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Ambrogio Devoto, un podestà margheritese

E' Capodanno del 1930 quando il Podestà di Santa Margherita rassegna le dimissioni nelle mani del Prefetto: dal 3 gennaio gli subentra il Commissario Prefettizio Devoto Grand'Uff. Damiano Cottalasso1. Rimarrà pochi mesi, perché il 1° luglio 1931 sarà nominato Podestà il dott. Ambrogio Devoto.
Il settimanale Il Mare del 4 luglio non lesina gli elogi:
«Al dott. Ambrogio Devoto, nuovo Podestà di S. Margherita Ligure, il nostro saluto!
- Nostro di chi?
Anzitutto di noi, della famiglia del Mare, che si onora di averlo avuto nell'Ufficio della locale Redazione compagno alacre, autorevole, sollecito di tutte le questioni interessanti la vita cittadina.
In secondo luogo di tutti quelli che avendo o per nascita o per antica dimora diritto a chiamarsi margheritesi, aspettavano un Podestà margheritese, il quale riunisse in sé i caratteri della vecchia stirpe che da secoli lavorando con testarda tenacia da piccola valle selvaggia raccolta ai piedi del Semaforo, ne ha fatto un giardino ormai conosciuto in tutto il mondo.
Infine di quanti, cittadini o forestieri amano S. Margherita e desiderano che essa diventi sempre meglio un soggiorno ideale di bellezza e di pace.
Tutti costoro riconoscono nel dr. Ambrogio Devoto una messe di doti quali difficilmente si potrebbero trovare riunite in altra persona: e, pur essendo consapevoli della gravità e quantità dei problemi che incombono sulla vita amministrativa di questa città, hanno fiducia che egli saprà risolverli se non tutti almeno quelli che più urgono per l'avvenire di S. Margherita: se non subito, certo prima che ulteriori incertezze e lungaggini li rendano anche più gravi e numerosi.
Nell'adempimento dell'alta missione che le gerarchie dello Stato gli hanno affidata, e che il suo intelletto di giovane colto e di fervente fascista gli rischiara, il dott. Ambrogio Devoto può contare sulla collaborazione di tutti i margheritesi di buona volontà.
In nome loro e nostro gli porgiamo ancora una volta un cordiale saluto!»

Prosegue con una breve biografia:
«Il dott. Ambro Devoto non è ancora trentenne essendo nato il 20 settembre 1901 a Buenos Aires – Rep. Argentina – da genitori sanmargheritesi.
Portato in Italia giovanissimo, conseguiva – studente dell'allora Scuola Commerciale Pratica di S. Margherita – la licenza tecnica a Chiavari e passava poi all'Istituto Tecnico «V. Emanuele II» in Genova, Sezione Ragioneria. Si laureava brillantemente Dottore in Scienze Sociali nel Settembre 1925 al R. Istituto Superiore "C. Alfieri"2 in Firenze, l'Università dei diplomatici italiani.
Notevole è la sua attività giornalistica. Fu corrispondente nel 1919 e 1920 del Popolo d'Italia, poi della Nazione, dell'Agenzia Stefani e del Giornale di Genova e collaboratore di riviste e pubblicazioni varie. Nella sua qualità di Console del Touring Club Italiano collaborò pure alla redazione della Guida Ligure.
Membro del Direttorio del Fascio di S. Margherita, era Vice Segretario Politico della Sezione quando veniva chiamato a Milano dall'On. Dino Alfieri, allora Alto Commissario dell'Ente Nazionale della Cooperazione. Nella metropoli lombarda il dott. Devoto assolse per oltre cinque anni importanti incarichi sì da rendersi assai noto negli ambienti politici e culturali della città.
Oltre alla Segreteria particolare dell'On. Dino Alfieri, egli mantenne ininterrottamente la carica di Segretario alla Presidenza dell'Istituto Fascista di Cultura di Milano (il primo degli organismi culturali fascisti sorti in Italia con lo scopo di far opera di divulgazione dei principi etici del Partito e delle sue realizzazioni in ogni campo della vita nazionale) ed ebbe gran parte nell'affermarsi dell'Istituzione oggi imitata in ogni città italiana.
Collaboratore diretto dell'On.le Alfieri in varie, importanti iniziative di Partito, resse per vari anni la Segreteria del Gruppo Parlamentare dei Senatori e Deputati Lombardi, assolvendovi delicati mandati sempre con il vivo elogio dei Superiori.
Nominato funzionario del Ministero delle Corporazioni fu a Roma addetto alla Segreteria di S.E. l'On. Dino Alfieri, Sottosegretario di Stato.
In tale qualità esplicò in Lombardia varie missioni d'ufficio, finché, per sua volontà, passava alla Segreteria della sede di Milano della Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali.
Nell'Aprile del 1930 venne nominato, su proposta delle LL.EE. il Capo del Governo e il Ministro delle Corporazioni, Cavaliere della Corona d'Italia.
E' Capo Manipolo della Milizia V.S.N. [Volontaria per la Sicurezza Nazionale, cosiddette Camicie nere] nella riserva della XXIV Legione "Carroccio" e Ispettore per la Riviera di Levante della Federazione Provinciale Fascista dei Commercianti.»
Il giorno successivo all'insediamento « alle ore dodici, accompagnato dal Segretario Capo del Comune sig. Ovidio Marino, si recò presso il Monumento ai Caduti ove depose un mazzo di fiori e si fermò in un minuto di raccoglimento. Prestavano servizio due vigili urbani al comando del capo guardia sig. Ronchi Corrado.»
La sua attenzione è rivolta anche alla cittadinanza alla quale si rivolge con un manifesto:
«Concittadini. Chiamato alla carica di Podestà del nostro Comune, assumo l'alto Ufficio con la chiara coscienza dei doveri che esso impone, delle difficoltà che l'accompagnano, dei fini che gli sono prefissi.
Con orgogliosa compiacenza mi sento figlio di questa terra cui natura ha largito i più felici suoi doni, e mi propongo di adoperare tutte le mie forze per far sì che da questi doni essa tragga i più copiosi frutti. Lo studio assiduo dei problemi cittadini, un'oculata amministrazione, una rigorosa imparzialità, mi saranno guida sicura nell'adempimento dei miei obblighi per modo che ne restino giustamente armonizzati i legittimi interessi dei singoli e il bene supremo della comunità.
Concittadini. Nel prestare il mio giuramento di Podestà Fascista, io ebbi dinnanzi agli occhi la visione radiosa dei nostri Caduti. Nel nome loro invoco la concordia di tutti gli animi, l'unione di tutte le forze. Su quelle poggiata, Santa Margherita Ligure, prenderà il posto che le compete nell'Italia del Re invitto e del Duce glorioso.
Il Podestà Ambro Devoto»

