Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Su e giù per Santa Margherita
di Susanna Canepa

[Riportiamo di seguito un ottimo esempio di pieghevole destinato ai turisti e realizzato nel 2005 con il finanziamento del Comune e del Gruppo Albergatori
Direzione scientifica: prof. Colette Dufour Bozzo; Testi e ricerca storica: arch. Susanna Canepa; Progetto grafico: arch. Anna Ciurlo e arch. Maria Teresa Facco; Fotografie: arch. Susanna Canepa e arch. Maria Teresa Facco]

A Santa Margherita - dove un eccezionale patrimonio naturalistico è stato preservato dalle alterazioni più gravi dell'espansione edilizia - sarà ancora possibile godere di paesaggi marini e collinari di suggestiva bellezza, percorrendo gli itinerari qui proposti. I sentieri, tutti di antica frequentazione, raccontano l'intera storia della città e di una collettività operosa e tenace. Quest'ultimo aspetto si intuisce nel ciclopico lavoro di terrazzamento dei terreni acclivi per sfruttare intensamente la coltura dell'ulivo, ma anche negli acciottolati delle vie che si inerpicano per i pendii. La secolare attività agricola è ancora percepibile nei dismessi frantoi e nei superstiti casolari rurali, che talvolta appaiono tra quelli - ormai ben più numerosi - trasformati in moderne villette. Una storia più remota si legge sulle dorsali collinari ove, dalle torri e dai castelli, i signori locali controllavano i traffici mercantili. La ricchezza di chi seppe trarre profitto dalle risorse di questo territorio, unitamente alla diffusa devozione popolare, è evidente nella committenza delle grandiose chiese, nella profusione di preziosi marmi e pregevoli dipinti. Altrettanto magniloquente è la magnificenza dei seicenteschi palazzi dell'aristocrazia genovese impegnata nei mercati finanziari europei, ma comunque interessata alle attività economiche locali. Alla ricca borghesia industriale dei primi decenni del Novecento si deve la realizzazione delle eleganti ville liberty e dei lussureggianti giardini. Al termine degli itinerari si potrà osservare che la localizzazione di torri, chiese, palazzi e il tessuto urbano obbediscono a un ben definito assetto originato dagli antichi percorsi di attraversamento del territorio, anch'essi parte di un patrimonio storico che accorte scelte politiche di tutela hanno tramandato.

Percorso rosso: il centro rosso 2

rosso 1 Piazza Caprera, via della Vittoria, via Giuncheto, salita San Giacomo, via III Novembre, via Manara, piazza Martiri della Libertà, via Pescino.
Tempo di percorrenza: 30 minuti.
L'itinerario attraversa il cuore della città, che andò sviluppandosi - presumibilmente in Età Medievale – intorno alla rete viaria di collegamento fra l'antico approdo (l'odierna piazza Martiri della Libertà) e i sentieri per Genova, Rapallo o l'Oltreappennino (salita San Giacomo, via Costasecca, via Romana, salita Banchi). Non a caso, nei tratti terminali di tali percorrenze sorgono torri, chiese e aristocratici palazzi a presidio del territorio, a guardia e controllo delle attività economiche e sociali.

