Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

La bisca del Portofino Vetta

Scrive il quotidiano Il Secolo XIX del 17 giugno 1912:
Il giuoco abusivo a Portofino-Vetta - La sorpresa della polizia
Da qualche tempo era pervenuta notizia al vicequestore Cav. Bibolini, che a Portofino-Vetta s'era installata una casa da giuoco uso Montecarlo, colla relativa «roulette», annessi e connessi.
Il giuoco era tenuto da un comitato di persone che s'intitolavano «Circolo Straniero» e non aveva alcuna autorizzazione delle autorità di P.S. Il disegno 1 cav. Bibolini preparò per la notte sopra ieri una sorpresa. Una finta guida avvisò ieri l'altro telefonicamente il Portofino-Vetta di preparare due camere per forestieri in arrivo verso le ore 21 e alle ore 21,30 giungevano infatti a Portofino-Vetta, in automobile, due signori eleganti, che altri non erano se non i commissari di P.S. Pappalardo e Palmieri, i quali ordinarono una lauta cena, dopo essersi installati nelle loro camere. Dopo la cena, i due commissari si procurarono i biglietti per accedere al Circolo Straniero, e avevano giuocato parecchio colla perdita di alcune centinaia di lire, allorché verso le 23,50 si udì giungere a Portofino un'altra automobile, che nessuno, all'infuori dei due commissari, sapeva recasse parecchi agenti di P.S. Questi, saliti nell'albergo, irruppero con violenza nella sala da giuoco, mentre al loro apparire i due commissari aprivano la giacca e facevano mostra delle sciarpe tricolori.
I due commissari, constatata la contravvenzione ai tenitori della bisca, presero i nomi dei presenti, sequestrarono circa 24.300 lire al banco, la roulette, le fiches e i tappeti, del complessivo valore di lire 4.000.

Per avere una diversa visione dell'accaduto riportiamo l'articolo del settimanale Il Mare del 22 giugno 1912:
La regolarizzazione dei giuochi in Italia nelle Stazioni climatiche, balneari e termali
Non vogliamo invadere il campo della Rapallo Revue, che con tanta competenza ha scritto a varie riprese sulla questione dei giuochi, ma, nel momento attuale, non possiamo astenerci dallo scrivere qualche parola sulla chiusura del Circolo dei Forestieri del Portofino Kulm.
Era un circolo la cui esistenza era notoria, conosciuta dai manifesti affissi a Genova e altrove, frequentato giornalmente, ma l'autorità di P. S. ha voluto darvi scalata come ad una bisca clandestina. E per tale inopportuna operazione protestarono tutti i giornali genovesi, ed inoltre il Caffaro del 19 corr. dava posto ad una lettera che il signor L. E. Rondanina ha indirizzata al Direttore e che trascriviamo integralmente:

A proposito della teatrale chiusura del Circolo dei forestieri a Portofino Vetta – scrive il Sig. Rondanina nella sua lettera - sappia che non è la prima volta che in Riviera di Levante si chiede alle autorità competenti di Genova e di Roma, per mezzo dei deputati, perché questa parte della Liguria è trattata in modo tanto differente e tiranno di Ospedaletti, Bordighera, Ventimiglia, ecc.
Tutti sanno che a Montecatini, Salsomaggiore, San Pellegrino, sui laghi di Garda e Maggiore esistono le roulette, come esistono a Palermo e in tutti i detti luoghi il giuoco è fatto in circoli che hanno l'ugual forma di quella di Portofino. Perché, allora, il governo italiano non dà tali istruzioni ai suoi rappresentanti in modo che il trattamento sia uguale dovunque?
Comeè già stato fatto in Francia e nel Belgio, anche in Italia si disciplini il giuoco d'azzardo nelle stazioni balneari, climatiche, ecc., ma non lo si vieti in un posto per consentirlo in un altro. La legge invocata e giusta darà vantaggio economico allo predette stazioni e procurerà pure - così come in Francia e nel Belgio - alle casse dello Stato proventi di milioni, con la percentuale sugli incassi lordi, pagati in maggior parte dai forestieri che molto più volentieri verrebbero in Italia a godersi le nostre aure risanatrici quando vi trovassero pure tutti gli svaghi da loro desiderati.
Se esiste il Regio Lotto, che è una vera tassa su chi non può spendere, se esistono i totalizzatori, perché non possono esistere anche i circoli dei forestieri i quali sono l'attrattiva di chi può spendere e ben volentieri paga per divertirsi come meglio gli pare e piace?
E' una cosa tanto semplice… e forse perché tale non è ancora stata compresa dal patrio Governo, il quale lascia che in un posto le autorità chiudano tutt'e due gli occhi per infierire poi in un altro, senza ragione e senza buon senso. Infatti, chi vuol giuocare, giuoca, e se non lo può fare da noi varca la frontiera e porta altrove quell'utile che l'industria dei forestieri potrebbe fruttarci: questo, e nessun altro, è il rispetto pratico di certe persecuzioni pseudo-moralistiche.
Si persuada il governo che fintanto non consentirà il giuoco d'azzardo - disciplinandolo severamente e con pieno diritto di vigilarlo - le nostre stazioni climatiche, balneari e termali non saranno mai così fiorenti come potrebbero, come dovrebbero essere, in quanto nessun capitalista s'industrierà di renderlo attraenti quanto meriterebbero, per più ragioni plausibili ed ovvie.
Coi maggiori ringraziamenti mi creda obbligatissimo … L. E. RONDANINA.
Rapallo, 18 Giugno 1912