Il 26 settembre è Devoto a firmare una convenzione con il Cav. di Gran Croce dr. Guido Chierichetti, Procuratore della Società Anonima Unione Fondiaria di Milano: la Società si impegna a costruire a sue spese, nei terreni di sua proprietà in località "Chiesa vecchia" di San Giacomo, «tre tronchi di strade carrozzabili che continueranno il prolungamento del Viale Minerva e della Via Favale. Le caratteristiche di queste strade sono quelle normali, con cilindratura, muri di sostegno, parapetti e fognatura. Il Comune ha già deliberato di accettarne la consegna con l'obbligo della manutenzione e della illuminazione, ma per i primi cinque anni la Società concorrerà a questa spesa con la somma di L.1000 annue. Le strade dovranno essere ultimate durante il corrente anno, ma si prevede che potranno essere date in consegna al Comune prima di detto termine, perché la loro costruzione è già a buon punto. La costruzione del terzo tronco, che deve avere inizio dall'incrocio dei due prolungamenti di Via Favale e del Viale Minerva, è subordinata all'impegno assunto dal Municipio di costruire a sue spese, in prolungamento di esso, un tratto di strada che deve condurre alla Chiesa di Nozarego. La larghezza [lunghezza] di questo tratto di strada è di circa un chilometro, e lo sviluppo si presenta facile senza opere d'arte, con pochissimi muri di sostegno, talché la spesa, ove i proprietari dei terreni – come si spera - non abbiano esagerate pretese per le espropriazioni, non sarà rilevante. L'Unione Fondiaria, a cui si deve l'iniziativa della valorizzazione di una zona finora negletta, ma non meno bella delle altre, ha aderito a far redigere a sue spese anche il progetto per il tratto di strada da costruirsi dal Comune, per modo che la questione dell'allacciamento della frazione di Nozarego col capoluogo può dirsi ormai risoluta.»
C'è ovviamente una contropartita, ed è la realizzazione del "Quartiere di Bellosguardo" nei terreni di proprietà Chierichetti attigui a Villa Durazzo: la pubblicità riguarda "aree fabbricabili, affitto, vendita, ville ed appartamenti vuoti e mobiliati".

