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    Pezzi di storia

Gozzo o cornigiotto?

Dici gozzo e fuori dalla Liguria si pensa alla dilatazione dell'esofago che consente agli uccelli di trattenere il cibo per qualche tempo.

Barchetta colla quale i tonnarotti fanno la guardia sopra la rete detta il bordonaro , per osservare quando vengono i tonni. ["Vocabolario di marina" di S. Stratico, 1813; ripresa anche dal "Vocabolario metodico italiano" di Francesco Zanotto, 1857]

Barca peschereccia e da mercanzia, che va a remi e talvolta ha un albero con una veletta.
Una specie di gozzo genovese, con estremità puntagute, porta una vela in un albero collocato al centro e voga con quattro remi.
Barchetta con la prora eguale alla poppa, usitatissimo dai legni mercantili del Mediterraneo. ["Vocabolario nautico italiano" di F. Corazzini, 1903]

Piccolo battello con prora e poppa di costruzione fissa, gonfio nel mezzo. Talvolta va a remi e tal altra ha un albero con piccola vela. ["Dizionario del mare" di Guido Bustico, 1932]

Imbarcazione a motore di piccole dimensioni, inferiore ai 10 m, usata per la pesca o il piccolo diporto. E' caratterizzato da un baglio [trave che unisce le due fiancate dello scafo] abbondante e dalle due estremità tonde. Armato un tempo con vela latina [vela di origine araba di forma triangolare: vela alla trina, a triangolo], oggi è quasi esclusivamente a propulsione meccanica e spesso usato per il piccolo cabotaggio [dallo spagnolo cabo (capo), riferito alla navigazione costiera ]. ["Dizionario di Nautica e Marineria" di Heinrich F. Fleck", 2018]

Piccola imbarcazione di legno, a remi, fornita talvolta di una piccola vela, con scafo generalmente a estremità aguzze, adoperata nella pesca ravvicinata. ["Enciclopedia Treccani", 2019]

In Liguria invece la prima immagine che viene in mente è quella della barca più diffusa, in genere a remi1, usata per la pesca, il trasporto di materiali e negli ultimi anni anche per il diporto (ma esistono diverse definizioni, che riportiamo nel riquadro in ordine cronologico). In comune con la definizione precedente c'è la sezione maestra dell'imbarcazione, gonfia alla stregua dell'esofago.

Il gozzo è una barca in legno2 introdotta nel Mediterraneo dagli arabi, personalizzata in funzione delle esigenze locali: utilizzato non pernaccia solo in Liguria, ma anche nell'alto Tirreno e nella Campania. Costruito quasi sempre a occhio dai maestri d'ascia, aveva un elemento distintivo nella pernaccia3, il prolungamento del dritto di prua4. Proprio la forma della prua diversifica i gozzi: può essere dritta, inclinata in avanti (catalana5) o all'indietro (cornigiotta6). gozzo catalana
I gozzi liguri erano costruiti con varie qualità di legni, scelto ciascuno a seconda della loro funzione per sfruttarne al massimo le proprietà (ad esempio la chiglia di rovere, il fasciame di pino, i remi di faggio, …).
Forma e dimensioni erano legate all'uso (per la piccola pesca la lunghezza era di circa 5 metri): in ogni caso si trattava di barche dislocanti7, pesanti e stabili anche a basse velocità. Proprietà che permettevano di lavorare a bordo senza che la barca risentisse cornigiotta eccessivamente degli spostamenti dei pesi, agevolando anche le operazioni di traina.
Esistono pure versioni "cabinate", con cuccette di fortuna, nel caso di gozzi di maggiori dimensioni.


1 esistono versioni a vela e, recentemente, con motore sia fuoribordo sia entrobordo
2 anche se oggi si trovano versioni in vetroresina
3 utile per legare l'imbarcazione all'ancora o all'ormeggio
4 o dritto di prora, la struttura verticale o inclinata che chiude lo scafo a prua. E' l'elemento che affronta per primo il mare e che deve sostenere la forza dell'ancora.
5 tipica delle coste catalane e delle isole Baleari
6 il nome deriva dal quartiere genovese di Cornigliano, dove quel tipo di prua facilitava il varo e l'alaggio col mare profondo in presenza di una spiaggia stretta
7 con assetto stabile

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