A questa lettera altra ne seguiva del Cav. Gaggini che spiegava il perché e il come era sorto e funzionava il «circle» del Portofino Kulm, il quale per nulla differenziava da altri consimili. Lettera che incontrò moltissime approvazioni qui e in tutte le stazioni climatiche.
- Rapallo, è ormai troppo interessata nel movimento dei forestieri, che ogni questione ad esso riflettentesi interessa tutti i cittadini, esercenti, Municipio, disegno 2 e per questo anche noi vogliamo discutere l'arduo problema.
Da alcuni anni si è notato il trattamento diverso tra la Riviera di Ponente ed altre regioni d'Italia e la Riviera di Levante.
E' notorio che a San Remo, Ospedaletti, Bordighera e alle Rocche Rosse (Ventimiglia) vi è giuoco tutto l'inverno, che nell'imminente Stagione estiva si aprono i Casini o Kursaal di San Pellegrino, Montecatini, Salsomaggiore, Rimini, è pure noto che si giuoca a Palermo e sul Lago Maggiore. Perché un doppio e non uguale trattamento? Ciò che è permesso a San Remo viene proibito a Sestri Levante, Rapallo e Portofino Kulm? Si tratta forse di regioni differenti per nazionalità? In Italia il giuoco è circondato di una quantità di pregiudizi che non consentono né al legislatore né al sociologo di esaminarlo con serenità; pei danni che può produrre dei benefici che può arrecare.
Se si trattasse di autorizzare il giuoco dove non esiste, noi non avremmo nulla da opporre; ma il giuoco più o meno, esiste il tutte le stazioni balneari, climatiche o termali Italiane, e in proporzioni tali – cioè minime - che le autorità politiche chiamate a reprimerlo - non sanno neanche concepire. Non si tratta, dunque, di far sorgere un fenomeno inesistente, si tratta di disciplinare e di rendere utile ciò che non si sopprimerà mai neppur quando si darà l'ostracismo ai circoli dei forestieri.
Con una legge, simile alla francese e alla belga e adattata ai nostri costumi, si otterrebbero vantaggi materiali e morali; ad esempio.
I circoli e i casini da giuoco autorizzati potrebbero concedere sovvenzioni ai municipi, e questi potrebbero impiegare i profitti del giuoco in opere edilizie, in provvedimenti igienici, in abbellimenti, pei quali le risorse normali dei bilanci non bastano. Potrebbesi far di più e di meglio: in tutte le stazioni balneari e termali aprire stabilimenti gratuiti per i poveri.
Concedendo ai Municipi l'autorizzazione d'impiantare i Circoli e i Casini, s'impedirebbe che la industria del giuoco fosse esercitata dalle bande dei biscazzieri stranieri che la sfruttano intensamente a loro esclusivo vantaggio.
Col giuoco disciplinato in Italia s'impedirebbe che ingenti somme, molte più di quelle che si può immaginare, emigrassero all'estero.
Oltre le cospicue sovvenzioni ai Municipi e alle società locali, lo Stato potrebbe - come si è fatto in Francia – tassare convenientemente i circoli e ritrarne somme cospicue da destinarsi in opere di pubblica utilità, beneficenza e assistenza.
Solo con una legge disciplinante i giuochi si potrebbe avere una legale e chiara distinzione fra i circoli e le case da giuoco clandestine ed esercitare contro queste una rigorosa ed efficace persecuzione.
Ma nelle attuali condizioni non solo nessun provvedimento contro il giuoco è efficace, bensì esso si risolverà sempre a vantaggio dei biscazzieri stranieri e dei truffatori internazionali.
Non si gridi che lo Stato non debba farsi… biscazziere. Ricordiamoci che lo Stato esercita il giuoco del lotto, il quale a differenza del baccarà e della roulette, alimenta un vizio rovinosissimo fra le popolazioni più povere, mentre il «baccarà» sposta qualche migliaio di lire da un portafoglio borghese a un portafoglio gentilizio e viceversa.
Il giuoco esiste, e non saranno le rare e ridicole sorprese della polizia in qualche bisca d'infimo ordine che lo estirperanno. Una cosa sola è possibile: disciplinare severamente i giuochi di azzardo, e disciplinandoli fare in maniera che essi siano utili a qualche cosa. Per lo meno una sorveglianza diretta della polizia nei circoli da giuoco delle stazioni climatiche varrebbe a frenare e ad impedire le truffe.
Facendo diversamente si incoraggiano gli italiani a recarsi nell'inverno a Montecarlo e su tutta la Côte d'Azur, nell'estate a Aix les Bains, Vichy, Ostenda.
I capitali non minimi, le spese e le tasse enormi degli stabilimenti Kursaal-Casini italiani non saranno compensati e così le iniziative private frustate ed i comuni italiani che hanno come loro principale industria quella dei forestieri e dei Connazionali, verranno privati di quelle risorse che in Francia e nel Belgio fanno fiorire una industria così importante.

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