Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Un Diario degli Avvenimenti guerreschi del 1800
di Arturo Ferretto

Il Mare – 3 giugno 1910

Gazzetta del 18 Gennaio 1800 - «Secondo le ultime notizie gli Austriaci si sono ritirati dalla Riviera di Levante, parte sul territorio Toscano, e rivolta parte sul Parmigiano, lasciando però alcuni forti picchetti a Chiavari, ed in altri posti da essi occupati».
Gazzetta del 21 Gennaio 1800 - «Si conferma la ritirata degli Austriaci dalla Riviera di Levante; infatti il quartier generale de' Francesi deve partire quest'oggi da Sori per trasferirsi a Chiavari, ove passerà pure il Generale d'Arnaud1».
Gazzetta del 25 Gennaio 1800 - «Il cittadino Francesco Maria Cassinelli d'anni 68, arciprete in Neirone, e il di lui cappellano Prete Domenico Cuneo, accusati della pubblicazione di un proclama, tendente ad eccitare il Popolo alla rivolta, sono stati dichiarati non colpevoli, sulla prova data di essere stati forzati alla lettura di detto proclama».
Gazzetta del 1 Febbraio 1800 - «Il giorno 27 p.p. verso il mezzo giorno è partito da Chiavari il generale Darnaud: le sue truppe sono marciate senza ostacolo fino a Sestri, ove il nemico dopo una breve resistenza ha dovuto cedere, e abbandonare quel paese: egli ha lasciato in potere de' francesi poche proviste di comestibili, e 50 circa prigionieri».
Gazzetta del 4 Febbraio 1800 - «Questa mattina sono partiti altri 400 francesi verso Fontanabuona. Varj attacchi hanno già avuto luogo a Mont'allegro di Rapallo, ove son rimasti 6 morti, e molti feriti; ed un altro a S. Colombano sette miglia sopra Chiavari. Gl'insorgenti comunicano fra di loro, e si danno tutti i segnali a suon di corno. Dall'attività che si mette a questa spedizione sembra che si voglia ad ogni costo soffocare quest'insurrezione, che attesa la vicinanza del nemico potrebbe prendere della consistenza, e che si darà un esempio di severità contro le Comuni che prime hanno preso le armi. Le truppe dirette in varj corpi contro Fontanabuona ascendono già a 4 mila uomini.
Gazzetta del 8 Febbraio 1800 - «"Dettaglj sull'insurrezione di Fontanabuona".
Da qualche tempo il Governo era informato, che una truppa di banditi, assieme ad alcuni emissarj del nemico, tentavano di sedurre e portare alla rivolta la popolazione della Valle di Fontanabuona: e già v'erano in parte riusciti. E' stato quindi spedito un corpo di granatieri Liguri per arrestare i Capi della insurrezione, ma il poco buon esito di questa spedizione non ha fatto che incoraggiare i rivoltati, e accrescere il loro numero. Le sollecitudini del Governo, fortemente secondate dalle armi francesi, sono ora rivolte a soffocare nel suo nascere questo seme di guerra civile. Ecco i dettaglj che noi finora abbiam potuto raccogliere sopra un oggetto di tanta importanza:
Le Parrocchie della Valle di Fontanabuona, nelle quali si è data campana a martello sono le seguenti: Tribogna, Serra, Cicagna, Soglio, Canevale, Diserga2, e Coreglia. La Parrocchia di Pian de' Preti ha avuto anch'essa qualche poca parte nell'insurrezione.
La popolazione di Cicagna ha manifestata la sua rabbia contro i francesi nelle maniere più atroci. Alcune donne sono incrudelite contro i feriti, e perfino contro gli stessi morti.
I Cantoni di Ferrada, Neirone, e Bargagli, che abbracciano nella Valle di Fontanabuona le parocchie di Moconesi, Cornia, Gattorna, Neirone, Roccatgliata, Ogno, Lumarzo, Valle, Tasso, Vallebona, Boasi, e Panesi sono rimasti tranquilli, se si accettuino alcuni fuorusciti di qualche parocchia che si sono riuniti agli altri.
Il così detto Cabano d'Albaro, che credesi sia condannato d'esiglio, è quello che fa da capo d'insorgenti nell'alta Fontanabuona; egli spedisce ordini a tutti i Caporali della Guardia nazionale di quelle Comuni, intimando loro di mettere sull'armi tutte quelle popolazioni sotto la minaccia d'incendiare le loro case.
Unitamente a questo Cabano vi sono due della parocchia di Canepa, giurisdizione della Frutta3, uno de' quali è certo Benedetto di Levà, condannato di forca per ladroneccio, e l'altro è un certo Giuseppe Olcese detto il Bocco, condannato pure, per quello che si crede, di forca.
Questi tre hanno il loro nido nella parocchia di Pian de' Preti. Il Cabano ha percosso gravemente il Cittadino Benedetto Rosasco, municipale della Gattorna, perché facea trasportare due soldati Francesi, che erano rimasti feriti nella mischia coi paesani: lo ha obbligato a farli condurre alla Gattorna, minacciando di far bruciare le case di coloro che somministrassero de' soccorsi a quelli due disgraziati.
