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    Pezzi di storia

L'esplosione nella galleria ferroviaria

Il Mare – 28 ottobre 1916

Il 23 novembre 1868 è inaugurato il "tronco di ferrovia ligure-orientale che da Genova tende a Chiavari, passando per Santa Margherita". copertina
La linea è a un solo binario; il 29 gennaio 1914 è pubblicato il progetto del secondo binario, con l'inevitabile corollario delle proteste di chi si trova espropriato delle proprietà.
I lavori sono iniziati da poco, è il mattino di venerdì 20 febbraio 1914 e nella seconda galleria di Ruta in costruzione avviene un'esplosione che provoca la caduta di grossi massi; la galleria sbocca a Santa Margherita dove si trovava la Stazione di San Lorenzo, in fondo all'odierna via Gsribotti.
Il quotidiano La Notte del giorno 21 scrive:
«Numerosi operai furono travolti: uno di essi rimase orrendamente schiacciato, gli altri furono più o meno gravemente feriti.
Sul terribile scoppio, che ha vivamente impressionato la cittadinanza di Santa Margherita Ligure e dei paesi vicini, si hanno questi particolari.
Verso le ore 7.30 di stamane una squadra di minatori procedeva all'opera di avanzata nella costruenda galleria di Ruta allorquando una mina improvvisamente esplodeva precisamente alla metà di essa con grandissimo fragore. Contemporaneamente crollavano enormi blocchi di roccia, alcuni dei quali pesavano parecchi quintali. Parecchi di essi dalla violenza dell'esplosione furono lanciati a grandissima distanza.
Sotto le macerie fumanti rimasero quasi tutti gli operai della squadra minatori addetti ai lavori. I primi accorsi si trovarono di fronte ad un orribile spettacolo. Il giovane Pio Ruggeri, di soli diciotto anni, giaceva al suolo cadavere in un lago di sangue misto a materia cerebrale col cranio completamente sfracellato da un enorme masso di roccia.
Gli altri sei operai della squadra vennero raccolti più o meno gravemente feriti. Essi sono Colombo Cereghini, Giuseppe Cereghini, Antonio Bellotti, Amedeo Tinti, Florindo Tinti ed Emilio Bianconi. I due primi hanno riportato ferite leggere, il Bellotti ed il Bianconi sono gravemente feriti tanto che si teme non possano passare la notte; i due Tinti sono anch'essi feriti e contusi in varie parti del corpo, ma sono stati dichiarati guaribili in alcuni giorni. vignetta
Sul posto accorsero prontamente oltre agli assistenti ferroviari, il direttore [medico] dei lavori Attilio Alberti, i carabinieri, il parroco don Garibotti di San Siro, le autorità municipali, medici e numerosi cittadini, che concorsero al salvataggio delle vittime.
Sulle possibili cause dello scoppio nulla si sa di preciso. Sembra che ieri sera sia stata dimenticata una mina colla miccia accesa e che stamane mentre gli operai procedevano al solito lavoro di avanzamento essa sia esplosa, non si sa per quali cause. La miccia era stata accesa ieri sera insieme a quelle di un altro gruppo di mine esplose. Si dice anche che la mina rimasta inesplosa sia scoppiata in seguito all'urto dell'ago di una perforatrice.
Enorme impressione ha destato la disgrazia specialmente tra i numerosi minatori addetti ai lavori e nelle loro famiglie.»

Il 6 marzo 1920 il settimanale Il Mare potrà scrivere: «Doppio binario - Sta per essere definitivamente ultimato, il doppio binario sul tronco S. Margherita-Recco.
Il magnifico lavoro, compiuto da diverse Imprese assuntrici, riuscirà a "sfollare" un po' la nostra stazione dall'ingombro, quasi sempre avvenuto, dei treni merci. Però, per il momento, il servizio sarà fatto solo sulla nuova linea, dovendosi riparare il vecchio tunnel della galleria Camogli.»

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