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    Pezzi di storia

Al vecchio capitano una tomba in mare – Giacomo Merello

Il Secolo XIX – 12 agosto 1894

Il nestore1 dei capitani marittimi liguri, l'uomo probo, affettuoso, amato e stimato da tutti, il vecchio lupo marino, dal volto bonario, abbronzato dal sole di tutti i mari del globo, il capitano Giacomo Merello, cavaliere dei S.S. Maurizio e Lazzaro e della Corona d'Italia e commendatore dell'ordine stampa dell'Osmanié2, si è spento improvvisamente colpito da una fiera gastroenterite il 9 corrente.
Egli è morto al suo posto, in mare, in quell'ampio azzurro mare ch'egli amava, sul suo Raffaele Rubattino che comandava da otto anni, dal cui ponte di comando riuscì solo a strapparlo la morte, mentre ritornando dalle Indie, compieva la traversata da Alessandria d'Egitto a Messina.
E fra i profondi gorghi del Mediterraneo, ch'egli solcava baldamente sin dalla fanciullezza, il suo corpo ha avuto la tomba. Dopo diciotto ore dalla sua morte, al cospetto di tutto l'equipaggio piangente e dei passeggeri commossi da quella solenne cerimonia, il corpo del vecchio comandante trasportato dagli anziani del piroscafo venne recato sul cassero avvolto da un sacco incatramato e con una grossa palla di ferro legata ai piedi. Quindi dopo alcune parole pronunciate con voce commossa dal secondo di bordo, il cadavere venne lentamente calato in mare.
Tomba più bella, forse il vecchio marinaio non aveva desiderato. Possa egli riposarvi in pace!

Il capitano Merello aveva 65 anni. Egli era nato a Portofino da un provetto capitano l'anno 1829.
All'età di 8 anni s'imbarcò come mozzo col padre, sopra un veliero, e compì parecchie volte arditi viaggi oltre l'Oceano. Nel 1860, entrò nella Società Rubattino, come comandante del piroscafo Sicilia, col quale anni dopo inaugurò l'istmo di Suez.
Passò poi a comandare altri piroscafi di Rubattino e della Società di N.G.I. [Navigazione Generale Italiana] quando avvenne la fusione colla Società Florio di Palermo.
Nel 1872 tracciò sulle carte idrografiche la nuova linea tra Aden e Bombay, pregevole lavoro che gli fruttò la Croce di Cavaliere.
Nel 1883, e questo lo ricordiamo come un tratto della sua valentia e della sua perizia marina, in occasione d'una gita a Spezia col piroscafo Raffaele Rubattino, entrò nel porto di Portofino, largo metri 150 circa, e vi fece girare il suo piroscafo della lunghezza di metri 148.
Coraggiosissimo, egli portò spesso con suo grave pericolo, aiuto a navi ch'erano in procinto di perdersi. Egli fu insomma una delle più splendide personificazioni di quell'antica e ardita razza di marinai liguri che fortunatamente non accenna a scomparire.

