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    Pezzi di storia

Oscar Wilde a Santa Margherita

1897 1897 - in Piazza San Pietro
a Roma

Aprile 1899: il sig. Sebastian Melmoth prende alloggio alla locanda "Cristoforo Colombo" di Santa Margherita. E' solo, proviene da Genova e una delle prime cose che fa è scrivere all'amico Robert Ross1 chiedendogli di raggiungerlo.
Quel signore è Oscar Wilde che viaggia in incognito dopo le disavventure che ha subito; ha assunto quello pseudonimo dal titolo di un romanzo scritto nel 1820 dal suo prozio Charles Robert Maturin2, "Melmoth the Wanderer" (Melmoth il vagabondo).

1892 1892 - Oscar Wilde

Wilde ha una capacità notevole di cacciarsi nei guai e chiede aiuto all'amico che, malgrado sia malato, lo raggiunge a Santa Margherita.

Il celebre scrittore Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde era nato a Dublino, in Irlanda3, il 16 ottobre 18544: a 44 anni aveva ormai imboccato la parabola discendente del suo successo, iniziata con un processo e la prigionia.
Fin da giovane aveva mostrato atteggiamenti stravaganti, decisamente malvisti in epoca vittoriana, quando dominano ipocrisia e apparenza5: Oscar è il tipico dandy, elegante ed effeminato, poco attento alle convenzioni sociali, arguto conversatore.
A 20 anni lascia l'Irlanda con una borsa di studio per il "Magdalen College" di Oxford, in Inghilterra, dove studia con passione i classici greci.

Constance Constance Wilde

Nel corso di alcune conferenze tenute a Dublino conosce una scrittrice irlandese di cinque anni più giovane, la bella e gentile Constance Mary Lloyd che lo stima e si innamora. I due si sposano il 29 maggio 1884 nella chiesa di St. James a Paddington, un quartiere di Londra: beneficiano così dell'eredità lasciata a Constance dal nonno.
Nel 1885 nasce il primo figlio Cyril e nel 1886 il secondo, Vyvyan.
Nel 1891 Oscar incontra un giovane poeta di 21 anni, lord Alfred Douglas (da lui soprannominato "Bosie") e se ne innamora, corrisposto.
Nel 1895 il padre di Alfred, lord John Sholto Douglas, nono marchese di Queensberry, lo accusa di omosessualità: Oscar gli fa causa per diffamazione, perde ed è accusato a sua volta di ciò che, a quei tempi, era considerato un crimine. Segue un processo, molto seguito in tutta Europa, durante il quale Oscar Wilde si difende con onestà e dignità, ma è ridicolizzato e umiliato e finisce condannato a due anni di lavori forzati nel carcere "Reading Gaol", 60 km a ovest di Londra.

Wilde e Douglas Wilde e Douglas

Ne esce il 19 maggio 1897 con il corpo debilitato, finanziariamente rovinato e provato psicologicamente. Per questo decide di farsi chiamare Sebastian Melmoth e di lasciare l'Inghilterra: la moglie cerca un riavvicinamento, ma i due si separano. Anche Constance, per tutelare il buon nome dei figli, decide di lasciare l'Inghilterra e cambiare il cognome: d'ora in poi si chiameranno Holland. Dopo aver peregrinato in Svizzera, in Liguria e in Germania, si stabiliscono a Genova; Constance, malata forse di sclerosi multipla, morirà a Genova un anno dopo, il 7 aprile 1898 e sarà sepolta nel Cimitero Inglese a Staglieno.

Oscar si imbarca a Newhaven e raggiunge Dieppe, in Francia; trova alloggio all´Hotel de la Plage nella cittadina di Berneval-sur-Mer, 10 km a est di Dieppe. Inizia Wilde il suo tramonto e lui stesso afferma: "Ho appena fatto una scoperta: l'alcool assunto in dosi sufficienti produce tutti gli effetti dell'ubriachezza."
Non riesce a stabilirsi in un luogo, si trasferisce a Rouen, poi a Parigi, infine a Napoli dove raggiunge Douglas da cui è ancora attratto. Va a Palermo, ancora a Napoli, a Parigi, a dicembre 1898 si sposta a La Napoule nei pressi di Cannes.

A febbraio 1899 è a Gland, sul lago Lemano tra Ginevra e Losanna: il giorno 25 scrive a Ross "Mio caro Robbie… lascio oggi la Svizzera per Genova, dove penso di stare un giorno". Al suo rientro lo aggiorna in data 1 marzo "Sono stato a Genova a visitare la tomba di Constance".
Il 27 marzo scrive di nuovo a Ross "Penso di non poter venire a Parigi, che è così costosa. Appena potrò andrò via da questa località nauseante [Gland] e tornerò a Genova: è meglio dei Boulevards [viali alberati di Parigi]. … Ci sono posti carini vicino a Genova dove potrei vivere per un po' di tempo." Il giorno 29 aggiunge "Nei pressi di Genova spero di trovare un luogo luminoso a buon prezzo".
Il 1 aprile gli scrive "Parto domani mattina per Genova, Albergo di Firenze, una piccola locanda sulla banchina, piuttosto malfamata ma economica. Poi penserò a qualche piccolo posto nei dintorni". Pochi giorni dopo scrive da Santa Margherita, con l'intestazione Pension Hotel Suisse "… Qualunque cosa io faccia è sbagliata: perché la mia vita non è impostata bene. A Parigi sto male, qui sono annoiato, l'ultima sensazione è la peggiore".

Ristorante Colombo Chalet Colombo
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Sempre da Santa Margherita insiste poco dopo "C'è qualche possibilità che tu mi raggiunga qui? Ora rimpiango di non essere venuto a Parigi, vicino a te. Qui sono solo e malato."
Non contento, spedisce quattro cartoline a Ross (tutte impostate a Santa Margherita nello stesso giorno, il 7 aprile 1899): nella prima scrive "Il mio nuovo indirizzo è Ristorante Cristoforo Colombo; ti invio alcune vedute per invogliarti". La seconda cartolina di Rapallo "E' solo un miglio da Santa Margherita, lungo la costa: è veramente deliziosa". Un'altra è dedicata a San Fruttuoso "Non ci sono ancora stato, ma ho deciso di entrare nel chiostro, il posto giusto per me". Infine Portofino "E' un posto incantevole, raggiunto solo da muli e barche".

Il 16 maggio 1899 Wilde è di nuovo a Parigi; dopo altro girovagare trascorre lì gli ultimi mesi e muore per meningite il 30 novembre 1900.


1 Robert Ross aveva avuto, a 17 anni, una relazione affettiva con Wilde: terminata questa, rimase il più fedele amico anche nei momenti bui e dopo la morte di Oscar.
2 Maturin aveva sposato Henrietta Kingsbury, zia della madre di Oscar Wilde, Jane Francesca Agnes Elgee.
3 A quei tempi faceva parte del Regno Unito
4 Il padre era Sir William Wilde, illustre oftalmologo, la madre Jane Francesca Elgee (scrittrice e poetessa con lo pseudonimo Speranza).
5 Il regno della regina Vittoria, dal 1837 al 1901, è ricordato come puritano, repressivo, ossessionato dall'aspetto di rispettabilità, disciplina rigorosa e morale elevata.

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