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    Pezzi di storia

La famiglia Larco, da Santa Margherita al Perù

Nel 1720 il Trattato dell'Aja, a conclusione della guerra che aveva visto gli spagnoli sbarcare in Sardegna (che faceva parte dell'impero asburgico) e finire sconfitti, aveva fatto confluire il Regno di Sardegna nella Casa Savoia. 1815
Così quando, dopo la bufera napoleonica, il Congresso di Vienna del 1815 assegnò la Repubblica di Genova al Regno di Sardegna, si venne a formare un unico territorio governato dai Savoia che certamente favorì le migrazioni al suo interno.

si ringrazia il sig. Carlos Larco Castillo per il materiale fornito

Questo costituì un'opportunità per molti margheritesi, tra i quali Gerolamo Andrea Larco che nel 1829 si trasferì in Sardegna, ad Alghero, con il cugino Emanuele.
Gerolamo era nato a Santa Margherita il 29 novembre 1807 da una famiglia decisamente margheritese: il padre Giuseppe Andrea (1768) aveva sposato nel 1794 Angela Maria Lastreto (1777) e la moglie del nonno paterno Teresio (1731) era Maria Peirano, tutti nomi molto noti in città.
Ad Alghero Gerolamo si inserì molto bene e il 17 ottobre 1829 sposò una ragazza agiata del luogo, Maria Maddalena Bruno di Galesio, dalla quale ebbe numerosi figli: uno in particolare, Giuseppe Alberto (10 settembre 1830), si dimostrerà degno erede di una famiglia piena di iniziative e con un pedigree notevole.

organigramma Ad Alghero Gerolamo commercia in laterizi, si dedica all'edilizia e ottiene la nomina a cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia: due suoi fratelli, Francesco (31/3/1811) e Nicola (1818) sono nel frattempo emigrati in Perù, un territorio pieno di promesse. Pochi anni prima, nel 1821, era stata dichiarata l'indipendenza anche se la fine del dominio spagnolo sarebbe stata raggiunta solo nel 1824, grazie anche al generale venezuelano Simón Bolívar.
Un territorio che già nel 1593 aveva visto Nicolò Quaquaro fu Bartolomeo, partito giovanissimo da Santa Margherita, fare fortuna a Lima: un notevole spirito pioneristico, se si pensa che solo nel 1532 il soldato e avventuriero spagnolo Francisco Pizzarro era sbarcato in Perù riuscendo, con la forza delle armi, a sottomettere l'impero incaico. Quaquaro, ritornato a Santa Margherita, si era fatto un nome con cospicue donazioni alla Chiesa parrocchiale.

Giuseppe Alberto Giuseppe Alberto Larco

Francesco Larco, marinaio, si dedica inizialmente al cabotaggio per poi aprire un negozio di tessili che diventa il più grande e famoso di Lima. Sposa Antonietta Canevaro, nativa di Zoagli e nipote di Giuseppe Canevaro che, imbarcatosi a sei anni come mozzo, aveva fatto fortuna in Perù con il commercio marittimo ed era diventato un'autorità politica e commerciale.
Nicola si sposta a Trujillo e avvia una sua impresa commerciale, diventando agente consolare italiano della città; successivamente si trasferisce in California, attratto dalla "corsa all'oro".

I primi anni dell'indipendenza del Perù offrono numerose opportunità a chi ha iniziativa, voglia di lavorare e motivazione al risparmio, così nel 1850 Giuseppe Alberto decide di raggiungere gli zii Francesco e Nicolò in Perù, per lavorare nella casa commerciale che avevano fondato nel 1838: si occupa dei rapporti commerciali con l'Europa (per questo mantiene la residenza ad Alghero).
A lui è particolarmente affezionata la moglie di Francesco, Antonietta Canevaro, che gli apre un credito finanziario.
Nel frattempo in Perù era salito al potere nel 1845 Ramón Castilla, che avrebbe promulgato una Costituzione democratica nel 1860. Sono anni in cui si accentua l'emigrazione italiana, già iniziata sotto la colonizzazione spagnola, e si forma una forte comunità italo-peruviana. La maggior parte di questi emigranti proviene dalla Liguria: spesso professionisti e commercianti desiderosi di approfittare del risveglio economico del Perù.
Giuseppe Alberto ricostruisce il Palazzo Comunale di Lima e nei loggiati adiacenti realizza alcuni grandi magazzini di seterie e articoli pregiati. Si dedica alla coltivazione e al commercio della canna da zucchero organizzando una filiera verticale per la lavorazione del prodotto: produzione di zucchero, rhum e altri pubblicità alcolici. Le retribuzioni dei suoi 200 impiegati e 2000 operai sono superiori alla media e, accanto allo stabilimento, costruisce un villaggio per oltre 3000 persone, dotato di assistenza medica.
Consolida le sue attività nella Casa Larco y Cia (che più tardi prenderà il nome di Larco Hermanos y Primos [fratelli Larco e cugini]) e mantiene comunque costanti legami con l'Italia, recandosi con frequenza ad Alghero.
Tra il 1854 e il 1862 lo raggiungono i fratelli Antonio (1831), Andrea (1836), Rafael (1840) e Nicola (1842), con i quali nel 1859 fonda a Parigi la Casa Commerciale Larco e una banca.
Dal 1859 è Console del Perù in Italia e primo segretario ad-honorem dell'Ambasciata del Perù; nel 1862 il presidente del Perù Castilla lo nomina Console di Francia, poi Addetto alle Legazioni del Perù di Parigi e Londra.
Nel 1866 Antonio e Rafael emigrano sulla costa settentrionale e seguiranno un loro percorso che riprenderemo in seguito.

