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Bullezzümme

Bullezzümme: il "Dizionario Genovese-Italiano / Italiano Genovese" di Gaetano Frisoni (ed.1910) ne dà la definizione "s.m. maretta; (fig.) subbuglio, malcontento".

dipinto Boccadasse: l'approdo (Michele Cascella)

La tradizione marinara genovese assegna a questo termine la descrizione di un mare increspato: non onde minacciose ma quanto basta per rendere difficoltoso andare in mare: il "Dizionario di Nautica e Marineria" di Heinrich F. Fleck del 2018 lo descrive come "Termine ligure per indicare un mare appena mosso dall'azione del vento".
Giovanni Casaccia nel suo "Dizionario Genovese-Italiano" (ed.1876), oltre a dare una diversa grafia al nome, è più esaustivo e ne dà anche un esempio di utilizzo: "Böllezzûmme s. m. Mareggio, Maricino: Agitazione dell'acqua del mare prodotta dal vento. Agitazione, Subuglio, Bolli bolli, e dicesi figurat. di persone: Ho visto dö böllezzûmme e g'ho dæto de gambe; Ho visto del subuglio e me la svignai".
Il "Dizionario Genovese-Italiano" di Giuseppe Olivieri (ed.1851) indica "Maretta, maricino, piccola conturbazione del mare, ovvero quando il mare non è grosso ma fa le onde spesse e spumose. Figuratamente, riunione tumultuosa di persone".
Si tratta di un termine probabilmente ispirato al francese bouillaison [bouillage], fermentazione, come suggerito da Carlo Randaccio nel suo "Dell'idioma e della letteratura genovese" del 1894.
Bullezzümme compare in molte opere di scrittori e poeti genovesi: di seguito riportiamo una poesia del celebre Edoardo Firpo.

Boccadaze1 
di Edoardo Firpo2

De votte succede che tra onda e onda
se stende comme un'improvvisa calma;
deslengua e sc-ciumme là vixin a-a sponda
e in te l'aia impregnâ de bon arsilio
no resta che un silenzio un po' stupïo.
A poco a poco sento nasce in gìo
voxi velae, poi sbraggi de figgéu,
chi scava in te l'aenin, chi zeuga alléa,
chi travaggia a 'na barca chi a 'na rae;
unna galinn-a a crocca in sce 'na proa,
un'atra a pitta l'aiga da-a scuggèa.
Dormiggia un datto in meso a due bibinn-e,
piaggia una reggetta sorva a un scaìn;
chi eugezza da un barcon, chi sta in sce-a porta
a godise l'odo do vento maen;
chi tegne o cheu in te reuze, chi in te spinn-e,
chi in mille moddi a vitta se conforta.
O Boccadâze, quando a ti se chinn-a,
sciortindo da-o borboglio da citae,
s'à l'imprescion de ritornà in ta chinn-a
o de cazze in te brasse d'unna moae.
Pâ che deslengue un po' l'anscia da vitta
sentendo comme lì seggian fermæ
ne-a bella intimitate da to marinn-a
a paxe antiga e a to tranquillitæ.
Pâ che se pôse un'improvvisa calma
fra onda e onda anche dentro a-o chêu,
ma appena te se gia torna e spalle
ecco che arriva pronta a neuva ondâ
e torna o bullezumme in meso a-o mâ.



Capita a volte che tra un'onda e l'altra
si formi come una bonaccia improvvisa;
scioglie le schiume presso la riva
e nell'aria impregnata di arsura
non resta che uno stupore silenzioso.
Poco alla volta sento sorgere intorno
voci velate, poi grida di fanciulli,
chi scava nell'arena, chi gioca a nascondino,
chi lavora a una barca, chi a una rete;
una gallina si crogiola su una prua,
un'altra becca le alghe sugli scogli.
Un gatto se la dormicchia tra due tacchine,
una vecchietta sonnecchia su uno scalino;
chi occhieggia da un barcone, chi sta sull'uscio
a inebriarsi dell'odore del vento marino;
chi ha il cuore fra le rose, chi fra le spine,
chi accetta comunque la vita che ha.
O Boccadasse, quando si scende a te
uscendo dal subbuglio della città,
si ha l'impressione di ritornare nella culla,
o di cadere fra le braccia d'una madre.
Pare che si sciolga un po' l'ansia della vita
sentendo come lì si sian fermate
nella bella intimità della marina
la tua pace antica e la tranquillità.
Pare ristare un’improvvisa calma
fra onda e onda anche dentro al cuore,
ma non appena ti giriamo le spalle
ecco che pronta giunge una nuova ondata
e torna l’agitazione in mezzo al mare.


foto Bullezzümme è usato anche in contesti più prosaici: ad esempio in una classica ricetta per lo "stoccafisso accomodato".
«Prendere un grande tegame, bagnarlo con olio extra vergine di oliva e far soffriggere sedano, carota, cipolla, tre filetti di acciughe dissalate, una foglia di alloro e uno spicchio d'aglio.
Aggiungere quindi lo stoccafisso precedentemente sbollentato e pulito delle lische, delle spine e della pelle (c'è chi lascia tutto, per dare più sapore al piatto: questo scarto insaporente si chiama bullezumme). Lasciar cuocere il tutto aggiungendo pochi pomodorini spezzati per un paio d'ore, poi aggiungere le patate tagliate a tocchetti, una manciata di pinoli e di olive taggiasche (meglio se denocciolate e sott'olio). Al termine della cottura delle patate aggiungere un po' di prezzemolo tritato e servire ben caldo con qualche crostino di pane.»


1 Boccadasse è un antico borgo di pescatori a Genova, tra Corso Italia e Capo Santa Chiara, con un fascino amato da genovesi e turisti.
2 Poeta dialettale genovese, di professione accordatore di strumenti musicali e pittore: nato a Genova nel 1889 e morto nel 1957.

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