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    Pezzi di storia

Quando l'unione dell'Europa era una speranza

foto 1 (foto della raccolta Renato Dirodi)

Si era da poco conclusa la guerra: Francia e Italia stavano scoprendo le possibilità di cooperazione e avevano organizzato conferenze bilaterali periodiche per promuovere l'interscambio commerciale e le iniziative verso le altre nazioni europee.
Dopo Torino e Cannes, Santa Margherita fu individuata come sede di un importante incontro, che avrebbe visto per la prima volta dal dopoguerra la presenza dei Presidenti del Consiglio dei due paesi.
Sede ufficiale degli incontri, dal 12 al 14 febbraio 1951, è l'Hotel Miramare.
La delegazione italiana era composta dal Primo Ministro Alcide De Gasperi, il Ministro degli Esteri Carlo Sforza (lo stesso che nel 1920 aveva partecipato all'incontro di Villa Spinola per il trattato tra Italia e Jugoslavia), il segretario generale di Palazzo Chigi ambasciatore Vittorio Zoppi, i direttori generali degli affari economici e politici del Ministero degli Esteri Umberto Grazzi e Gastone Guidotti, l'ambasciatore d'Italia a Parigi Pietro Quaroni.

foto 2 (foto della raccolta Renato Dirodi)

La delegazione francese era composta dal Primo Ministro René Pleven, il Ministro degli Esteri Robert Schuman, il segretario generale del Quai d'Orsay (Ministero degli Affari Esteri) ambasciatore Alexandre Parodi, i direttori generali degli affari economici e politici del Ministero degli Esteri Pierre Charpentier e François Seydoux, l'ambasciatore di Francia a Roma Jacques Fouques-Duparc.
I temi all'ordine del giorno riguardano sia i rapporti franco-italiani (unione doganale, problemi migratori, traforo del Monte Bianco, …) sia questioni internazionali (abbozzo di un'Europa organizzata, piano Schuman per il pool europeo del carbone e dell'acciaio1, …).

I primi ad arrivare, alle ore 21 di domenica 11, sono De Gasperi e Sforza su una vettura speciale del treno rapido Roma-Torino: li accoglie una pioggia scrosciante. Sono accompagnati all'Hotel Excelsior di Rapallo, dove alloggeranno.

foto 3 (foto della raccolta Renato Dirodi)

Lunedì mattina una vettura speciale del treno rapido Parigi-Roma giunge a Santa Margherita alle 12.30 con Pleven e Schuman: alloggeranno nel castello di Paraggi di proprietà Bonomi Campanini.
La conferenza inizia alle ore 16: i quattro ministri hanno un incontro riservato, contemporaneamente si riuniscono comitati specifici). Alle 21.30 le delegazioni si spostano all'Hotel Excelsior di Rapallo per la cena offerta da De Gasperi (19 coperti).
I lavori riprendono martedì alle 10 con una riunione plenaria al Miramare: si interrompono alle 13.30 per il pranzo offerto da Sforza all'Hotel Splendido di Portofino; alle 21.30 Pleven offre la cena nel castello di Paraggi.
Mercoledì alle 10 ha luogo l'ultima riunione al Miramare; al termine dei lavori, al Covo, il Sindaco Giuseppe Bruno offre alle due delegazioni un vermouth foto5 d'onore: ai quattro ministri fa omaggio di una medaglia d'argento con incisa da una parte S. Margherita protettrice della città e dall'altra una caravella di Colombo, oltre a quattro pizzi al tombolo ("a Pleven un velo di seta nera rettangolare da cerimonia, in punto tulle largo con disegni di fiori; a De Gasperi un velo in seta nera rettangolare da cerimonia, tutto in pizzo al tombolo, con disegni di rose e fiori; a Schuman un grande centro sopramobile in seta cruda, lavorato al tombolo, con disegni vari; a Sforza un velo in seta cruda da cerimonia, tipo spagnoletta, romboidale, con disegni di fiori").
Pleven ringrazia Bruno e afferma che "le dimostrazioni di simpatia e di amicizia avute appena messo il piede sulla soglia di questo Comune lo hanno commosso" e aggiunge a De Gasperi «Ma sono proprio simpatici questi cittadini di Santa Margherita».

foto 5 In primo piano da sinistra Pleven e Schuman. In secondo piano
da destra Sforza, De Gasperi, Quaroni, Grazzi, Ferrari e Rochefort.

