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    Pezzi di storia

Il Santuario di Montallegro

Monte Allegro: si dice che il Sacro monte che sovrasta Rapallo deve il suo nome allo splendore della natura da cui è favorito. In realtà è sì monte, in immagine quanto raggiunge quota 612 metri, ma non è per niente allegro.
Il nome era infatti Mons Lethi, Monte dell'Oltretomba, dopo che proprio lì, nel 176 a.C., l'esercito Romano era stato sconfitto dai Liguri e il suo capo, il console Quinto Petilio Spurino, era morto colpito da una freccia.
I Romani controllavano la costa ligure da Pisa a Monaco, ma erano soggetti a ripetute rivolte: sull'Appennino tra l'Etruria e l'Emilia da parte della tribù dei Frinati, che si erano alleati con i Garuli, gli Hergates, i Lapicidi e gli Apuani, organizzando continue incursioni.
Alla fine comunque i Romani risulteranno vincitori: sul campo rimarranno 5.000 Liguri e 52 Romani.

Successivamente avverrà la metamorfosi in Mons Lætus, Monte Allegro.
Passano oltre 17 secoli e il 2 luglio 15571, in quei luoghi, il contadino Giovanni Chichizola percorre il sentiero dal suo paese, Canevale (oggi frazione del comune di Coreglia) a Rapallo. E' il primo pomeriggio e Chichizola, stanco e accaldato, quando si trova nel bosco di proprietà della famiglia rapallina Della Torre, nel sestiere di Borzoli, si siede e s'addormenta.
Storia o leggenda? Come sempre è difficile distinguere: certamente alcuni particolari sfuggono alla comprensione razionale. Guarda caso, il 2 luglio ricorre la festa della Visitazione di Maria a S. Elisabetta, che ricorda la visita della Vergine alla lontana parente dopo l'Annunciazione.

Quando Chichizola si risveglia gli appare una "dama vestita d'azzurro e bianco e dall'aspetto grazioso e gentile" (come affermò egli stesso): era la Madonna, che gli ordinava di annunciare ai rapallini la sua presenza e faceva dono alla comunità di una sua immagine. Si tratta di un quadretto di arte bizantina raffigurante la Dormitio Mariæ, la morte di Maria Santissima.
E' una tavoletta di 18 x 15 cm che rappresenta il corpo disteso della Vergine sormontato dalla Trinità divina e affiancato da 18 figure; una perizia effettuata di recente in occasione del restauro l'attribuisce all'XI secolo, ma molti pensano sia opera di San Luca Evangelista (Antiochia, 10 - Tebe, 93) che la tradizione vuole abbia fatto numerosi ritratti di Maria Vergine.

La Madonna scompare e al suo posto sgorga una fonte di acqua fresca e limpida. Chichizola corre a Rapallo ad annunciare il miracolo e il giorno dopo arciprete, maggiorenti e popolo salgono sul monte. Portano il quadretto a Rapallo e lo custodiscono in chiesa, ma la mattina seguente non c'è più; lo ritrovano sul monte, un evidente segnale della volontà della Madonna di essere onorata in quel posto: proprio lì è eretta una cappella che diviene luogo di culto.

Un anno dopo, il 6 agosto 1558, mons. Egidio Falceta, Vicario Generale dell'Arcivescovo di Genova Gerolamo Sauli, al termine del processo per il riconoscimento dei miracoli emette due decreti.
Nel primo conferma l'apparizione "Lo testimoniarono e testimoniano coloro che, vessati da demoni, ne sono liberati, i ciechi di nuovo veggenti, gli zoppi che miracolosamente camminano, moltissimi che, paralizzati nelle mani o in tutto il corpo, andati lassù, rifugiatisi presso la Vergine, ne tornarono liberi, per sua virtù, da ogni male" e nel secondo afferma che "La Vergine ha reso illustri il monte e la devozione con moltissimi e grandi miracoli"; a quel punto è necessario costruire una chiesa che accolga il quadretto e un ospizio in grado di assicurare assistenza religiosa ai pellegrini. ex-voto
Nel luglio 1559 il Santuario, costruito con il contributo dei fedeli, è ultimato: eretto sul luogo dell'apparizione, ospita il quadretto e le testimonianze delle grazie elargite.

Quindici anni dopo, il 26 dicembre 1574, un veliero proveniente dalla città croata di Ragusa (Dubrovnik) sopravvive a una violenta tempesta nei pressi di Monterosso e il suo capitano, Nicola Allegretti, sale sul Monte con un ex-voto (una lamina d'argento conservata ancora oggi); con sorpresa riconosce il quadretto come quello scomparso anni prima dalla chiesa di Ragusa.
I rapallesi si oppongono alla richiesta di restituzione e la diatriba viene portata al Senato di Genova, che decide a favore dei ragusei. Fra la costernazione generale il quadretto viene consegnato ad Allegretti e posto sulla nave che riparte… ma poco dopo i marinai si accorgono della sua scomparsa: il quadretto è ritornato a Montallegro e da allora non sarà più reclamato.

