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Gennaio 1815: arrivano i Savoia (3/3)

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11 febbraio
S. M., dache è tra noi, non ha cessato un momento di occuparsi, dividendo il suo tempo nelle frequenti conferenze che tiene co' suoi ministri, o nelle pubbliche udienze che accorda giornalmente ai diversi corpi, e anche individui che in grandissimo numero sollecitano l'onore di esserle presentati.
Giovedì sono stati ammessi a presentare il loro omaggio al Sovrano, la deputazione agli studj col corpo de' professori dell'Università e dell'annesso collegio; il magistrato di guerra e marina; l'emo cardinale arcivescovo, coi rev.mi vicari generali, le quattro collegiate e i parrochi della città; i giudici di pace de' quartieri, e le deputazioni d'Ovada e di S. Remo.
Jeri hanno avuto l'onore di presentarsi, il magistrato di polizia generale, gli officiali pensionati e il tribunale civile.
Ci è dolce il dover dire che tutte le persone che hanno avuto finora la sorte di avvicinare il Sovrano ne sortono pienamente soddisfatte, e non cessano di ammirare la bontà, la dolcezza, e quella, direm quasi, famigliarità che userebbe un padre verso sua prediletta famiglia.
- Abbiamo già indicato che alla'rrivo di S. M. in Genova si è formata una guardia nobile che S. M. si è degnata di accettare e la quale ha ora l'onore di prestare il suo servigio immediato presso la sua augusta persona. Gli officiali di questa guardia sono i seguenti:
Capitano comandante il cav. Bendinelli Negrone.
Capitano tenente il sig. Vincenzo Gropallo.
Ajutante maggiore il cav. Carlo D'Oria.
Tenente il sig. Giulio Centurione.
Sottotenente il sig. Paolo Torriglia.
Sottoajutante il sig. Angelo Carega.
- L'Università è uno de' corpi che il Re si è degnato di ricevere con particolare bontà; S. M. ha avuto la compiacenza d'informarsi di molti dettagli sull'instruzione e di amministrazione, e le ha confermato la sua speciale protezione. Il sig. marchese Niccolò Grillo-Cattaneo, come presidente della deputazione agli studj, essendo alla testa di essa, ha diretto una breve ed eloquente allocuzione che S. M. ha ascoltato con molta attenzione; eccone qualche tratto:
Tutto , o Sire (ha detto l'oratore), ci riempie di consolazione vera, e forse, oggi più che mai, ci è permesso di rallegrare il cuor nostro colla speranza di un avvenir più felice e più costante. Le scienze son figlie della pace e della protezione dei Monarchi. La pace è il sommo oggetto di chi impera all'Europa, e quest'opera grande avrà quel fine lietissimo che vuole il desiderio unico di chi la prepara. Voi, Sire, addottrinato da quelle virtù sublimi che più utili e sicure son certo, quanto dure son meno e fragorose, voi che vinceste l'avversa fortuna col senno, colla costanza, colla religione dei padri nostri, sino a trionfarne per modo che ne traeste glorie immortali, voi non isdegnerete di proteggere quivi le arti e le scienze, dove il seme esiste d'ogni cosa più bella, sol che trovi quella man possente che lo coltivi… Vi sarà poi dolce il vedere l'invitta vostra bandiera, fatta più adorna dalla vermiglia croce, portarvi ubbidiente nel seno, dopo tanto mare trascorso, le più lontane ricchezze, guidate le navi del genio inventore del Dinegro, di Salongo, del Baliani, che vissero con noi, ed aprirono primi la strada alle seguaci teorie astronomiche e matematiche. Nulla in somma sarà difficile sul mare ai discendenti di Colombo e di Andrea Doria… Che sarà dell'elegante letteratura, che alla sapienza vera, oltre le grazie dello stile, dovrà sempre quel nerbo e quella energia che nutre insieme lo spirito e lo rallegra? Da noi, per questa, saranno consegnate, o Sire, le vostre gesta ai secoli venturi, da noi ripieni l'animo delle vostre benefiche glorie, ed eredi della cetra immortale dell'Orazio, del Pindaro Savonese, il primo sempre fra i lirici toscani. E così uniti per felice emulazione i nostri genj coi Lagrange, coi Gerdil, cogli Alfieri, coi Denina, i Calusi, i Napioni, e con tant'altri, tutti ci renderemo più degni dell'invocata protezion vostra.