Non passa nemmeno un anno e Il Mare del 16 aprile 1932 dà notizia che S.E. Dino Alfieri, Sottosegretario al Ministero delle Corporazioni, ha inviato a Devoto il telegramma «Poiché devo accelerare il tempo del lavoro organizzativo della Mostra del Fascismo e poiché ho bisogno di collaboratori intelligenti e provati La prego di venire a Roma per essere al mio fianco nell'espletamento dell'importante e delicato incarico – saluti cordiali – Alfieri»
L'incarico riguarda la posizione di Segretario generale che collabori stabilmente con il Comitato tecnico organizzativo della Mostra della Rivoluzione Fascista3; prosegue Il Mare «Di fronte a tale invito, il Dottor Devoto ha disciplinatamente rassegnate le sue dimisiioni nelle mani di S.E. il Prefetto, quest'oggi stesso, per mettersi immediatamente a disposizione di S.E. Alfieri.
S.E. il Prefetto le ha accolte e provvederà alla nomina di un Commissario Prefettizio, ciò lascia sperare che, ultimata la missione, il Cav. Dott. Ambro Devoto, che lascia la sua città molto a malincuore, ritornerà ad esserne il desiderato e amato Podestà.»
Come aveva già fatto al momento del'insediamento, Devoto pubblica un manifesto:
«Cittadini! Chiamato a Roma, all'Ufficio per la organizzazione della Mostra del Fascismo, ho rassegnato nelle mani di S.E. il Prefetto le mie dimissioni da Podestà della nostra Santa Margherita. All'onore che mi si conferisce col nuovo compito, che dà orgoglio alla mia fede, corrisponde il vivo rammarico che provo nel dover lasciare questa nostra città dove ogni mio pensiero trovò, nel breve periodo podestarile, sempre benigna la vostra attenzione e la mia opera larghezza di collaborazione da quanti ebbero con essa ragione di contatto e di attività. Tutti caldamente ringrazio, ed esprimo la certezza che la essenziale forza della concordia cittadina non mancherà a chi mi sostituisce nell'alto mandato, sì da dimostrare come Santa Margherita abbia in sé grandi e vive ragioni di meritare quel progresso che, già in atto, maggiormente si svilupperà nell'avvenire.
Cittadini! Stringetevi attorno al novello Capo del Comune e marciate col passo della vecchia gente di Liguria che conosce la gioia del lavoro e il premio della prosperità su tutte le vie del mondo.
Vi saluto dal profondo del cuore.
Ambro Devoto»
Il Prefetto nomina Commissario Prefettizio il cav. uff. dr. Lorenzo Prosperi, suo capo di gabinetto: lo scambio delle consegne avviene il 20 aprile; Devoto parte per Roma il giorno 21 con il direttissimo delle 10.48.

Ambrogio Devoto ricoprirà l'incarico alla Mostra fino al 1933, dopodiché passò nei ruoli della SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) come vicedirettore (presidente era DinoAlfieri).
Il 3 marzo 1935, quando a San Siro muore il padre omonimo Ambrogio, i funerali vedranno la presenza massiccia dei dirigenti SIAE, oltre a Podestà [Emilio Perla], a autorità e amici.
Il Mare del 9 marzo dedica un articolo alla figura del padre, uno dei più vecchi abitanti della città:
«Ambrogio Devoto era nato nella nostra città il 20 settembre 1848. Per comprendere lo spirito e i caratteri di quel tempo e degli uomini che formavano il nostro piccolo borgo, bisogna leggere la brillantissima descrizione che ne fa lo Scarsella nel secondo volume dei suoi preziosi "Annali". A mitigare la miseria della maggioranza della popolazione due erano le strade offerte al lavoro: quella del mare, piena di fascino, ma anche di durissima disciplina, e quella che seguiva la tradizionale industria delle corde, fiorentissima a Santa Margherita Ligure, e non seconda alla prima per la severità e i metodi che la regolavano.
Il Devoto le conobbe entrambe, passando dalla crudezza dei "filatori" ai pericoli delle lunghe campagne di pesca in Sardegna, che i nostri marinai raggiungevano costeggiando, finché nel 1870 si trovò a Tolone. Ma il suo destino era altrove.
Emigrò ancora giovanissimo nella Repubblica Argentina, confondendo la sua esistenza con quella di migliaia e migliaia di italiani che a quella Nazione hanno dato splendido contributo di lavoro e d'attività. Furono trentadue anni di continuo lavoro per lui. Poi il ritorno alla città inobliata, sognata sempre anche da lontano.
Egli raccontava infiniti episodi della faticosa vita dei pescatori. I padroni arruolavano gli equipaggi con il miraggio di poche lire di paga e sovente "qualcuno" non ritornava vittima di un tradizionale sistema di lavoro che piegò e piega tuttora alle scuole del sacrificio intere nostre generazioni di marinai. E sapeva di appartenere alle primissime falangi degli emigranti italiani e l'occhio gli si velava nelle rievocazioni dello spirito patriottico che unì sempre, in contrasto con l'incuria del governo del tempo, i suoi compagni di fatica di quegli anni lontani, che sono specchio della virtù di nostra gente. La dura infanzia, i pericoli della vita del mare, le alterne vicende della sua esistenza in terra straniera, foggiarono l'infinita chiarezza del suo destino.»

Ambrogio figlio non sarà longevo come Ambrogio padre e morirà nel 1946, a soli 45 anni: entrambi sono sepolti nel nostro Cimitero Maggiore.


1 Vedi l'articolo pubblicato dalla Gazzetta il 10 settembre 2017 "Alberto Isola, primo podestà"
2 Istituto "Cesare Alfieri", oggi Scuola di Scienze politiche
3 La Mostra fu un evento celebrativo del decennale dell'avvento al potere di Mussolini e si tenne al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 28 ottobre 1932 al 28 ottobre 1934

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