  1. Basilica di Santa Margherita o Santuario di Nostra Signora della Rosa
    La Basilica di Santa Margherita fu ricostruita a partire dal 1657, per volere del cardinale Stefano Durazzo, su progetto di Giovanni Battista Ghisio, uno dei più significativi interpreti del Barocco ligure. L'edificio presenta un grandioso impianto basilicale a tre navate, impreziosito dalla ricchezza dei marmi, dei dipinti e degli stucchi.
  2. Sottoportico del civ. n 7 di piazza Caprera
    Il sottoportico del civ. n 7 di piazza Caprera è decorato da un raffinato graffito liberty realizzato nel 1928 da Giovanni Franceschetti, già autore degli affreschi delle sale di Villa Durazzo.
  3. Facciata dipinta del civ. n 8 di piazza Caprera
    L'edificio al civ. n 8 di piazza Caprera conserva ancora (marzo 2005) l'originale, delicata tinteggiatura e le decorazioni con effetti di trasparenza tipiche delle tecniche in uso fra fine Ottocento e i primi decenni del Novecento.
  4. Portale del parco di Villa Durazzo
    Il portale del parco di Villa Durazzo fu progettato nel 1921 da Giovanni Franceschetti per il nuovo proprietario dell'aristocratica dimora: Alfredo Chierichetti.
  5. Mulino-frantoio dei Durazzo oggi ristorante Il frantoio
    Nel 1660, una ruota ad acqua metteva in funzione il mulino-frantoio di Gerolamo Durazzo.
  6. Oratorio dell'Addolorata (sec. XVIII)
  7. Casa-torre Roisecco (sal. San Giacomo 1)
    La casa-torre di Margaritina Roisecco, documentata nel 1642, dominava l'antico approdo del borgo, il sentiero per Nozarego e il passo di Ruta.
  8. Parco e Villa Durazzo
    La magnifica casa con torre del doge Gio Luca Chiavari fu radicalmente ristrutturata e ampliata dal nipote Gio Luca Durazzo nel 1678. Egli volle una dimora simile a quelle progettate a Genova - più di un secolo prima - da Galeazzo Alessi. Il palazzo doveva esaltare il prestigio familiare e ospitare i banchieri delle fiere di cambio, che si svolgevano in Riviera fra Seicento e Settecento. Le sale conservano la quadreria dei principi Centurione, subentrati nel 1821 ai Durazzo nella proprietà del complesso monumentale. Un lussureggiante parco di pregiate essenze arboree impreziosisce l'antico edificio, oggi di proprietà comunale.
  9. Chiesa di San Giacomo
    All'anno 1600 risale la riedificazione della Chiesa di San Giacomo in più ampie dimensioni e con un nuovo orientamento. Nell'Ottocento avvenne la definitiva sistemazione della ricca decorazione con marmi policromi e affreschi, opera di Nicolò Barabino.
  10. Facciate dipinte di via III Novembre
    Gli ottocenteschi edifici che sorgono lungo la scenografica scalinata che porta alla Chiesa di San Giacomo sono decorati da motivi architettonici e figurativi di particolare pregio.
  11. Oratorio di Sant'Erasmo
    Il settecentesco Oratorio di Sant'Erasmo conserva, esposti all'interno, modellini di antiche navi come ex voto dei marinai.
  12. Chiesa dei Cappuccini
    La Chiesa e il Convento dei Cappuccini si devono al mecenatismo di Gio Luca Chiavari, che nel 1608 donò il terreno. Si susseguirono opere benefiche da parte dei Durazzo e dei Centurione. All'interno è conservata la statua di Maria Regina: un capolavoro del sec. XII.
  13. Portale del parco di Villa Durazzo
  14. Castello di Santa Margherita
  15. Pianoterra della casa-torre Roisecco, al civ. n 36 di piazza Martiri della Libertà
  16. Antiche case dell'ospedale, ai civv. nn 26, 28 di piazza Martiri della Libertà
  17. Colonna medievale di via Algeria 1
  18. Arredi della farmacia Internazionale
  19. Monumento a Vittorio Emanuele II
  20. Casa-torre Bertollo
  21. Arredi del bar Colombo
  22. Monumento a Cristoforo Colombo

Percorso blu: San Siro – Via Romana – San Lorenzo blu 2

blu 1 Quartiere di San Siro, via Romana, località San Lorenzo.
Tempo di percorrenza: 50 minuti.
Via Romana si diparte da corso Matteotti a poca distanza dalla Chiesa di San Siro per giungere in prossimità di quella di San Lorenzo. Qui la carrozzabile ha cancellato l'antico tracciato viario che proseguiva verso il passo di Ruta insieme alla direttrice di crinale proveniente dal ponte medievale di Rapallo, impropriamente detto di Annibale. Il toponimo della strada che sale da Santa Margherita evoca tempi remoti, ma occorre precisare che generalmente con l'aggettivo Romana si indicavano, nel Medioevo, i principali percorsi pubblici direzionati verso Roma. La via si inoltra lungo la pendice collinare in un paesaggio campestre fra muri a secco, uliveti e villette che hanno perduto i caratteri dell'edilizia rurale. In questo ambiente sorprende la presenza di due chiese dotate di numerose, pregevoli opere d'arte e corredate di ricchi marmi e stucchi dorati.