15 febbraio
Domenica a mezzo giorno S. M. si è recata ad udire la S. Messa nella Metropolitana di S. Lorenzo, accompagnata dalle LL. EE. il grande scudiere conte di Roburent, i ministri, i membri della regia delegazione, da ciambellani, da una numerosa ufficialità e da molti nobili. Tutta la strada lungo la quale è passato il Sovrano era affollata di persone, attraverso le quali è passata S. M., non avendo desiderato che le truppe si mettessero in parata. L'emo cardinale arcivescovo alla testa del clero si è presentato per ricevere il Re alla porta della cattedrale, sotto il baldacchino, ma S. M. ha ricusato questa distinzione, e si è inoltrata semplicemente alla testa del suo corteggio.
- S. M. riceve regolarmente tutte le mattine. Lunedì l'emo cardinale arcivescovo ha presentato il magistrato di misericordia, i corpi de' missionarj urbani, suburbani ed operaj evangelici. Prima di essi era stata presentata l'amministrazione de' sordi e muti, e secolei il benemerito nostro padre Assarotti alla testa della sua interessante famiglia; e dopo di questi i diversi superiori del clero regolare; le deputazioni d'Alassio e di Fontanabuona; monsig. Rovereto, prelato domestico di Sua Santità, e molti altri particolari.
- Tra i signori genovesi che S. M. si è degnata di decorare della croce dell'ordine de' SS Maurizio e Lazaro dobbiamo annoverare il sig. Carlo Doria Dolce-Acqua, che ha avuto l'onore di esserne decorato a Torino, fin dal 25 dicembre scorso, e il sig. Filippo Carrega, figlio del sig. marchese Gio. Battista, ciambellano di S. M., che ne è stato insignito recentemente.
- La deputazione della città di Diano-Marina composta de' sigg. avv. Luigi Gandolfo, Batt. Arduino e G. B. Barone, ha avuto l'onore di essere presentata jeri. S. M. l'ha accolta colla maggiore bontà, e si è degnata d'intertenersi per quasi un'ora a parlarle su diversi oggetti.
- La mattina del 13, hanno avuto lo stesso onore gli ufficiali dell'antica repubblica genovese. Il sig. tenente colonnello Peretti ha rammentato in un breve discorso i servigi prestati da questo corpo rispettabile, e S. M. gli ha accolti con quella bontà che è propria del suo cuore, assicurandoli che gli avrebbe in particolare considerazione.
- Il tribunale di cassazione, e gli altri corpi dell'ordine giudiziario sono stati ammessi a rassegnare a S. M. gli omaggi del loro attaccamento e fedeltà giovedì scorso, e jerlaltro è stata presentata la camera de' sigg. patrocinatori e avoués.
- S. M. ha ricevuto jeri il sig. Pietrococchino, console generale della Sublime Porta, e diversi particolari.
- I sigg. protettori della Banca di S. Giorgio hanno rassegnato il loro omaggio a S. M. il 10 del corrente.

18 febbraio
Fin dai primi giorni che S. M. è arrivata in Genova si era degnata di dire alla Camera di commercio che desiderava di vedere il Portofranco, e in fatti S. M. vi si è recata jeri mattina col seguito de' suoi ministri ed altri officiali. Una deputazione di detta Camera è andata a prendere S. M. al palazzo, mentre il resto stava attendendola alla porta del Portofranco. S. M. si è compiaciuta di vedere, nel maggior dettaglio, le diverse operazioni dello sbarco, del magazzinaggio e della rispedizione delle mercanzie. L'attività che vi regna in questo momento, la circolazione, e la facilità con cui tutto si eseguisce in mezzo ad un'apparente confusione sorprendono chi non è assuefatto a tal movimento. Anche l'operazione del peso ha attirato lo sguardo di S. M.; quattro uomini con una prontezza e facilità sorprendente hanno preso e sollevato una grossa cassa di zucchero, per adattarla alla bilancia; essa pesava 123 rubbi [il rubbo, antica unità di peso, valeva a Genova 7,919 kg].
S. M. è quindi entrata in parecchi magazzini, che ha avuto la soddisfazione di trovare pieni di generi coloniali, di pannine e di telerie d'ogni specie: in un solo magazzino si è fatto rimarcare a S. M. che vi erano tanti zurroni d'indaco per 7 in 800m. lire. S. M. non ha veduto con minor piacere in altri magazzini una grande e variata quantità di manifatture inglesi e tra questa de' bellissimi argenti plaqués. Si crederebbe appena che questo vasto emporio, ove sono accumulati i prodotti di tutte le parti del mondo, pochi mesi fa fosse vuoto, e che malgrado le spedizioni fatte pel Piemonte, per la Lombardia e per la Svizzera, e quelle che continuano a farsi giornalmente, non ne diminuisca l'ingombro. E' in seguito di queste osservazioni che S. M. si è degnata di fissare la sua attenzione sopra un disegno e progetto d'ingrandimento del Portofranco, che la Camera ha avuto l'onore di presentarle. Il Re, dopo di essersi trattenuto per circa due ore nel Portofranco, si è ritirato manifestando ai membri della Camera la sua soddisfazione per l'ordine e la saviezza de' regolamenti che vi si praticano, e rassicurandoli nuovamente delle sue paterne e benefiche intenzioni di proteggere specialmente e favorire il commercio.
All'occasione che il Re si recò a vedere il Portofranco e la dogana, si è degnato altresì di visitare la Casa di S. Giorgio. Una deputazione dei protettori della Banca ha avuto l'onore di ricevere S. M. ai piedi della scala, e di accompagnarla nel giro delle sale, ove i moltiplici monumenti, che esistono in così antico stabilimento, dei benemeriti institutori di tante opere a pubblica gloria e vantaggio, hanno particolarmente fissato la sovrana attenzione.