Rafael Rafael Larco

Per ovviare all'insicurezza sociale degli immigrati Giuseppe fonda nel 1862 la Società Italiana di Beneficenza che a sua volta costruisce l'Ospedale Italiano Vittorio Emanuele promuovendo una sottoscrizione di duecento azioni (lui ne acquistò 123 rinunciando ai dividendi) e dedicando tre anni di lavoro per la sua realizzazione.
Grazie alle sue doti politiche e alle iniziative filantropiche Giuseppe Alberto espande una fitta rete di rapporti con persone di spicco, è eletto sindaco (alcalde) di Miraflores, distretto della provincia di Lima, e tra gli altri incarichi ufficiali è agente consolare di Spagna alla Maddalena.
Il riconoscimento principale, sempre nel 1883, è dato da un Decreto Reale del 27 aprile che gli concede il titolo nobiliare di conte Larco Alberto di Gerolamo, con l'iscrizione della famiglia alla Consulta Araldica nel Libro d'oro della nobiltà italiana.
Nel 1889 a Lima fonda, con un capitale di 200.000 sterline, il Banco Italiano con filiali nelle città di Lima, Callao, Chincha Alta e Mollendo: una banca innovativa fondata su un azionariato diffuso che raccoglie i risparmi degli imprenditori italiani. La sua evoluzione porterà all'odierno Banco de Crédito del Perù (BCP), la maggiore banca peruviana.
Il 7 maggio 1872 aveva sposato a Lione Marie Josephine Bonnet che morirà dopo dieci anni. Il 10 ottobre 1886 sposa in seconde nozze Angelica Ramos, nobile peruviana dalla quale ha un figlio, Giuseppe Alberto (1/3/1894), che morirà a Genova il 25 marzo 1912 ad appena 18 anni.
Fonda il giornale Il Messaggero Italiano con lo scopo di sostenere il commercio italiano in Francia e nelle Americhe e nel 1885 contribuisce con 40.000 scudi d'oro alla ricostruzione dell'Ospedale Umberto I (Mauriziano) di Torino, riuscendo così ad essere al fianco del re alla posa della prima pietra.
Nell'aprile del 1899 il re Umberto I e la regina Margherita effettuano la prima visita ufficiale di un re d'Italia in Sardegna: "come segno di esultanza per la visita dei Sovrani" il conte decide di donare ad Alghero, dove trascorre la sua vecchiaia, "30.000 lire e più di settecento grosse pietre da costruzione" per la costruzione di un Ospizio Marino intitolato alla regina Margherita; questo per porre rimedio al comportamento dell'ospedale di Alghero, che pare accogliesse i bambini scrofolosi (forma di tubercolosi) da tutta la Sardegna con la sola esclusione di quelli locali.
Giuseppe Alberto muore il 13 dicembre 1900; la sua tomba, nel cimitero di Alghero, fu purtroppo distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
L'Ospizio Marino sarà inaugurato nel 1914, dopo che nel 1912 la regina Margherita aveva dato il suo assenso per intitolare la struttura al suo nome.

Riprendiamo la storia di Antonio e Rafael che nel 1866 erano emigrati e si erano dedicati alla coltivazione della cocciniglia, un insetto alla base della preparazione di sostanze coloranti.

