Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Rissêu

S. Margherita Basilica di Santa Margherita V. M.

Nella lingua francese ruisseau indica il ruscello1, un luogo dove abbondano i ciottoli, sassi levigati dall'acqua che scorre. Da quel termine la lingua genovese ha ricavato la voce rissêu per indicare il ciottolo, "piccolo sasso che è rotolato dalla corrente de' fiumi e che serve a lastricare le strade"2.
Oggi per rissêu3 si intende la pavimentazione realizzata con ciottoli (arrotondati da torrenti e fiumi o dal mare), un vero e proprio mosaico, a volte policromo, che rappresenta immagini e disegni.
Questo tipo di mosaico è molto antico e se ne trovano esempi nel neolitico: a Genova si afferma alla fine del XVI secolo e si usa per pavimentare molte crêuze (sentieri) e decorare giardini, conventi, fonti rustiche e ville signorili. E' un'arte povera, ma raffinata e con profonde radici popolari.

Villa Durazzo Villa Durazzo

Si trova documentazione di un'abitazione del 1639 con pavimentazione di "pietre a risolo" dove la parola risolo deriva chiaramente da quella dialettale rissêu: veniva eseguita su un sottofondo di ghiaia grossa sul quale si poggiava uno strato da 3 a 6 centimetri di sabbia fine e su questa si piantavano i ciottoli di dimensione compresa tra i 10 e i 90 millimetri, pressandoli con il massabeccu (mazzapicchio, mazzetta di legno). I ciottoli restavano in posa grazie alle pressioni orizzontali esercitate tra loro.

I rissêu sono presenti nel sagrato di molte chiese liguri: oltre ai motivi estetici, hanno una funzione pratica nell'impedire il dilavamento del terreno, il formarsi di fango in caso di pioggia e resistere all'usura del tempo e degli agenti atmosferici.

S. Bernardo Oratorio di San Bernardo

Oggi, purtroppo, gli artigiani esperti di questa tecnica sono pochissimi e troppo spesso si preferiscono restauri approssimativi, tesi alla salvaguardia dell'estetica più che alla sostanza: ecco allora abbondare in cemento o addirittura asfalto, che impediscono l'assorbimento dell'acqua e snaturano l'opera (stessa sorte dei muretti a secco).
Addio, magia di un tempo!


1 "Dizionario moderno genovese-italiano" di Gaetano Frisoni, 1910
2 "Dizionario genovese-italiano" di Giuseppe Olivieri, 1851
3 In genovese lo stesso termine è usato per il riccio o porcospino, che ha il dorso coperto da fitti aculei paragonati ai ciottoli con i quali era selciata la città ("Idioma genovese" di Carlo Randaccio, 1894 - dal latino ericius, riccio)

© La Gazzetta di Santa