Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Santa Margherita Ligure (2/3)
di Gio. Bono Ferrari

tratto dal libro "L'epoca eroica della vela" di Gio. Bono Ferrari, 1941

(precedente)

La fiorita e cortese Santa Margherita, la città che tanti stranieri ricordano per la bellezza del suo cielo, per i suoi panorami e per le incantate trine che le sue donne - popolane e dame - sanno così ben creare a punto spola, armelletta, punto margheritese e punto a otto file, ebbe anche buona e intraprendente marineria. Ed foto armatori di navi. Uno, forse il suo più grande armatore, fu il Cap. Francesco Brizzolese. Le sue notizie le abbiamo trovate a Boccadasse, ove aveva fondato famiglia. Nacque nel 1790 circa. Verso il 1805 suo padre, che era navigatore e cercatore di corallo, si stabilì a Malta per motivi di traffici. Il figlio, preso dalla passione del mare, volle studiar nautica. Promosso Capitano, comandò uno «sciabecco»1 proprio, per i viaggi di Candia e Cipro. Verso il 1817, altri dicono verso il 1820, Cap. Francesco Brizzolese ritornò in patria. Possedeva allora un grande «sciabecco» ed una «carraca»2 amata con cannoni, una specie di grossa «scuna» con castello di poppa molto alto. Questi due barchi li dedicò ai traffici della Spagna e del Portogallo, riservandosi lui il comando di una grande «bombarda»3, acquistata a Saint Tropez, con la quale attendeva ai viaggi dell'Arcipelago. Uomo coltissimo, d'educazione classica, sapeva latino, greco, francese, inglese e spagnuolo. Dominava inoltre alla perfezione il «levantino», quel dialetto strano che si parlava in tutti i porti del Levante e ch'era composto di greco, di turco e di idioma «franco».
A Boccadasse si racconta che Cap. Brizzolese, grazie alle sue tante amicizie nelle isole dell'Arcipelago ed alla profonda conoscenza degli usi e costumi orientali, fosse dai pirati levantini temuto, rispettato e onorato. E se qualche volta si scontrava con quei legni da predoni del mare, invece di essere assalito veniva rispettosamente salutato e scortato fin oltre la zona degli agguati. A detta dei vecchi nostromi di Boccadasse, Cap. Brizzolese possedette ed armò una vera flottiglia di bastimenti. Con precisione ricordano: sciabecco «Hamidié», carraca «S. Margherita», sciabecco «Vanguard», bombarda «La Pace», brick4 «Brizzolese F.».
Questo armatore visse, si può dire, tutto il ciclo velico del 1800. L'epoca eroica della vela. Perché si spense a Boccadasse l'anno dopo Lissa5. Ma prima di morire, ormai ottuagenario, aveva voluto varare un altro grande bastimento per le navigazioni oceaniche: lo ship «Nuovo Brizzolese F.», che fu poi venduto all'armatore camogliese Cap. Senno Prospero fu Nicolò.
Altri armatori degni di ricordo sono il Cap. Cristoforo Gazzolo; Cap. Bozzo, che possedette la bombarda «Geronima»; Cap. Dezerega, che aveva il «San Giacomo»; il casato dei Costa fu Francesco, chiamato anche il Costa di Saint Thomé6, perché prima del 1850 aveva fondato laggiù delle aziende e delle piantagioni da caffè, e che armò dei buoni brick e dei ship's come il «Papà Costa», il «Livia», il «Francesco», la «Zelinda» e lo «Jackmel», alcuni dei quali adibiti ai traffici delle Antille. E l'altro buon casato del Nicola Costa e figli, quello che aveva dei fondachi di commercio e piantagioni di caffè a Puerto Rico7 e case di importazione a Livorno e al porto franco di Genova, e che aveva armato per i viaggi del caffè lo ship «Carmagnola», lo ship «Nicola Costa» ed il «Rosa Costa», un brigantino-goletta costruito a Ravenna verso il 1870. E poi ancora il buono e valoroso Cap. Angelo Rainusso, quello stesso che il 25 dicembre 1859 salvava, con un atto di valore temerario, tutto l'equipaggio di una «scuna» naufragata al largo di Santa Margherita, guadagnandosi la medaglia d'argento al valore di marina. (Cap. Rainusso ebbe a compagni di ardimento, in quel salvataggio, il Cap. Costa Carmagnola, anch'egli insignito della medaglia d'argento, e un valoroso nostromo, Fontana, che si ebbe la medaglia di bronzo).
Un altro uomo intraprendente, Filippo Rainusso, figura di primo piano della Santa Margherita del sec. XIX, fu l'armatore di grandi «ship» per la navigazione dei Capi8. Di lui si ricordano i seguenti bastimenti di «mar afuera»9: ship «Santa Margherita», ship «Luigia Rainusso», ship «Filippo Rainusso», e la bellissima «Santa Caterina R.», quella che di ritorno dal Nord-America si capovolgeva in Atlantico, con perdita di parte dell'equipaggio. Poscia una modesta, ma bellissima figura di vecchio navigatore della vela: il Cap. Eugenio Cichero, che dopo d'aver comandato per tanti anni dei bastimenti d'alto mare, fu l'armatore e Capitano del «Santa Rosa».
Gli ultimi bastimenti di S. Margherita
Santa Margherita - Ship – Armat. Filippo Rainusso.
Affondò nel Mare del Nord, nel 1890, speronato da un vapore inglese. I Capitani di fiducia di Filippo Rainusso e che a turno comandarono i quattro ship furono Cap. Luigi Costa di Santa Margherita, Casaccia di Varzze, Domenico Davegno e Sanguineti di Portofino e Cap. P. Olivari di Camogli.
S. Caterina Rainusso - Ship - Armat. Filippo Rainusso.
Prima era chiamato «Coquimbo». Affondò in Atlantico, proveniente dal Nord-America con carico di legname. Perì parte dell'equipaggio.
Nuova Santa Rosa - B. G.10 - Armat. Cap. Eugenio Cichero.
Traffici di Sardegna e Candia.
Rondanina - B. G. - Armatori vari caratisti11 di Santa Margherita.
Manuel Prats - Brig. - Armat. Francesco Costa e Figli.
Viaggi del caffè.
Il Padre - Ship - Armat. Cap. Cristoforo Gazzolo.
Thomas Tolosa - B. G. - Armat. Francesco Costa e Figli.
Viaggi del caffè.
San Giacomo - B. G. - Armat. Cap. De Zerega.
Galatea - Ship - Armatori vari caratisti.
Rainusso - Ship - Armat. Cap. A. Rainusso.
Santa Rosa - Scuna - Armat. Cap. Eugenio Cichero
Luigia Rainusso - Ship - Armat. Filippo Rainusso.
Filippo Rainusso - Ship - Armat. Filippo Rainusso.

