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    Pezzi di storia

Pippo, l'aeroplano notturno

Arrivava all'ora di cena, quasi tutti i giorni e in tutta l'Italia centro-settentrionale: era annunciato dal suo rombo inconfondibile e spesso costituiva un appuntamento dopo il quale i bambini si coricavano.

Bristol Bristol Beaufighter

Era la fine del 1943: il 9 luglio le truppe anglo-americane erano sbarcate in Sicilia1 e il 9 settembre, subito dopo la firma dell'armistizio, ci fu un altro sbarco a Salerno2. Le truppe tedesche occuparono la penisola e il 13 ottobre l'Italia entrò in guerra, al fianco degli Alleati, contro la Germania.
L'Italia era divisa in due: al sud il Governo di Badoglio, al nord la Repubblica Sociale di Mussolini sotto il controllo tedesco. Le truppe alleate avanzavano verso nord: il 22 gennaio 1944 sbarcarono ad Anzio3 e a nulla valse la resistenza tedesca sulla linea Gustav4 né sulla linea Gotica5.
Oltre ai bombardamenti aerei, essenzialmente diurni, gli alleati si posero il problema di fiaccare tedeschi e repubblichini con la cosiddetta operazione Night intruder (disturbatore notturno): l'impiego di aerei "disturbatori" durante la notte.
Ogni sera decollavano cinque aerei da caccia bimotori inglesi "Bristol Beaufighter" destinati a zone diverse: aerei con 5-6 ore di autonomia e due persone di equipaggio (nel 1945 si aggiungeranno i più moderni "de Havilland Mosquito"). Oltre al bombardamento, erano predisposti per azioni di mitragliamento e per l'uso di bengala illuminanti.

Piper Piper Grasshopper

La stampa fascista scriveva di un aereo, il "Molestatore Volante", sfuggito alla contraerea e a volte dato per abbattuto: questo alimentò la convinzione diffusa che si trattasse di un solo aereo.
Gli aerei sorvolavano nell'oscurità, a volo radente, città e campagne che si sentivano al sicuro non costituendo obiettivi strategici: andavano a caccia di luci o altri bersagli improvvisati sui quali sganciavano ordigni di piccolo calibro o praticavano un breve mitragliamento, al fine di snervare la popolazione e convincerla della debolezza tedesca. Il personale dell'UNPA (Unione Nazionale Protezione Antiarea), dove presente, era molto attento a segnalare ogni spiraglio di luce che potesse attirare l'attenzione.
Il nomignolo Pippo fu attribuito dalla popolazione, all'oscuro delle tipologie di aerei, a qualsiasi velivolo in volo durante la notte. Tra questi c'erano anche aerei da ricognizione, ad esempio un monomotore americano leggero, ad ala alta, prodotto dalla Piper Aircraft Corporation: da Piper a Pippo, favorito dalla pronuncia tedesca piper.
Alcuni tuttavia attribuiscono il nome ad altre origini: ad esempio la forma onomatopeica del rumore pip pip pip, o anche al personaggio Pippo reinventato nel 1942 dopo che il regime fascista aveva vietato la pubblicazione delle storie di Disney (comparso nelle storie di Tuffolino).
Altri ricordano il popolare brano musicale Pippo non lo sa, composto nel 1939, che recita "Ma Pippo, Pippo non lo sa, che quando passa ride tutta la città, si crede bello come un Apollo e saltella come un pollo": canzone bloccata dalla censura fascista che identificava Pippo con Achille Starace, segretario del Partito Nazionale Fascista e luogotenente generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, che era solito pavoneggiarsi in divisa.


1 operazione Husky (robusto)
2 operazione Avalanche (valanga)
3 operazione Shingle (ciottoli di spiaggia)
4 dalla foce del fiume Garigliano (in provincia di Caserta) a Ortona (in provincia di Chieti)
5 dalla provincia di Massa-Carrara a Pesaro

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