Segue il pranzo a Portofino, ospiti nella "trattoria Delfino" del Sindaco Prospero Velo. Scrive La Nuova Stampa del giorno 16: «Alla tavola sedevano, come ha detto Sforza, i servi ed i liberi; cioè i personaggi ufficiali schiavi della loro carica, del parlamento, del popolo, e noi giornalisti o scrittori (c'era Salvator Gotta, che s'era fatto per l'occasione, col basco e gli occhiali, la faccia di Orio Vergani) i liberi. … Poi il signor sindaco pensò che non avrebbe mai avuto un'occasione migliore di chiedere qualche cosa per il suo paese saltando tutte le vie gerarchiche, anzi profittando di un intermediario straniero ben disposto; e pregò Pleven che gli stava accanto di dire a De Gasperi, che stava accanto a Pleven, questo e questo, e Pleven lieto di fare un tiro simile al collega trasmise la richiesta; e De Gasperi fece buon viso a cattivo gioco, e trinciò un gesto con la mano che poteva voler dire, "certo", "presto", o "mai".2»

Il comunicato ufficiale al termine della conferenza:
I Presidenti del Consiglio e i Ministri degli Affari esteri d'Italia e di Francia si sono incontrati a Santa Margherita Ligure il 12, 13 e 14 febbraio per esaminare i problemi di interesse comune per i due Paesi.
foto 6 Al Covo
(foto della raccolta Renato Dirodi)

E' questa dopo il marzo 1948 la terza conferenza tra i ministri degli Affari esteri italiani e francesi ai quali questa volta si sono uniti i presidenti del Consiglio. Questi incontri, che sono destinati a rinnovarsi per il futuro, dimostrano con il loro ripetersi l'intenzione dei due Paesi di coordinare periodicamente la loro politica nel quadro europeo e atlantico.
Continuando l'opera incominciata con le conferenze di Torino e di Cannes [20/12/1948], le cui conclusioni conservano per essi tutto il valore, i ministri hanno passato in rivista le principali questioni internazionali e lo stato dei rapporti italo-francesi.
In primo luogo hanno constatato che lo stato del mondo esige, da parte delle Nazioni occidentali, ed in particolare dei Paesi membri aderenti al Patto Atlantico, la salda risoluzione di una intima solidarietà, al fine di sventare ogni manovra tendente a disgregare l'unità atlantica. Convinti che per questa via soltanto potrà essere salvaguardata la pace, cui mantenimento è obbiettivo comune loro e dei loro alleati, hanno convenuto di adoperarsi a risolvere di comune accordo i problemi che si porranno nel quadro del Patto Atlantico per la riorganizzazione della difesa comune e per il riarmo comune che essi intendono perseguire con la massima energia.
Per quanto concerne l'esercito europeo, i ministri hanno constatato il considerevole interesse presentato dalla conferenza che sta per iniziarsi a Parigi. Senza ritardare l'applicazione delle misure previste per l'organizzazione della difesa nel quadro del Patto Atlantico, la felice conclusione di tale conferenza sarà una nuova tappa importante per la riorganizzazione dell'Europa. La realizzazione dell'Europa, nella quale la Germania democratica troverà il suo posto, costituisce infatti, nel pensiero dei ministri, uno degli obiettivi essenziali ed una delle direttive costanti della politica dei due governi, che vedono in essa il mezzo più sicuro per garantire la pace ed il progresso economico e sociale con l'elevazione del livello di vita delle popolazioni.
Essi hanno sottolineato che il Consiglio d'Europa non deve esitare a intraprendere nuove vie. Essi lavoreranno insieme per edificare progressivamente l'Europa, particolarmente grazie alla creazione di autorità specializzate nei diversi campi: carbone ed acciaio, agricoltura, trasporti, elettricità ecc.

foto 7 I ministri a tavola

I ministri sono stati unanimi nell'augurare che l'Italia, la quale ha tutti i requisiti previsti dallo Statuto dell'U.N.O. [United Nations Organization], sia ammessa all'organizzazione delle Nazioni Unite al più presto possibile, affinché le sia assicurato un posto che è giustificato tanto dal contributo che essa ha dato durante secoli alla civiltà occidentale, quanto dall'efficace assistenza che essa presta in tutti i campi all'opera comune.
Essi si sono reciprocamente comunicati i loro punti di vista sulle questioni che potranno porsi nel corso della prossima conferenza dei quattro ministri degli Affari esteri. A conclusione di questo esame delle questioni generali, i ministri hanno riconosciuto la necessità per i due Governi di rimanere in contatto per mezzo di scambi d'informazioni e di periodiche consultazioni.
Passando alle questioni più particolarmente italo-francesi, i ministri hanno constatato che il progetto di unione doganale tra l'Italia e la Francia, seppure non sia stato ancora approvato dai Parlamenti, ha già portato ad un notevole sviluppo degli scambi commerciali tra i due Paesi. Il commercio tra l'Unione Francese e l'Italia dal 1947 al 1950 è salito da 13 a 147 miliardi di lire con profitto di entrambe le nazioni. Ad esempio, per quanto concerne lo zolfo, così importante per la viticoltura francese, la Francia, che ne aveva ricevuto 26.000 tonnellate dall'Italia nel 1950, ne riceverà 60.000 nel 1951.
D'altra parte le relazioni tra le diverse categorie professionali si sono estese in misura considerevole secondo il parere dei ministri. Questa collaborazione fra i due Paesi, deve manifestarsi ad un tempo con una armonizzazione della loro politica economica, della esecuzione dei programmi di riarmo, della loro lotta contro l'inflazione e l'aumento dei prezzi e con la istituzione di continuate consultazioni tra di essi sulle questioni economiche.
Per quanto concerne le materie prime, essi hanno sottolineato in maniera del tutto particolare la loro comune premura che l'organizzazione internazionale delle materie prime, la quale è in corso di attuazione, entri in azione nel più breve termine e sia dotata dei poteri necessari per assicurare una equa ripartizione di tali prodotti tra tutti i Paesi interessati e per ricondurne i prezzi ad un livello ragionevole. Avendo passato in rassegna l'attività dell'O.E.C.E. [Organizzazione Europea di Cooperazione Economica] hanno convenuto di perseguire la loro stretta cooperazione per attuare i progetti che tendono alla creazione di più vasti mercati.