Di antichi Capitani ed armatori di bastimenti per la navigazione del Mediterraneo si ricordano: Carlevaro Agostino; Bozzo Luigi e un suo fratello; Angelo Costaguta; Roisecco e Gimelli, antichi armatori di tonnare e che erano «caratisti» di vari bastimenti dedicati ai traffici della Sardegna; un Cap. Costa, che portava in Francia, con un suo veliero, il «Padre», quegli apprezzati cordami che le maestranze di Santa Margherita sapevano così egregiamente fabbricare, valendosi della «lisca» raccolta sul monte di Portofino; Costa Benedetto; Piras Donato; G. Cichero; A. De Zerega; Schiaffino; G. B. Tavolara; Angelo Rainusso; Giovanni Giovo; Francesco Agrifoglio; Brondi G. Batta; Carlevaro Michele; Luigi Caprile; Costa Salvatore; Favale Luigi; Castagneto; Piloto; D'Aste; Figallo; Favale Gio. Batta, della Corte; Cap. Giacomo Bardi; Cap. Caparro Nicolò. E un Gerolamo Giudice di Giuseppe, nato il 25 febbraio 1804 che già verso il 1840 andava con il suo bastimento a mercatare tessuti nei porti della Toscana, Sardegna, Corsica e Provenza. Più tardi si spinse a smerciare tessuti sulle coste dell'Africa e su quelle del Brasile.
Degli ultimi Capitani dell'epoca della vela, di quelli che arrivarono a comandare bastimenti per la navigazione oltre gli Stretti, si ricordano: Francesco Barbuglia; Sanguineti; G. B. Costa; Agostino Carlevaro; Luigi Costa; D'Aste Bartolomeo; Francesco Costa; Rainusso; Giac. Schiaffino; Razeto Emanuele; G. B. Olivari; Cristoforo Gazzolo; De Zerega Stefano; Figallo Emanuele ed Eugenio Cichero.

L'industria del mare e dell'armamento velico seguitò con alterna fortuna fin verso il 1890, l'anno in cui un altro bel ship di Filippo Rainusso, quello che portava il nome gentile e propiziatorio della cittadina, il «Santa Margherita», si inabissava nel Mare del Nord, causa collisione con un vapore inglese.
In quell'epoca le bianche e candide vele degli alcioni del mare principiarono a diradarsi. Il porto non vide più i grandi ship's dalle maestose alberate. Ma soltanto dei brick e delle scune per la navigazione di Maremma. I cantieri, rimasti silenziosi e privi di ordinazioni, cedettero il posto ai giardini.
Allora Santa Margherita - una delle perle del Tigullio - si ammantò di verde, di fiori, di palme e di oleandri.
E si fece bella.

(continua)


1 bastimento con tre alberi verticali o leggermente inclinati con vela latina
2 caracca, nave grossa dai fianchi rotondi, con due o tre alberi (trinchetto e maestra a vele quadre, mezzana a vela latina); l'ammiraglia di Cristoforo Colombo, "Santa Maria", era una caracca ("Niña" e "Pinta" erano caravelle)
3 veliero che al posto dell'albero di trinchetto montava una bombarda (oppure disponeva di ampio spazio per il carico); con due alberi (maestra a vele quadre, mezzana a vela aurica)
4 nave a due alberi a vele quadre (nella marina militare si chiama "corvetta")
5 isola dell'Adriatico in cui si svolse uno scontro tra Marina italiana e austriaca il 20 luglio 1866
6 isola dell'oceano Atlantico nel golfo di Guinea, Africa centro-occidentale
7 isola caraibica
8 Capo Horn, Capo di Buona Speranza, …
9 alto mare
10 brigantino-goletta
11 comproprietario

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