Bollettino Società geografica italiana

Una nuova rotta da Bombay ad Aden nel periodo dei Monsoni S. O.
A tutti è noto che nell'oceano Indiano regnano regolarmente per 5 mesi dell'anno, cioè dalla metà di maggio sino verso i primi di ottobre, i venti Monsoni mappa S. O., i quali rendono penosa e lunga la navigazione ai bastimenti che partono da Bombay diretti al canale di Suez, via di Aden. La rotta generalmente seguitata finora dai navigatori in siffatta stagione fu sempre quella tracciata dalla Chart of Arabian Sea, by Lieuten. A. D. Taylor R. N., che è forse la migliore, desunta da più che cento giornali di navigazione.
A questa carta s'attenne, fin da quando venne destinato, come comandante del Persia, della Compagnia Rubattino, ai viaggi fra l'Italia e Bombay, anche l'egregio capitano Giacomo Merello. Sennonché l'allungamento di tale rotta, e gli inconvenienti che ne derivano nella navigazione a vapore lo spinsero a tentarne un'altra, interamente opposta a quella che era stata fino allora giudicata come the probably best track.
Nel mese di luglio del 1871, partendo col piroscafo Persia da Bombay per Aden e Genova, il cap. Merello imprese a percorrere per la prima volta una rotta interamente opposta a quella additata dalla carta del luogotenente Taylor, e che nessun altro bastimento prima del Persia aveva tentata. Il risultato di questo tentativo fu coronato da ottimo successo ed il cap. Merello ha fatto opera utile alla navigazione dandone una breve relazione.
Prima però di pubblicarla il cap. Merello ha voluto compiere altri due viaggi; uno nell'agosto del 1872, ed il terzo nel luglio del 1873. In tale guisa poté presentare i risultati non di uno ma di tre viaggi, confrontarli fra loro e far vedere anche quali sieno stati i miglioramenti che ha potuto sperimentare, e gli ulteriori vantaggi che ha potuto ottenere. Dopo di allora altri navigli a vapore lo hanno seguito in questa nuova rotta, non solo con risparmio di tempo, e quindi con economia di combustibile, ma anche con maggiore sicurezza dell'antico cammino, come ci venne riferito con lusinghiere parole da capitani tanto italiani che stranieri.
Per circa sette mesi dell'anno l'oceano Indiano è generalmente calmo e tranquillo, e le traversate dei piroscafi tra Bombay e Aden, sono in media eseguite in sei o sette giorni. La distanza di questa rotta è di 1665 miglia. Ma nel tempo che regnano i noti venti detti Monsoni S. O., che tramutano il calmo aspetto dell'oceano Indiano in torbido e burrascoso, e che piegano ora a destra ora a sinistra, per pochi gradi, i naviganti i quali da Aden si conducono a Bombay hanno nella traversata il vento in poppa e le onde favorevoli, per cui possono senza cangiar direzione, effettuare il loro viaggio con rapidità sebbene con mare alquanto burrascoso; mentre invece, nel ritorno da Bombay ad Aden, i venti, e i flutti sono loro assolutamente contrari.
Ora, per queste sfavorevoli condizioni, i vapori non possono al certo percorrere la consueta linea retta di navigazione che congiunge Bombay ad Aden, non essendovi bastimento, per quanto forte e ben costrutto e con macchina perfetta, che possa vincere le onde perpendicolarmente; per cui fa mestieri deviare quel tanto che permetta di far uso delle vele per aiutare il naviglio e tagliare i flutti obliquamente, smorzando così alquanto la forza di resistenza dei flutti stessi; onde conviene per necessità allontanarsi dalla rotta ordinaria, piegando un poco il cammino verso il sud o verso il nord.
Fino ad ora tutti i naviganti aveano adottata la rotta tracciata dal Taylor, la quale piega al sud, né alcuna altra carta idrografica recente consigliava di volgere al nord. I naviganti si dirigevano prima al sud toccando il 7° grado di latitudine e in seguito, piegando gradatamente verso il nord, giungevano al Capo Guardafui, capo estremo orientale dell'Africa. Finalmente, da questo punto, per una linea quasi retta, compievano il cammino fino ad Aden; perché giunti al Capo Guardafui naturalmente prendevano a sinistra il vento che prima soffiava a destra, e potevano così imboccare il golfo di Aden, ove i venti sono variabili e maneggevoli. La lunghezza di questa rotta è di 600 miglia S.-S.-O.; di circa 450 miglia W.-S.-W.; il restante del cammino fino ad Aden, fatto sotto diverse latitudini e diversi rombi, è di circa 1.100 miglia. Conviene però notare che una tale linea veniva anche alquanto allungata, per giungere in un ampio ellisse di mare che vedesi tracciato nelle migliori carte nautiche, e dove si addita una calma relativa che poi l'esperienza non ha il più delle volte giustificata; la quale calma non avverandosi obbligava i naviganti a correre detta linea oltre il punto indicato nelle carte, per trovare quel vento moderato e quel mare che le suddette carte mostrano nel 7° grado di latitudine; d'onde un maggiore dispendio di tempo, di cammino e di combustibile.
La nuova rotta al nord, che potremmo chiamare moderna, forma invece colla rotta ordinaria un triangolo molto ottuso, il quale ha la somma dei due lati minori, che rappresenta la nuova rotta, non molto differente dal lato maggiore, che rappresenta la linea ordinaria nell'epoca delle calme. Mentre infatti il cammino ordinario da Bombay ad Aden è di 1665 miglia, il cammino percorso nella nuova traversata al nord è di 1710, d'onde risulta una differenza in più di sole 45 miglia. Invece nella traversata al sud, il cammino totale ascenderebbe a 2150 miglia, il che stabilirebbe una differenza in più di 485 miglia della rotta ordinaria e di 440 miglia della nuova rotta al nord.
Il cap. Merello fa notare nella sua relazione che le linee seguite da lui nei due successivi viaggi, si scostano ognor meno dalla rotta ordinaria e che per conseguenza vi è stato un graduale accorciamento dello spazio che segna il cammino totale da Bombay ad Aden.
L'autore crede che quatta rotta sia preferibile nell'epoca dei Monsoni del S. O. per i piroscafi che da Bombay si dirigono all'Europa per la via del canale di Suez, opinione partecipata pure dai suoi egregi colleghi i capitani G. Dodero e G. Caboara che coi piroscafi India e Arabia, appartenenti del pari alla Società Rubattino, la percorsero negli anni 1872, 1873 e sempre con risultati soddisfacenti. In tal modo il cap. Merello può esser lieto di aver giovato col suo lavoro alla numerosa classe dei naviganti, ora che l'apertura del canale di Suez ha messo l'Italia a contatto, si può dire, cogli importantissimi porti dei mari Indo-Cinesi.


1 Personaggio della mitologia greca saggio e giusto, presente nell'Iliade e nell'Odissea come persona autorevole
2 Ordine cavalleresco istituito nel 1861 dal sultano Abdul-Aziz come ricompensa di quanti avevano reso servizi all'impero ottomano

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