foto 8 Commiato tra De Gasperi e Pleven

I Ministri hanno esaminato i problemi posti dalla firma prossima del piano Schuman. In tale occasione hanno preso atto con soddisfazione della conclusione, nel corso della conferenza, di un accordo tra i due Governi per la fornitura di minerali di ferro africani alla siderurgia italiana.
Essi hanno esaminato un certo numero di questioni particolari, tra cui quelle che interessano le popolazioni di frontiera, ed hanno deciso di dare istruzioni alle amministrazioni interessate di accelerarne la soluzione. Hanno deciso che, trascorso un certo termine, tali questioni saranno sottoposte alla procedura di conciliazione in tutti i casi in cui tale ricorso è possibile. Hanno parimenti deciso di sollecitare la conclusione delle convenzioni generali (quali la convenzione di stabilimento, la convenzione consolare, ecc.), in corso di discussione.
Il problema dell'emigrazione italiana è stato esaminato. I Ministri francesi, consci della sua importanza e dell'interesse che la sua soluzione presenta egualmente per la Francia, si sono dichiarati pronti a facilitare tale soluzione, in tutta la misura del possibile sul piano internazionale ed a studiare le possibilità di regolarlo esistenti nel territorio metropolitano e nell'Unione Francese. Essi hanno presentato a tale proposito dei suggerimenti concreti in vista di istituire una collaborazione permanente ed organica. Tali suggerimenti saranno sottoposti prossimamente allo studio di esperti italiani e francesi.
Infine i Ministri hanno preso atto con soddisfazione del risultati positivi della recente riunione tenutasi a Parigi, della Commissione mista istituita dall'accordo culturale italo-francese e degli importanti progressi nello sviluppo degli scambi intellettuali ed artistici tra i due Paesi. Essi hanno il fermo proposito di sviluppare gli scambi tra le gioventù studentesche, operaie ed agricole delle due Nazioni.
L'atmosfera di cordialità e di fiducia che ha regnato nel corso della conferenza ha fornito una nuova prova del fatto che gli interessi e gli ideali dei due popoli non possono ormai essere soddisfatti che da una leale azione comune al servizio della democrazia, della libertà e della pace.

La delegazione francese riparte alle 17.30 col rapido Roma-Parigi, la delegazione italiana riparte alle 21.45.

Nel lasciare l'Italia Pleven invia un telegramma di ringraziamento al quale De Gasperi risponde «Grazie del messaggio così cordiale. Non ho bisogno di assicurarvi che il mio amico Sforza ed io condividiamo tutti i vostri sentimenti e le vostre speranze. Al momento di lasciare, a nostra volta, questa tranquilla Santa Margherita, il mio voto più profondo è quello che, quando una Europa organizzata e democratica sarà divenuta il baluardo più sicuro della pace e della libertà, i nostri successori ed i nostri figli si ricorderanno che abbiamo tutti e quattro lavorato qui lealmente e fraternamente per l'avvento di un mondo di pace e di democrazia. Inviamo a voi ed a Schuman i nostri auguri migliori e i nostri sentimenti di amicizia.»

La conferenza si è dunque conclusa nel migliore dei modi, ha costituito un importante passo in avanti sulla via della cooperazione europea e ha posto le basi per il Trattato di Parigi del 18 aprile 1951 che creerà la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA, alla quale aderiscono Italia, Francia, Germania federale e Benelux3): ideata da Schuman per garantire la libera circolazione e il libero accesso alle fonti di produzione di carbone e acciaio nel continente europeo.
Alla CECA seguiranno la Comunità economica europea (CEE, con il Trattato di Roma del 1957) e l'Unione europea (UE, con il Trattato di Maastricht del 1992).


1 Il 9 maggio 1950 il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman rilasciò una dichiarazione che proponeva un'istituzione sovranazionale che diventerà poi la CECA.
2 Nel suo "Lettera da Portofino" Antonio Nannicini rivela l'oggetto della richiesta: «Ho urgente bisogno dell'aiuto del Governo per potere costruire delle case dove poter alloggiare i portofinesi ancora sfollati».
3 Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo

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