  1. Chiesa di San Siro
    Documenti del 1200 e del 1210 attestano l'esistenza rispettivamente della Chiesa di San Siro e di quella di San Lorenzo. L'intitolazione ai due santi più venerati a Genova in quell'epoca, testimonia l'avanzamento della giurisdizione della Chiesa genovese in un territorio soggetto all'Abbazia di San Fruttuoso. La classicheggiante, ottocentesca facciata si sovrappone a un fastoso interno barocco impreziosito da dipinti di rinomati maestri del Seicento genovese: Giovanni Battista Paggi (La Natività, circa 1600), Giovanni Andrea De Ferrari (San Biagio e due Santi Vescovi, circa 1630) e Valerio Castello (San Sebastiano, San Lorenzo e San Rocco, siglato e datato 1648).
  2. Chiesa di San Lorenzo della Costa
    Trasformata nel corso dei secoli da sostanziali rimaneggiamenti, la Chiesa di San Lorenzo conserva tracce dell'edificio medievale già menzionato in un testamento del 1191. Alla fine del sec. XV risale la Cappella di Sant'Andrea destinata a ospitare il Trittico di Bruges: un capolavoro commissionato da Andrea della Costa probabilmente a Hans Memling e terminato da un allievo. Un' altra pregevole opera è il Martirio di San Lorenzo attribuito a Luca Cambiaso e databile intorno al 1575.

Percorso azzurro: Piazza Martiri della Libertà – Torre di Cassagna – Nozarego - Lungomare azzurro 2

azzurro 1 Piazza Martiri della Libertà, salita San Giacomo, via Giovanni Pino, Torre di Cassagna, località Nozarego, via Madonnetta, via Maragliano, Lungomare.
Tempo di percorrenza: 1 ora e 45 minuti.
Nel Seicento, almeno tre torri sorgevano a controllo del sentiero che dall'approdo del borgo - oggi piazza Martiri della Libertà - saliva al passo di Ruta. La rilevanza di questa strategica strada doveva risalire a tempi anche più remoti giacché presso l'innesto con via Bavastro si trovava la chiesa medievale di San Giacomo di Castello, i cui ruderi erano ancora presenti, nel Settecento, sull'area accanto alla Villa Il Poggio, situata oggi al civ. n 15 in via Bellosguardo. Superata la casa-torre di Cassagna, recentemente tinteggiata a strisce bianche e grigie, si devia a sud fino alla Chiesa di Santa Maria in Nozarego. Proseguendo per la scalinata a valle della parrocchiale, la discesa si inoltra in un ambiente ancora intatto fra uliveti e dismessi frantoi.

  1. Casa-torre Roisecco (sal. San Giacomo 1)
    La casa-torre di Margaritina Roisecco, documentata nel 1642, dominava l'antico approdo del borgo, il sentiero per Nozarego e il passo di Ruta.
  2. Villa Durazzo
    La magnifica casa con torre del doge Gio Luca Chiavari fu radicalmente ristrutturata e ampliata dal nipote Gio Luca Durazzo nel 1678. Egli volle una dimora simile a quelle progettate a Genova - più di un secolo prima - da Galeazzo Alessi. Il palazzo doveva esaltare il prestigio familiare e ospitare i banchieri delle fiere di cambio, che si svolgevano in Riviera fra Seicento e Settecento. Le sale conservano la quadreria dei principi Centurione, subentrati nel 1821 ai Durazzo nella proprietà del complesso monumentale. Un lussureggiante parco di pregiate essenze arboree impreziosisce l'antico edificio, oggi di proprietà comunale.
  3. Casa-torre di Cassagna
    La denominazione di Torre di Cassagna compare in documenti del sec. XVIII mentre in un registro catastale del 1642 l'edificio risulta intestato a Margaritina Roisecco, già proprietaria di un'altra torre presso l'antico porto del borgo (vedi al n1).
  4. Chiesa di Santa Maria in Nozarego
    La Chiesa di Santa Maria in Nozarego, databile fra 1727 e 1730, è riconducibile a Gio Antonio Ricca junior – architetto tra i più interessanti interpreti del tardo Barocco ligure – che qui adottò una originale pianta a ottagono elissoidale. Un pregevole mosaico di ciottoli policromi decora la pavimentazione del sagrato, secondo un'antica tradizione ligure, affidata ad abilissimi artigiani.