H. Roma Hacienda Roma

Il tentativo fallisce perché nel frattempo l'industria chimica si è sviluppata ed ha soppiantato le vecchie tecnologie: si dedicano allora alle tradizionali piantagioni di canna da zucchero, affittando nel 1872 la hacienda Chiquitoy nella valle di Chicama, nella provincia di Trujillo, 500 km a nord di Lima. Con gli anni estendono le loro piantagioni fino ad essere il quarto produttore di zucchero della provincia e nel 1878 acquistano l'hacienda Tulape, che ribattezzano Roma.
L'anno successivo inizia una contesa tra Cile e Perù per il possesso del deserto di Atacama, ambito per i sui giacimenti di guano e di salnitro: inizia la Guerra del Pacifico. Nel 1881 le truppe cilene entrano in Lima e il capo delle forze di occupazione, Patricio Lynch, impone un'elevata tassa di guerra e invade numerose haciendas, causando il blocco della produzione. I Larco riescono a sopravvivere grazie ai legami con la Graham Rowe & Co., potente società inglese impegnata in Cile nella raffinazione dello zucchero e in Perù nella distribuzione di macchinari; riescono anzi a espandersi, approfittando delle difficoltà dei piccoli produttori.
Il 7 agosto 1882 Rafael muore e, dopo un lungo contenzioso, le sue proprietà sono divise tra i due figli Victor (1867) e Rafael (1872). Al primo spetta l'hacienda Roma che amplierà e che lo porterà a diventare, alla vigilia della prima guerra mondiale, il secondo maggiore proprietario terriero della valle di Chicama.
Entrambi i fratelli sono molto attivi: ampliano la rete ferroviaria per trasportare la canna dai campi ai trapiche (trituratori) e da questi al porto di imbarco e costruiscono il trapiche più potente del paese.
Lo zio Andrea, che era giunto in Perù nel 1854 come partner della Larco Hermanos e nel 1872 si era trasferito nella valle di Chicama per seguire l'hacienda Tulape, poco prima di morire il 6 novembre 1904 nei pressi di Callao vende le sue proprietà a Victor.

Banco Italiano Banco Italiano

Dal 1909 e per circa un decennio Victor è eletto senatore per la regione di La Libertad, che ha come capitale Trujillo; nel 1919 è nominato ispettore del manicomio di Lima al quale dona un milione di soles (la moneta peruviana). Nel 1930 il manicomio prenderà il nome attuale di Hospital Victor Larco Herrera.
Nel 1927 Victor vende le sue proprietà al più grosso proprietario terriero della zona, la famiglia tedesca Gildemeister: questo costituisce una conferma della tendenza verso la concentrazione della proprietà terriera che caratterizza l'industria dello zucchero peruviano tra la fine dell'800 e l'inizio del 1900. Morirà il 10 maggio 1939.
Il fratello di Victor, Rafael, continua a gestire l'hacienda Chiclín nella valle di Chicama. E' stato Primo Ministro e Vicepresidente del Perù durante la prima Presidenza di Manuel Prado Ugarteche (dal 1939 al 1945). Sulla spinta del figlio Rafael Larco Hoyle, appassionato collezionista, inizia una preziosissima raccolta di reperti archeologici che costituiranno nel 1926 il Museo Archeologico Larco di Lima. Rafael Larco Herrera morirà a Lima il 14 marzo 1956. Albergo Bologna

Non va infine dimenticata un'istituzione di Santa Margherita che porta il nome Larco, dove dal 1934 si sono formati molti giovani margheritesi e non. Si tratta del Collegio Larco, condotto dai Padri Giuseppini del Murialdo: il collegio-scuola comprendeva due classi elementari e il ginnasio, ai quali si aggiungerà nel 1939 il liceo classico, unico presente tra Genova e Chiavari. Sarà chiuso nel 1993 e destinato a residenza privata.
L'edificio principale è la trasformazione di una villa di fine settecento che fu espropriata di una parte del parco per la costruzione della ferrovia; proprietaria era la famiglia Larco, almeno dal 1876 (data di impianto del catasto), che la utilizza come residenza di villeggiatura fino al 1920.

collegio Collegio-Scuola Larco

Il cav. Francesco Larco la affitta a Guido Spinelli che dal 1921 al 1934 trasforma la villa nell'Hotel Bologna, poi la cede alla Pia Società Torinese di S. Giuseppe (Giuseppini del Murialdo).


Altri particolari si trovano negli articoli della Gazzetta "L'impronta indelebile dei Larco in Perù" pubblicato il 12 febbraio 2016 e "C'era una volta un collegio…" pubblicato il 15 maggio 2012.

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