Dalla metà del XIV secolo la peste imperversa nell'Europa occidentale e molte epidemie colpiscono l'area ligure: nel 1579 in particolare la peste fa il suo ingresso in Liguria2, portata forse da soldati spagnoli in transito, e provoca migliaia di morti. I rapallesi invocano la Madonna di Montallegro… e Rapallo ne è preservata.
La Madonna del Santuario è invocata non solo dai marinai, ma è venerata da tutti gli abitanti del Tigullio e non solo: quando si prospettano momenti difficili, come epidemie o carestie, il ricorso alla Madonna è immediato.

L'8 marzo 1589 un decreto arcivescovile atribuisce Santuario e ospizio alla parrocchia di Rapallo.
Nel 1640 la chiesa è ampliata e si realizzano altari laterali.

In occasione della peste del 1657 si rinnova la riconoscenza alla Madonna: da giugno 1656 a dicembre 1657 muoiono a Genova 55.000 persone su 73.170 abitanti, ma fino a luglio Rapallo non è toccata; il 29 agosto 1657 il Consiglio della magnifica Comunità di Rapallo delibera di fare voto di recarsi in processione al Santuario "in un dì dell'ottava3 del 2 luglio".
Lo scioglimento annuo del voto prosegue ancora oggi, e ogni anno l'immagine sacra è solennizzata per tre giorni, a partire dal 2 luglio.

Il 6 ottobre 1736 il Consiglio del Capitaneato (Priore, Sottopriore, Agenti dei 6 Quartieri, Cancelliere) elegge la Madonna di Montallegro a Patrona del panoramica Capitaneato e il successivo 30 ottobre il Capitolo della Collegiata dei SS. Gervasio e Protasio (15 canonici e 22 sacerdoti) dà il suo assenso.
Il 29 agosto 1759 la città di Rapallo invia al Capitolo Vaticano una petizione per chiedere l'incoronazione della Sacra Immagine; il 13 gennaio successivo la richiesta è accettata e la mattina del 27 luglio 1767 Mons. Benedetto Andrea Doria, vescovo di Ajaccio e sostituto del defunto Arcivescovo genovese Giuseppe Maria Saporiti, depone la corona sull'Icona al termine della Messa Pontificale.

Con la Rivoluzione napoleonica nel 1797 il Santuario è saccheggiato, ma il suo tesoro è poi ricostituito grazie alle donazioni di cardinali, vescovi, patrizi e della popolazione.
L'interno della chiesa è rinnovato nel 1867 e si aggiungono affreschi, nel 1882 è realizzato un nuovo altar maggiore, del 1896 sono la scalinata in pietra, la facciata marmorea e il campanile.
Nel 1907 si realizza il nuovo organo, nel 1937 le vetrate policrome, nel 1957 le porte bronzee e nel 1994 un nuovo sagrato in ardesia e marmi.

Risale al 1886 l'inizio della costruzione di una strada rotabile, in sostituzione dell'aspra mulattiera che conduceva da Rapallo alla vetta di Montallegro a piedi o a dorso di mulo: i lavori però rimasero per lungo tempo limitati al primo tronco, da Rapallo a Villa Pendola. Nel 1909 la costruzione fu ripresa, i lavori procedettero con lentezza tanto che nel 1921 la strada si arrestava ancora alla frazione di S. Maurizio di Monti. Solo il 15 maggio 1932 la prima automobile giunse al Santuario, anche se l'ultimo tratto non era ancora completato. funivia
Nel 1910 era iniziata la costruzione della funivia, anch'essa sospesa: sarà inaugurata il 29 agosto 1934.

Il Santuario, tempio mistico meta di fedeli, pellegrini e turisti, fu visitato in ogni tempo da ospiti insigni; tra essi San Francesco di Sales (1567-1622); la Beata Brigida di Gesù Morello (1610-1679); la Regina Madre Margherita di Savoia (1851-1926, la sua visita del 30 gennaio 1905 è ricordata da una lapide); il Primate d'Inghilterra, Arcivescovo di Westminster, Cardinale Francis Alphonsus Bourne (1861-1935).
Il 29 giugno del 1951 anche il re d'Egitto Fārūq ibn'ād, pur di religione diversa e in periodo di ramadan, durante un soggiorno a Rapallo in viaggio di nozze (con la seconda moglie Nema Narriman Sadiq) si recò in visita al Santuario in funivia.


1 Era un venerdì nel calendario giuliano (l'attuale calendario gregoriano sarà introdotto il 4 ottobre 1582)
2 Si tratta di una propaggine della cosiddetta peste di S. Carlo, che colpì gran parte dell'Italia settentrionale nel 1575-77
3 Gli otto giorni che seguono una festa, compreso il giorno della festa

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