Percorso verde: Banchi – Saltincielo – Costapiana – San Lorenzo – Nozarego - Porto verde 2

verde 1 Salita Banchi, località Saltincielo, Costapiana, San Lorenzo, Nozarego, porto.
Tempo di percorrenza: 4 ore. E' possibile ridurre la passeggiata scendendo per via Romana (A), o via Costasecca (B), o via Giovanni Pino (C).
L'itinerario compie il periplo delle colline che coronano la città offrendo spettacolari panorami del golfo. Nel tratto iniziale, il tragitto segue l'originario sentiero per Rapallo, ma al primo quadrivio si prosegue a nord per raggiungere il crinale e la località San Lorenzo. A est, invece, la dorsale collinare degrada verso il promontorio su cui sorge la Fortezza di Pagana, eretta nel 1625 per difendere la costa dai temuti sbarchi dei Franco-Piemontesi. Giacché il percorso dal forte al passo di Ruta doveva essere presidiato, non è escluso che le torri di alcune ville moderne inglobino salienti di origini seicentesche. L'esistenza di fortilizi, tuttavia potrebbe essere ben precedente dal momento che almeno uno - il Castello di Costapiana - è documentato nel 1395. E' appunto nel pianoro di Costapiana che si innestava la via proveniente dal ponte medievale di Rapallo: una struttura architettonica di particolare rilevanza per impegno costruttivo, al servizio, quindi, di una strada che doveva essere trafficata intensamente. Un'altra direttrice di antica frequentazione è il tratto che da San Lorenzo si dirige verso Nozarego e, in alternativa, anche al sovrastante valico da superare per raggiungere l'Abbazia di San Fruttuoso.

  1. Villa-torre o Casone
    La tradizione erudita assegna la prima proprietà del Casone alla famiglia Della Torre dei Conti Lavagna. La massiccia costruzione presenta una pianta quadrangolare molto irregolare e garitte che definiscono l'originale altezza del fortilizio, oggi rialzato.
  2. Casa-torre di San Gioacchino
    In un disegno del 1693 è rappresentato il complesso monumentale di San Gioacchino già corredato da torre. La cappella, ancora esistente all'interno dell'edificio, fu voluta nel 1613 dal padre somasco Andrea Contardo, che la dedicò ai Santi Anna e Gioacchino arricchendola di raffinati stucchi e di un dipinto di Giovanni Battista Paggi.
  3. Chiesa di San Lorenzo della Costa
    Trasformata nel corso dei secoli da sostanziali rimaneggiamenti, la Chiesa di San Lorenzo conserva tracce dell'edificio medievale già menzionato in un testamento del 1191. Alla fine del sec. XV risale la Cappella di Sant'Andrea destinata a ospitare il Trittico di Bruges: un capolavoro commissionato da Andrea della Costa probabilmente a Hans Memling e terminato da un allievo. Un'altra pregevole opera è il Martirio di San Lorenzo attribuito a Luca Cambiaso (circa 1575).
  4. Chiesa di Santa Maria in Nozarego
    La Chiesa di Santa Maria in Nozarego, databile fra 1727 e 1730, è riconducibile a Gio Antonio Ricca junior – architetto tra i più interessanti interpreti del tardo Barocco ligure - che qui adottò un'originale pianta a ottagono ellissoidale. Un mosaico di ciottoli policromi decora la pavimentazione del sagrato, secondo un'antica tradizione ligure, affidata ad abilissimi artigiani.
  5. Cappella della Madonna della Neve
    La Cappella della Madonna della Neve presenta la caratteristica tipologia degli edifici religiosi che sorsero, nel Seicento, lungo i percorsi processionali. Nel Settecento rientrava tra le vaste proprietà della famiglia Costa, che in tempi più remoti fece parte della consorteria (alleanza di famiglie) dei Fieschi.

