato sul terrazzo

Nel 1915 il signor Ettore Grendi comperava un lotto di terreno di metri quadrati 4000 circa, nella Conca d'Arze, prospiciente sul mare, separatone solo dalla strada provinciale Santa Margherita-Portofino, per costruirvi una villeggiatura.
L'arch. Rovelli, data la natura del terreno, la sua ubicazione ed il meraviglioso panorama circostante, progettava la villa proponendosi di sfruttare nel miglior modo possibile il terreno e le caratteristiche del paesaggio.

piano terra Pianta al piano di terra

Rimessa l'esecuzione dell'opera per la guerra europea, solo nel 1919, il proprietario dié inizio alla costruzione.

piano terrazza Pianta al piano del terrazzo

Data la ristrettezza del lotto di terreno, ed i forti dislivelli, l'architetto per non dare eccessiva pendenza alla strada carrozzabile all'interno della villa, per un buono sviluppo di essa e per dare dei solidi contrafforti alla natura discontinua del terreno, composta da roccia friabile mista a filoni di calcare buono ed a terriccio con massi erratici, pensò di sostituire, ad uniformi muraglioni una grande galleria con soprastante terrazzo, e di sfruttarla come primo tronco della strada. Con tale soluzione, dotò il fabbricato della villa di una solida base e creò inoltre, sulla facciata principale, un grande terrazzo pure carrozzabile.

imbocco sud Motivo terminale dell'imbocco sud

I vantaggi principali perciò, furono: avanzamento verso il mare con maggior sfruttamento del panorama, e sfruttamento d'area nelle immediate vicinanze della villa.
L'architetto volle dare un carattere rustico e basamentale alla grande galleria, collegantesi coi muraglioni di sostegno dei tronchi stradali, e con materiali che non soffrissero la salsedine, l'umidità ed il danno provocato da piante rampicanti che dovevano necessariamente rivestire grandi parti.

galleria Galleria sotto il terrazzo

Per ciò ottenere, fece largo impiego del materiale del posto, collegandolo maggiormente col paesaggio roccioso circostante, materiale composto di calcare cenerino e bluastro con zone bianche di calcite c giallo brune di ossidi ferrosi, caratteristiche della Riviera Ligure. Ruppe la monotonia col rosso vivo del mattone comune pressato a macchina e solo in qualche parte adoperò il mattone di paramano delle Fornaci di Rapallo.

vista Vista prospettica dalla strada provinciale

La pietra è messa a scaglia viva, così come proviene dalla cava, legata con malta di calce idraulica, con la cura precipua che la malta non affiori nelle commettiture tra pietra e pietra, con delle piccole scaglie irregolari, saldamente incastrate negli interstizi più ampi ed affondate nella malta non affiorante. Risulta così l'effetto di una costruzione fatta a secco, ed il colore della pietra ha tutti i suoi effetti senza essere deturpata dalla malta.
I mattoni, che anche per ragioni di economia furono adoperati interi, sono legati colla malta arretrata di due centimetri dagli spigoli in vista per le stesse ragioni che per la pietra.
Le parti in calcestruzzo colato o in cemento armato vennero lasciate completamente grezze, senza intonaci od altro in modo di avere la massima semplicità di costruzione ed un effetto rustico.

imbocco sud Imbocco sud della galleria

Gravissima fu la difficoltà di ottenere quanto l'architetto desiderava per il buon effetto della sua opera, tanto più che per la guerra e per la disorganizzazione imperante (1920-1921) le maestranze erano state disperse e non più use a simili lavori. Ma l'architetto direttore dei lavori, eseguiti in economia, con molta pazienza riuscì ad educare e formare una buona maestranza, servendosi di elementi locali.
La galleria è coperta di mattoni comuni senza intonaci, disposti a cupola a spicchi ottagonali. Gli speroni formano tanti contrafforti contro la montagna, la quale lascia vedere la sua natura rocciosa nei vani interni. La salita del viale interno alla galleria è accennata al di fuori dalla salita dei terrazzini tra pilastro e pilastro. Nel punto più caratteristico venne creato un pergolato che chiude il motivo della galleria col raccordo della strada soprastante.
La villa che si eleva sul terrazzo ebbe a subire notevoli varianti e riduzioni imposte dal proprietario, giustamente allarmato dal vertiginoso rialzo dei prezzi, avvenuto durante il periodo della costruzione. Molte parti non furono quindi nemmeno terminate dall'Architetto ed alcuni particolari della galleria e del terrazzo come cancellate, ferri battuti dei poggioli, le giare sopra gli speroni (invero troppo piccole), il pennone della bandiera, la portineria e l'ingresso furono fatti senza il suo intervento.
Il costo del terrazzo, comportante circa 2100 metri cubi vuoto per pieno fatto in economia risulta di 365.000 con una spesa di lire 175 a metro cubo.

La Villa è stata oggetto dell'articolo della Gazzetta "Villa Mussolini" del 14 dicembre 2008.

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