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    Pezzi di storia

Friedrich Nietzsche a Santa Margherita

Scrive Nietzsche: «L'inverno seguente vissi in quel ridente seno di Rapallo, non lontano da Genova, che s'insinua fra Chiavari e il promontorio di Portofino. Ecce Homo La mia salute non era ottima; l'inverno, freddo e straordinariamente piovoso; un piccolo albergo posto immediatamente al mare - sicché la notte l'alta marea rendeva impossibile il dormire - era quasi in tutto e per tutto il contrario di ciò che si sarebbe potuto desiderare. Malgrado ciò, e quasi a dimostrare il mio asserto che ogni cosa decisiva nasce "malgrado" le circostanze, fu proprio in quest' inverno e in queste circostanze sfavorevoli che nacque il mio "Zarathustra". La mattina risalivo la splendida strada che va a Zoagli, lungo la pineta, dominando tutta l'immensità del mare; nel pomeriggio, quando la mia salute me lo permetteva, giravo tutto il golfo di Santa Margherita, fin dietro Portofino. Questo luogo e questo paesaggio sono diventati anche più cari al mio cuore per il grande amore che portò loro l'imperatore Federico III; nell'autunno 1886 ero, per caso, di nuovo su quella costa quand'egli visitò per l'ultima volta quel dimenticato angolo di felicità. Su queste due strade mi venne la prima idea di tutto il "Zarathustra" e sopratutto l'idea di Zarathustra come tipo; o, per meglio dire fu lui a prendermi di sorpresa…»
Il libro in cui scrive è "Ecce Homo", pubblicato in Italia nel 1909; il traduttore Aldo Oberdorfer" dice: «Il 15 ottobre 1888, dopo un periodo d'attività meravigliosa - in cui al "Caso Wagner" e al "Crepuscolo degli idoli" erano seguiti i "Ditirambi di Dioniso" e "L'Anticristo" e lo scritto polemico "Nietzsche contro Wagner" - Friedrich Nietzsche sentì il bisogno, improvviso ma non nuovo in lui, di raccontare a se e agli altri la sua vita… Il giorno stesso incominciò a scrivere; tre settimane dopo, il 4 novembre 1888, l'"Ecce homo" era compiuto.

Nietzsche Friedrich Nietzsche

Il 3 gennaio 1889 Friedrich Nietzsche impazziva a Torino, solo, quasi sconosciuto.

Friedrich Wilhelm Nietzsche, filosofo e poeta tedesco, nacque il 15 ottobre 1844 a Röcken, 20 km a sud-ovest di Lipsia. Nel 1849 muore il padre Karl Ludwig e la famiglia si trasferisce a Naumburg. A 21 anni si sposta a Lipsia per studiare filologia classica e nel 1869 è professore all'università di Basilea. Nel 1876 abbandona l'insegnamento per motivi di salute e viaggia per l'Europa alla ricerca di un clima adatto alle sue condizioni. Nel 1889 cade preda di una forma di follia (della quale avevano già sofferto il padre e il nonno) che lo accompagna fino alla morte, il 25 agosto 1900 a Weimar.
Nel suo peregrinare si trovò a suo agio in Italia, specie a Torino ("la più amata delle città italiane"); giunse per la prima volta a Genova nell'ottobre del 1876 ma si fermò solo pochi giorni: vi ritornò quattro anni dopo, poi ancora il 1 ottobre 1881 e il 18 novembre 1882. Si sistemò nella Riviera di Levante e a fine febbraio 1883 ritornò a Genova; nel 1886 soggiornò a Ruta e nell'aprile 1887 si tasferì nuovamente a Genova.
Il 3 gennaio 1889, a Torino, lo coglierà la follia; ricoverato prima in una clinica psichiatrica a Basilea, è poi trasferito nella casa materna a Naumburg e alterna momenti di lucidità e di incoscienza. Perde gradatamente la memoria ed è colpito da ictus. Nel 1897 la madre muore e Nietzsche si trasferisce con la sorella Elisabeth a Weimar, dove muore di polmonite.
A dispetto del suo convinto ateismo, parenti e amici lo seppelliscono con cerimonia religiosa nel cimitero di Röcken.

Negli ultimi due mesi dopo finita quest'opera - che, se non della pazzia prossima, risente spesso, nel pensiero e nell'espressione, d'una eccitazione estrema, morbosa - Nietzsche ne curava l'edizione tedesca, in non più di mille esemplari, che doveva riuscire tipograficamente elegantissima…»

Era giunto per la prima volta nel Tigullio nel 1882, proveniente dal lago d'Orta, dove ancora oggi si ricorda l'"Idillio di Orta" tra il filosofo trentottenne e una ragazza russa ventunenne che aveva rifiutato la sua proposta di matrimonio, Lou-Andreas Salomé; era depresso e aveva raggiunto la Riviera ligure.
Era già stato a Genova in diverse occasioni, attratto dal clima mite e del sole: proprio in quell'occasione aveva scoperto il significato del nome Zarathustra e scritto all'amico Peter Gast1 «Zarathustra… vuol dire stella d'oro. Questa scoperta mi rese beato. Si potrebbe supporre che tutta la concezione di questo mio libriccino abbia la sua radice in quella etimologia ma fino ad ora non ne sapevo nulla…».