Percorso giallo: Porto – Salita Montebello – Nozarego – Gave – Rivo dell'Acqua Viva – Paraggi – Cervara - Porto giallo 2

giallo 1 Porto, salita Montebello, località Nozarego, Gave, Rivo dell'Acquaviva, Paraggi, Cervara, porto.
Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti.
E' possibile ridurre la passeggiata scendendo per il sentiero che affianca la Cappella delle Gave. Nelle immediate vicinanze del molo portuale, prende l'avvio salita Montebello che, proseguendo, diventa uno dei più spettacolari itinerari costieri del Monte di Portofino. Oltrepassata la Cappella della Madonna della Neve, una deviazione a sud, che si stacca poco più a monte, conduce a un pianoro dove, tra gli arbusti di macchia mediterranea, appare una suggestiva visione del golfo e dell'Abbazia della Cervara. Un boschetto di lecci preannuncia la Cappella di San Gerolamo delle Gave e un incrocio di sentieri. Scegliendo la salita si raggiunge la Cappella di Sant'Anna e il mulino-frantoio del Gassetta. Poco oltre si scende a Paraggi per l'ombrosa valletta dell'Acquaviva. Qui, già in tempi remoti, era in funzione una serie di mulini di cui restano alcuni ruderi. Giunti sul litorale, costeggiando l'incantevole baia si prosegue lungo il passaggio sospeso sul mare, in direzione di Santa Margherita. Dopo un breve tratto, si potrà salire all'Abbazia di San Gerolamo della Cervara, ora proprietà di privati e aperta solo in giorni e orari prestabiliti. Dall'assetto stradale sarà comunque possibile vedere la monumentale e cinquecentesca torre edificata in una località che i monaci a buon titolo denominavano il paradiso.

  1. Villa Luxardo
    Villa Luxardo ricalca lo stile dei castelletti neo-gotici veneziani, in voga a metà Ottocento in Inghilterra.
  2. Cappella della Madonna della Neve
  3. Cappella di San Gerolamo alle Gave
    Le cappelle campestri, come quelle della Madonna della Neve e di San Gerolamo, sono tipiche del sec. XVII e sorgevano, generalmente, su percorsi processionali. La prima, già nel Settecento risulta di proprietà della famiglia Costa; la seconda era pertinenza dell'omonima, sottostante Abbazia della Cervara.
  4. Mulino del Gassetta
    Il mulino del Gassetta conserva ancora gli antichi ingranaggi e gli strumenti di macinazione.
  5. Castello di Paraggi
    L'originaria torre a pianta quadrata, su base scarpata con garitte angolari del Castello di Paraggi, risale al 1625, quando la Repubblica di Genova riorganizzò la difesa delle coste minacciate dai Franco-Piemontesi. Nel 1890, ormai di proprietà privata, fu sopraelevata e ristrutturata.
  6. Abbazia di San Gerolamo della Cervara
    Il monastero benedettino di San Gerolamo della Cervara fu fondato nel 1361 e ampliato nel sec. XVI con l'edificazione del chiostro e della torre. Quest'ultima è tipologicamente e dimensionalmente analoga alla Torre Doria di San Fruttuoso; se a ciò si aggiunge la contemporaneità di costruzione, si può supporre l'intervento dello stesso architetto: Giovanni Ponzello. Alla famiglia Sauli si deve la ricostruzione del coro della chiesa nel sec. XVII e la committenza del polittico con La Madonna e Santi di Gerard David, oggi in parte conservato al Museo di Palazzo Bianco in Genova. Il cenobio fu soppresso nel 1798 e, dopo alterne vicende di recupero e abbandono, nel 1937 fu definitivamente acquistato da privati.
  7. Covo di Nord-Est
    Nel Settecento la località apparteneva ai Durazzo; nell'Ottocento subentrarono i principi Centurione e successivamente i Costa, che a fine secolo vendettero la proprietà al barone Franchetti. Egli non riuscì a portare a compimento la sua villa con teatro, i cui ruderi furono trasformati in locale notturno negli Anni Trenta del Novecento.

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