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    Pezzi di storia

Francesco Domenico Costa, Amalia Vago e la Biblioteca

Inizio '800: un margheritese, come molti altri suoi connazionali, emigra in Uruguay. Si chiama Francesco Costa ed è figlio di Gerolamo, un veterano di Napoleone.

tomba La tomba dei Costa nel cimitero di Santa Margherita Ligure. Da destra: Francesco Domenico, il padre Francesco, la madre Anna Macera, il fratello Carlo

A Montevideo apre una piccola bottega di cordami e candele che, grazie al suo lavoro e a un'economia nazionale in espansione, diventa un magazzino redditizio che gli consente di ritornare in Liguria con un discreto capitale. Il primogenito del suo matrimonio con Anna Macera è Francesco Domenico, nato a Montevideo nel 1842, che tuttavia compie i suoi studi in Italia. Ritorna a Montevideo nel 1860, ma non prosegue l'attività paterna e preferisce dedicarsi a iniziative imprenditoriali nel campo armatoriale e industriale. Nel 1882 rientra in Italia e si stabilisce a Genova dove prosegue un'intensa attività in molteplici attività economiche (tra le altre la "Società Ligure Toscana di Elettricità", la "Soc. Italiana per Conduttori Elettrici Isolati" - S.I.C.E., la "Soc. Anonima di Elettricità Fulgor" per la produzione di lampadine e impianti elettrici, la "Nuova Cooperativa Case - Società Anonima Cooperativa per Acquisti e Costruzioni" con succursali a Roma e Napoli e attività di costruzioni a Roma, Napoli, Torino, Carrara, Lucca e Milano).

La biblioteca Costa è ricca di circa 20.000 volumi: tra essi alcune opere di grande pregio come il primo «Dictionnaire Raisonné des Sciences» e l'opera ormai rara del Litta sulle famiglie nobili italiane.

(dal "Catalogo dei Manoscritti" a cura di Maria Teresa Campana, 1998)
Il Fondo Antico è diviso in otto sezioni: letteratura italiana, letterature classiche e straniere, storia italiana, storia ligure, storia americana (Sud-America e storia colombiana), storia francese (Rivoluzione – storia napoleonica e Impero), consultazione, dizionari ed enciclopedie. Ogni sezione comprende le opere fondamentali relative alla materia sino al primo decennio del nostro secolo. Particolarmente rilevante è la Sezione di storia ligure che comprende 20 volumi di statuti e raccolte di leggi dei secoli XV, XVI, XVII, opere antiche di storia civile e religiosa, biografie, poesie in vernacolo ed una numerosa raccolta di libri stampati a Genova a documentazione dell'arte tipografica genovese: oltre 6000 opuscoli, attinenti a diversi soggetti sempre in relazione a Genova e Liguria, completano, in qualche modo, la sezione di storia ligure delle opere principali. A questa raccolta appartengono 306 manoscritti ed 11 incunaboli3, tra i quali un esemplare della celebre Summa pisanellae (primo libro stampato a Genova nel 1474 da Matteo Moravo di Olomouc); alcuni portolani4, circa 200 cinquecentine5.

Francesco Domenico, sposato con Angela Staricco, era amante della cultura, collezionista di libri antichi e di pregiate edizioni raccolte sia in Italia che all'estero: realizzò un'importante biblioteca privata e chiese che, alla sua morte, quel patrimonio librario non andasse disperso.
La morte sopraggiunse nel 1936 e la figlia Letizia Costa Furlanelli si pose il problema di eseguire la volontà del padre e nel 1939 regalò al Comune di S. Margherita Ligure l'intera biblioteca.

tomba Amalia Vago


Proprio in quegli anni si sta istituendo a Santa Margherita la Biblioteca Comunale, voluta dagli abitanti che contribuiscono alla sua formazione con doni di libri e di denaro.
Per una fortunata coincidenza, nel 1939 "entra in gioco" Amalia Vago.
Nata a Venezia il 23 febbraio 1886, si laurea in lettere all'Università di Padova e dal 1910 ne diventa sottobibliotecaria; durante la Prima Guerra Mondiale, infermiera della Croce Rossa, cura la fornitura di libri ai militari. Lavora successivamente alla Biblioteca Nazionale di Torino e all'Estense di Modena; nel 1924, copertina trasferita alla Biblioteca Nazionale Braidense1 di Milano, svolge soprattutto il ruolo di ispettrice della Soprintendenza bibliografica per la Lombardia. Nel 1936, promossa bibliotecario capo, rifiuta la direzione della Biblioteca universitaria di Pavia per motivi di salute; gli stessi problemi di salute che la portano al collocamento a riposo e al trasferimento a Santa Margherita, accompagnata dal fratello Achille.
Ecco quindi che le storie di Francesco Domenico Costa e di Amalia Vago convergono.
La spinta del Soprintendente bibliografico per la Liguria Pietro Nurra, l'attivismo di Amalia e la donazione "Costa" portano all'apertura, nell'ottobre 1941, della Biblioteca; a dirigerla sarà per oltre vent'anni Amalia Vago. Come segno di riconoscenza la Biblioteca si chiama «Biblioteca Comunale Francesco Domenico Costa»; la sistemazione è nei locali del palazzo delle Opere Pie, in Corso Elia Rainusso (oggi Pii Istituti, palazzo della Provvidenza).
Negli anni cinquanta la dott.a Vago donò alla Bilioteca i libri per istituire una sezione moderna (chiamata inizialmente "Sezione circolante"); donò anche la villa di sua proprietà come sede più adatta, inaugurata il 22 aprile 1958 (è la sede attuale).

biblioteca La villa sede della Biblioteca


Amalia Vago fu poetessa, ma soprattutto cultrice di letteratura italiana e tedesca: tradusse Goethe (Liriche scelte nel 1932) e Heine (Antologia lirica nel 1934) e collaborò a numerose riviste letterarie.
Nel 1959 fu insignita dal Presidente della Repubblica della Medaglia d'oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte e dal 1976 fu socio benemerito dell'Accademia ligure di scienze e lettere.
Diresse il Circolo Culturale "Amici di Santa Margherita Ligure" dal 1947 al 1968 dove organizzò numerose conferenze e manifestazioni culturali, rimanendo poi presidente onorario.
Morì l'8 settembre 1979.

La villa sede della Biblioteca, in via Cervetti Vignolo, fu completamente ristrutturata tra il 1985 e il 19902 e comprende due fondi librari distinti, con carattere e finalità diverse: il fondo moderno dedicato ad "Achille e Amalia Vago" e il fondo antico intitolato a "Francesco Domenico Costa".


1 Aggettivo derivato dal Palazzo di Brera.
2 Dopo essere stata temporaneamente spostata presso le scuole medie.
3 Libri anteriori al 1500 e cioè prime edizioni a stampa comprese nel breve arco di tempo che va dal 1460 al 1499.
4 Antica carta marina, che indicava essenzialmente la posizione dei porti sulle coste. I più antichi portolani furono usati dai Greci e dai Romani, grande diffusione ebbero nel Medioevo fra i navigatori genovesi, veneziani, spagnoli, portoghesi e arabi.
5 Edizioni appartenenti al XVI secolo [libri stampati nel '500].

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