Salomé Lou-Andreas Salomé

Il 24 novembre 1880 scrive alle sorelle da Genova: «Mie care, sto tentando ancora una volta di trovare un genere di vita che sia in armonia con me stesso, e credo che questa sia anche la via della guarigione; finora almeno, per ogni altra via, non ho fatto che rimetterci la salute. Voglio essere il mio medico, e per questo è necessario, nel mio caso, che io sia fedele a me stesso nel modo più assoluto, e che non presti più ascolto ad alcuna voce estranea. Non so dirvi quanto mi giovi la solitudine! Ma non crediate affatto che questo riduca il mio affetto per voi! Aiutatemi piuttosto a tenere segreto il mio ritiro: soltanto così potrò trarne vantaggio in tutti i sensi.»
Il Tigullio è ancora sconosciuto ai turisti, Nietzsche fa base a Rapallo della quale scrive «Ho passato l'inverno 1882-83 nella graziosa baia di Rapallo che taglia in curva la Riviera, non lontano da Genova, tra il promontorio di Portofino e di Chiavari.» e prosegue con quanto riportato in "Ecce Homo".

La vita sofferta, randagia e conflittuale di Friedrich Nietzsche è confermata nel suo rapporto con le donne, che non riuscirà mai a consolidare in un rapporto stabile. Primo esempio è la passione per Cosima2 Wagner.
Giovane professore ancora sconosciuto all'Università di Basilea, a ventiquattro anni conquista l'amicizia e la simpatia del 59enne Richard Wagner e frequenta la villa di quest'ultimo a Tribschen, sul Lago dei Quattro Cantoni nei pressi di Lucerna. Wagner vive con la trentenne moglie Cosima dopo che questa ha lasciato il precedente marito Hans von Bülow. E' il 1969 e tra Nietzsche e Cosima si instaura una corrispondenza platonica che si interrompe nell'estate del 1870, quando i Wagner si recano a Bayreuth: pare che Nietzche fosse arrivato al punto di porre a Cosima il dilemma "o con me o con Richard", ricevendo un rifiuto indignato. I rapporti si ruppero e nel febbraio 1882, quando a Genova Nietzsche apprese da un quotidiano della morte di Wagner a Venezia, scrisse una lettera di condoglianze a Cosima che rimase senza risposta.
Il ricordo di Cosima Wagner ci riconduce a Santa Margherita, della quale fu assidua frequentatrice insieme al figlio Sigfrido3. copertina

Così parlò Zarathustra, un libro per tutti e per nessuno (Also sprach Zarathustra, ein Buch für Alle und Keine) è una delle maggiori opere di Nietzsche, composta tra il 1883 e il 1884 e pubblicata nel 1891.
Racconta di Zarathustra, fondatore di una tradizione religiosa, figura centrale del mondo religioso iranico preislamico intorno alla fine del 2° millennio a.C.
Dopo dieci anni di meditazione solitaria torna tra gli uomini per diffondere le sue idee circa i valori, gli istinti e i rapporti umani.

Nel 1886 Friedrich Nietzsche capitò a Ruta, ne rimase affascinato e vi soggiornò da ottobre 1886 a marzo 1867, poi da febbraio a marzo 1888. Il 2 ottobre del 1886 scrive: «Non c'è dubbio che Portofino meriti di essere messo in musica» e informa «A circa 400 metri sul livello del mare, lungo la strada che conduce alla vetta di Portofino. Ruta Ligure, 10 ottobre 1886. Caro amico, un saluto da questo meraviglioso angolo di terra, dove la saprei più volentieri che a Monaco. S'immagini un'isola dell'arcipelago greco, capricciosamente sparsa di boschi e di monti, approdata per un caso alla terra ferma e senza ritorno. Senza dubbio qui c'è qualcosa di greco, ma anche, d'altra parte, qualcosa di piratesco, di inaspettato, di nascosto, di pericoloso. Infine, a una svolta solitaria, un tratto di pineta tropicale, che dà l'idea di essere lontani dall'Europa. Qualcosa di brasiliano, come mi dice un commensale che ha compiuto più di una volta il giro del mondo… All'Albergo d'Italia [attiguo all'Hotel Paradiso] (che ha camere squisitamente pulite, ma purtroppo una cucina italiana alla veneziana) vivo con cinque franchi al giorno, tutto compreso, anche il vino».

Ardito caricatura
(Pietro Ardito)

Nietzsche era un "eterno viandante", non ebbe mai una casa propria e il suo indirizzo era "fermo posta" o, come diceva lui, "ferma in posta". Nevrotico e insofferente, l'1 gennaio 1887 scrive all'amica Meta von Salis «In base alla mia esperienza di questo autunno devo raccomandarle… un soggiorno a Ruta (Albergo d'Italia, camere eccellenti): si tratta della piccola località sul tetto del promontorio, il quale si protende fino a Portofino. Lassù, con l'aria migliore, si scopre un paesaggio di roccia e di boschi che sembra un tratto dell'arcipelago greco. Il mondo più solitario che io abbia trovato finora: molto zarathustriano. Purtroppo due malriusciti tedeschi, là, sono stati la mia costante catena al piede, sì che anche quel luogo mi ha un po' amareggiato e disgustato».
Due anni dopo, la perdita della ragione.


1 Pseudonimo del compositore tedesco Heinrich Köselitz
2 Figlia del compositore Franz Liszt
3 Vedi gli articoli della Gazzetta "Le donne di Riccardo Wagner" del 1/9/2012 e "Perché Sigfrido Wagner non sposò Isadora Duncan" del 30/10/2013; fino alla sua morte a 93 anni, Cosima trascorse l'inverno e la primavera a Santa Margherita

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