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Bonna Parolla - Il portolano sacro genovese

"Bonn-e parolle", "le buone parole" traduce il "Vocabolario genovese-italiano" di Giovanni Casaccia del 1851: una traduzione che acquista un particolare significato tempesta 1 se si considera che lo stesso vocabolario indica "bonn-a" come «Chicca. Voce puerile, colla quale i fanciulli intendono frutto, ciambelle e cose simili». Per i naviganti medievali, infatti, Bonna Parolla era una litania consolatoria, una preghiera rivolta a Dio, santi e beati per invocare il loro aiuto durante la navigazione.
Una litania particolare, perché sviluppata secondo uno specifico itinerario geografico che giustifica la sua interpretazione come portolano sacro.

Il "Vocabolario di marina" che Simone Stratico ha pubblicato nel 1813 riporta alla voce portolano «Così sono intitolati alcuni libri di pilotaggio, i quali contengono carte marine, vedute delle coste, osservazioni sopra le ore delle maree, sulle rotte da seguirsi, sui pericoli da schivare nei porti, ne' sorgitori e nelle stazioni, e molte altre cognizioni necessarie ai marini per navigare in certi paraggi.»
La litania Bonna Parolla elenca le persone della Trinità, gli strumenti della Passione, i santi maggiori, poi traccia un itinerario che tocca 133 santuari (soprattutto marittimi) in ordine topografico, con partenza dal Santo Sepolcro e prime tappe nelle chiese di origine cristiana: Palestina, Siria, Egitto, Cipro, Egeo… tempesta 2
E' comprensibile la ricerca dell'intervento dei Santi attraverso rituali propiziatori, da parte dei marinai esposti ai pericoli del mare: la litania richiama litorali, capi, monti, isole, chiese visitate o solo intraviste, mete di pellegrinaggio. Luoghi riconoscibili anche da lontano e nella tempesta, che segnalano i pericoli e permettono di calcolare le distanze e di fare il punto, indicano gli ormeggi e gli accessi ai porti.
La Bonna Parolla è spesso una preghiera da pardie, recitata per benedire la partenza, non solo in angustiis, nel momento del pericolo: ogni verso incomincia con Dee n'aye ("Dio ci aiuti") seguito dal nome del santo. La sua pratica orale è testimoniata a partire dal 1351 (nominata dagli scriba genovesi come bonum verbum), ma la sua redazione si colloca tra il 1490 e il 1503: l'unico manoscritto tramandato (Sancte parole) risale a un codice del tardo XV secolo ed è conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze. L'esemplare genovese (Bonna Parolla, leggermente diverso dal precedente) è stato trovato una decina di anni fa dalla paleografa Valentina Ruzzin presso l'Archivio di Stato di Genova.
Il documento è scritto ordinatamente, con alcune correzioni, in cinque colonne su un bifoglio filigranato di secondo utilizzo. L'esortazione iniziale è:
† Yesus.
Ostae su, varendomi, e diremo la bonna parolla da pardie, che Deo ne fassa salvi.
(Funi su, valentuomini, e diciamo la buona parola per partire, perché Dio ci faccia salvi)


L'itinerario sacro inizia nel Medio Oriente e tocca ovviamente le colonie genovesi e le tradizionali rotte commerciali, tocca Sicilia, Campania, Lazio, Corsica, Toscana e giunge in Liguria.
Ricordiamo alcune tappe che ci riguardano da vicino:
Dee n'aye e Sam Miche de Porto Fim, la chiesa di San Michele Arcangelo a San Michele di Pagana;
Dee n'aye e Sata Margarita de lo Cana de Rapalo, la nostra chiesa di Santa Margherita;
Dee n'aye e Sam Frutuozo de Co de Monte, la badia benedettina di San Fruttuoso;
Dee n'aye e Sam Nicolo de Ca de Monte yterum, la chiesa di San Nicolò di Punta Chiappa.
Superata la Liguria il portolano prosegue lungo le coste francesi, spagnole, inglesi e fiamminghe.
Non manca, ovviamente, l'invocazione a Sant'Erasmo (S. Erasmo di Formia, noto anche come S. Elmo, Santo Eramo, San Teramo), protettore dei marinai:
Dee n'aye e lo acorreo m[ese] Sam Theramo

La litania si chiude chiedendo a Dio di aver cura di loro, scacciare le avversità e condurre la nave in porto:
Deus, qui transtulisti patres nostros per mare Rubrum et tranversisti eos per aquam nimiam, laudem tui nominis decantantes, te supliciter deprecamur ut navem istam cum omnibus famulis tuis, repulsis adversitatibus, ad portum salute optabili cursuque tranquilo tuearis, per Cristum dominum nostrum.
Concede, quesumus, Domine, noctem quietam, mare tranquilum, ventum securum, et benedictio tua sit super nos semper. Amen.


Concedici, ti supplichiamo, o Signore, una notte tranquilla, un mare calmo, un vento sicuro, e che la tua benedizione sia sempre su di noi. Amen.

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