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    Pezzi di storia

I 50 anni di un ponte

Lunedì 3 agosto 2020, ore 18.30: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Sindaco di Genova Marco Bucci inaugureranno a Genova il ponte sul torrente Domenica Corriere Polcevera, battezzato Genova San Giorgio.
Due anni fa, i 14 agosto 2018, crollava il ponte precedente causando 43 morti: 566 abitanti furono costretti ad abbandonale le case circostanti e la Procura non ha ancora concluso le indagini per accertare cause e responsabilità.
Sono stati due anni di lavoro intenso, a dispetto dell'epidemia Covid-19, perché quel ponte è fondamentale per la viabilità tra levante e ponente.

Autostrade per l'Italia SpA (ASPI) è stata privatizzata nel 1999: l'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) la cede a Schemaventotto SpA (60% di Benetton). Nel 2003 scompare Schemaventotto a favore di Autostrade SpA, che nel 2007 diventa Atlantia SpA, che fa capo a Edizione Srl (holding finanziaria della famiglia Benetton) tramite la subholding Sintonia SpA.

Il nuovo ponte, il cui progetto è stato donato dall'architetto Renzo Piano, ha la lunghezza di 1.067 metri in 19 campate.
Chissà se qualcuno ricorda l'estate del 1967: il 4 settembre di quell'anno, ore 18.00, sempre un lunedì, l'allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e il Sindaco Augusto Pedullà inaugurarono il ponte crollato. Giornata di maltempo, tanto che la previsione del nubifragio aveva indotto il Capo dello Stato ad utilizzare il treno presidenziale anziché l'aereo.
Dopo la benedizione del cardinale Giuseppe Siri, il Ministro dei Lavori Pubblici Raffaele Mancini disse «;è un'opera che fa onore al nostro Paese e a tutti coloro che in misura diversa hanno contribuito alla sua realizzazione, primo fra tutti il prof. Riccardo Morandi che l'ha progettata». ponte Morandi
Scrivevano i quotidiani "Al viadotto sul Polcevera spetta il primato europeo tra le costruzioni in cemento armato, secondo nel mondo soltanto al ponte di Maracaibo (del 1962, in Venezuela) che, del resto, è opera dello stesso progettista, il prof. Riccardo Morandi dell'Università di Firenze."
I lavori erano iniziati il 1 luglio 1961 e il progetto era stato scelto fra altri sette che prevedevano la costruzione in gran parte in ferro. Morandi aveva affermato «;La preferenza accordata al calcestruzzo è dovuta soprattutto al fatto che questo materiale, più che il ferro, si lega cromaticamente e stilisticamente al paesaggio e al volto attuale della città».
L'enfasi del tempo aveva portato alcuni tecnici a dire «;Il grande viadotto progettato da Riccardo Morandi resterà come un ponte romano» e alcune esagerazioni giornalistiche erano arrivate ad affermare, contrariamente alle indicazioni dello stesso Morandi, che "le sue strutture in cemento non richiedono ponte San Giorgio manutenzione alcuna, come pure i tiranti d'acciaio, il cui rivestimento è garanzia di protezione contro gli agenti atmosferici."
Il nuovo ponte, a differenza del precedente, è completamente appoggiato, senza la strallatura1 tipica del ponte "Morandi. L'impalcato2, disegnato da Renzo Piano per ricordare la chiglia di una nave, è composto da una struttura mista acciaio–calcestruzzo.
Rimane in ogni caso essenziale garantire la manutenzione di strutture soggette al degrado dei materiali con cui sono costruite, sia esso cemento o acciaio, senza nascondere i problemi per il solo beneficio del dio profitto.


1 tiranti di sostegno; realizzata in calcestruzzo armato precompresso secondo un brevetto dello stesso Morandi
2 la parte che sostiene il piano viabile

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