Il Capo degli insorgenti della bassa Fontanabuona è Emmanuele Leverone di Pietra. Non è facile sapere il numero degli individui, che sono in armi, giacché essi vanno dispersi a piccole bande di 10 in 12 al più, talché è più difficile il ritrovarli, che il combatterli.
Il primo segnale di allarme deve essere lo sbarro di cinque fucilate: a questo sbarro si suonerà campana a martello. Il giorno 4 nella Comune di Moconesi si era sparsa la voce che gl'insorgenti aveano bloccato de' francesi nell'osteria di Mont'allegro. Ne' giorni 3, e 4 si è intesa nella Valle di quando in quando qualche fucilata, ma non si sa che ciò sia effetto di alcun attacco.
I detti Capi ribelli G. Olcese, e Bened. di Levà si sono portati ieri nella Borgata di Tassorello, comune di Tano [Tasso4], hanno arrestato il Capitano di Guardia nazionale, lo hanno trasportato a Lumarzo per obligarlo a procurare di far prendere le armi a quella Comune contro i francesi.
In generale questi fuorusciti, organizzati dai loro Capi in tante compagnie, trascorrono la Valle con minaccie d'incendio, e d'intercettazione di sussistenze a quelli Comuni, famiglie e individui che ricusassero di associarsi ai loro delitti. Per procurare a loro stessi de' viveri, fanno degli arresti di persone, che appartengono alle famiglie più facoltose, e queste se vogliono essere liberate sono costrette a sborsare delle somme di denaro. Non v'è alcun dubbio che la vicinanza del nemico non sia ad essi assai favorevole, e che non vengano loro somministrati de' soccorsi in ogni genere per alimentare, e rinforzare la ribellione.
Una piccola guarnigione di Liguri, postata a Mont'Allegro, fu attaccata da un grosso corpo di insorgenti, che in poco tratto di tempo si accrebbe fino al numero di circa 500: essa fece una brava e coraggiosa resistenza; ma poi circondata da tanta superiorità di forze, e nell'impossibilità di combattere per aver esaurite le munizioni, dovette ritirarsi: questo fatto le è costato due morti, e due feriti. Anche i Francesi, attaccati dai paesani su quelle montagne, furono da principio respinti, e costretti a ripiegare verso Rapallo.
Nel giorno 2 corrente ebbe luogo un fuoco assai vivo di fucilate sulle creste dei monti: e principalmente sulla collina di Mont'Allegro. Malgrado la più ostinata resistenza, i ribelli furono allora scacciati dai Francesi, che occuparono attualmente quel posto con un corpo di 250 uomini. Dopo questo successo il fuoco è totalmente cessato, e non si sa che abbia avuto luogo alcun fatto d'armi.
Gli insorgenti hanno tosto spedito a Chiavari de' deputati per conferire con gli ufficiali austriaci, ad oggetto di ottenere da quelli delle munizioni di guerra e da bocca, e de' rinforzi di truppe.
I posti avanzati de' francesi sono ora al di là di Rapallo: i tedeschi non si sono finora avvanzati oltre di Sestri. A Chiavari non vi sono truppe di alcuna sorte, ma solamente alcuni ufficiali austriaci.
Il generale Marbot5, comandante l'ala dritta, ha fatto pubblicare il seguente proclama, indirizzato agli abitanti di Fontanabuona:
"Una parte degli abitanti della Valle di Fontanabuona hanno preso le armi contro il Governo Ligure, e contro le truppe Francesi: questi ribelli saranno sterminati se non rientrano sul momento nel loro dovere. Già più di una volta questa Comune ha dato prove della sua disobbedienza.
Ma io non voglio confondere l'innocente col reo: che i buoni Cittadini della Valle di Fontanabuona si facciano conoscere ai Generali Francesi, le loro persone, e le loro proprietà saranno rispettate: procurino di far cessare i loro sgraziati Concittadini da ogni atto di ribellione, o li denunzino.
Abitanti della Valle di Fontanabuona voi non avete più che un solo momento per salvare le vostre persone e i vostri beni. Profittate della favorevole occasione che vi è offerta dalla clemenza.
Se voi avete motivo di riclamare contro i Francesi, indirizzatevi a me con confidenza, e vi sarà fatta giustizia; se è contro di individui soggetti alle leggi del paese, indirizzatevi alla Commissione di Governo, essa renderà giustizia ai vostri riclami.
Ma se poi sordi alla voce che vi chiama al vostro dovere, voi non deponete le armi, e non dissipate gli attruppamenti, la forza militare si spiegherà contro di voi; e ve lo ripeto, niente potrà salvarvi dalla morte, e dalla devastazione che voi avete provocata».


1 Jacques Darnaud
2 Dezerega, frazione del comune di Coreglia
3 Una delle 20 giurisdizioni in cui era diviso il territorio ligure: comprendeva i cantoni di Recco, Camogli, Sori, Bogliasco, Uscio e Neirone.
4 frazione del comune di Lumarzo
5 Jean-Antoine Marbot

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