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    Pezzi di storia

V.F.G.A.

Probabilmente alcuni si sono già imbattuti in questo acronimo derivato da Votum Fecit, Gratiam Accepit, un'espressione latina che significa "Fece un voto e immagine 4 ottenne la grazia".
In un suo libro del 1941 intitolato "L'epoca eroica della vela" Giovanni Bono Ferrari scrive:
«I vecchi navigatori ed i rudi marinai dell'epoca lontana della vela, quando si trovavano in un frangente, facevano un voto a Dio o alla dolce Madonnina venerata nelle Chiese dei bianchi paesini nostrani. E quando dopo dello scampato pericolo arrivavano a porto, la prima cosa che facevano, ancor prima di abbracciare la moglie ed i figliuoli, era di recarsi con tutto l'equipaggio, in umiltà e a piedi scalzi, a ringraziare Iddio, in uno di quei suggestivi Santuari di cui è così ricca la nostra benedetta terra di Liguria.
E portavano un quadro, l'ex-voto, in un cantuccio del quale il Capitano stesso aveva inciso quattro iniziali: V.F.G.A.
Che nella lor brevità volevano significare: Voto - Fatto - Grazia - Avuta.» immagine 2

L'acronimo indica dunque un ex voto (altra espressione latina per significare "a seguito di un voto"), un oggetto donato a una divinità alla quale ci si è rivolti in un momento di bisogno.
Sono molte le religioni nelle quali i credenti ricambiano le richieste esaudite con oggetti particolari, a volte anche di valore; la pratica di donare oggetti di svariata natura come segno di riconoscenza ha origini molto antiche che risalgono ai culti precristiani.
Si tratta di una pratica ancora diffusa, della quale si trova testimonianza in molte chiese, composta soprattutto da collezioni di piccoli dipinti, testimonianza di religiosità e arte popolare. Il voto può essere di due tipi: semplice o condizionato. Il primo prevede che l'azione promessa sia svolta quando si è ricevuto un beneficio; il secondo è una specie di "contratto" con la divinità fatto in caso di necessità: pericolo mortale, guerra, carestia, malattia, … immagine 3

Gli ex voto sono realizzati con materiali diversi, spesso in argento, ma quelli più interessanti sono gli ex voto dipinti: oltre a esprimere gioie e dolori, queste opere rappresentano un documento storico degli strumenti di lavoro e dei modi di vivere dei tempi passati.
Dapprima realizzati su tavolette in legno, con il trascorere dei secoli i pittori hanno diversificato i supporti utilizzando anche la fotografia: in linea di massima tuttavia le caratteristiche non cambiano. Negli angoli alti, sinistro e destro, compaiono le figure di Dio, dei santi, della Madonna, attorniati da un'aura luminosa e alcune nuvolette; il resto è occupato dalla scena umana oggetto del voto fatto e della grazia ricevuta.
La pittura votiva è in genere realizzata da persone prive di conoscenze e regole di pittura, che producono un'opera naif su supporti spesso ricavati da scarti della lavorazione del legno raccolti presso i laboratori dei falegnami: la rappresentazione, pur ingenua e di maniera, è tuttavia aderente alla realtà dei fatti.

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