- Giovedì scorso S. M. ha ricevuto il capitolo di Noli e la deputazione di Rapallo (in numero di 5) a cui si è degnata di tare le più consolanti risposte sulle suppliche che le hanno umiliato a nome di quella popolazione.

25 febbraio
Giovedì al dopo pranzo le truppe al servizio di S. M. B. che sono qui di guarnigione hanno passato una bella rassegna sulla spianata di Bisagno, in cui il corpo d'artiglieria volante inglese ha fatto diverse manovre con esercizio a fuoco. Per rendere questo esercizio più brillante si è data una finta battaglia attaccando ora il ponte, ora altri posti e incalzando sempre il supposto nemico. La marcia precipitosa de' carri d'artiglieria, ora lungo le sponde disuguali, ora attraverso il letto del fiume coll'acqua fino al ventre de' cavalli, e quindi la rapidità delle scariche davano un'idea ben viva dei veri attacchi di guerra.
S. M. il Re vi si è recato a cavallo verso le 4 ore col seguito numeroso e brillante de' suoi ministri, ajutanti di campo e officiali di stato maggiore e la guardia nobile, tutti pure a cavallo. S. E. il sig. cav. colonnello Dalrymple, comandante le truppe inglesi della guarnigione, ha ricevuto S. M. alla testa dell'ufficialità inglese ch'è pure stata salutata con una salva d'artiglieria. Le mura della città, gli spalti e la spianata stessa ridondanti di spettatori presentavano un quadro magnifico difficile a delinearsi.
- Pare che il Re, volendo aderire ai voti delle popolazioni de' suoi nuovi Stati, espressi a S. M. dalle rispettive deputazioni, farà nella prossima settimana un viaggio nella Riviera di Levante, recandosi intanto fino alla Spezia a visitare quel bellissimo Golfo.

1 marzo
S. M. essendosi degnata di nominare comandante della guernigione di Genova il sig. colonnello inglese Dalrymple, comandante le truppe di S. M. britannica, tutto il corpo degli officiali è stato jerlaltro a render visita a S.E. in questa sua nuova qualità.

4 marzo
S. M. si è degnata di nominare S.E. il signor commissario plenipotenziario conte Revel, governatore di Genova.

14 agosto
Gli articoli dell'istrumento del Congresso riguardanti gli Stati di Sardegna sono i seguenti:
Art. 85. Frontiere degli Stati di S. M. il Re di Sardegna. Le frontiere degli Stati di S. M. sarda saranno: Dal lato della Francia, quali esistevano al primo di gennajo 1792, ad eccezione dei cangiamenti portati dal trattato di Parigi del 30 maggio 1814. Dal lato della Confederazione elvetica, quali esistevano al primo di gennajo del 1792, ad eccezione del cangiamento operato colla cessione fatta in favore del cantone di Ginevra, tale e quale trovasi detta cessione specificata nell'art. 80 del presente atto. Dal lato degli Stati austriaci, quali esistevano al 1.° gennaio 1792; e la convenzione conchiusa tra le LL. MM. l'Imperatrice Maria Teresa ed il Re di Sardegna il 4 ottobre 1751, sarà da ambe le parti esattamente osservata. Dal lato degli Stati di Parma e Piacenza, il confine per quanto concerne gli antichi Stati di S. M. sarda, sarà come era al primo di gennajo 1792. I confini degli inaddietro Stati di Genova e dei paesi detti feudi imperiali, riuniti agli Stati di S. M. sarda, dietro gli articoli seguenti, saranno quelli stessi che al primo gennajo 1792 separavano quei paesi dagli Stati di Parma e Piacenza, e da quelli di Toscana e di Massa. Siccome l'isola di Capraja apparteneva all'antica Repubblica di Genova, così essa viene compresa nella cessione degli Stati di Genova fatta a S. M. sarda.
Art. 86. Riunione di Genova. Gli Stati che un tempo composero la Repubblica di Genova, vengono in perpetuo riuniti agli Stati di S. M. il Re di Sardegna, per essere, come questi da essa posseduti in piena sovranità e proprietà, ed ereditati, di maschio in maschio, per ordine di primogenitura nei due rami della sua famiglia, cioè il ramo reale, ed il ramo di Savoja-Carignano.
Art. 87. Titolo di Duca di Genova. S. M. il Re di Sardegna aggiungerà a' suoi titoli attuali, quello di Duca di Genova.
Art. 88. Diritti e privilegi dei Genovesi. I Genovesi godranno di tutti i diritti e privilegi specificati nell' atto intitolato: Condizioni che debbono servir di base alla riunione degli Stati di Genova a quelli di S. M. sarda; ed il detto atto, che si trova annesso a questo trattato generale, sarà considerato come parte integrante di questo, ed avrà la medesima forza e valore come se fosse testualmente inserito nel presente articolo.
Art. 89. Riunione dei feudi imperiali. I paesi nominati feudi imperiali, ch'erano riuniti all'ex Repubblica ligure, vengono definitivamente uniti agli Stati di S. M. sarda, nella stessa maniera del rimanente degli Stati di Genova; gli abitami di detti feudi godranno gli stessi diritti e privilegi di quelli degli Stati di Genova indicati nell'articolo precedente.

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