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    Pezzi di storia

La maggiolata1 a D'Annunzio a Portofino-Kulm

14 maggio 1908: Gabriele D'Annunzio è a Genova, dove si rappresenta al teatro Carlo Felice la sua tragedia 2.

foto 1 Arrivo a Portofino-Kulm - L'automobile del sig. Gondrand
che ha condotto D'Annunzio

Il giorno seguente il quotidiano Il Lavoro riferisce che «Ad ogni fin d'atto le acclamazioni furono infinite e dirette agli esecutori e all'autore. Gabriele D'Annunzio fu assai festeggiato ed ebbe in complesso una decina di chiamate da solo; altrettante ne ebbero gli artisti tutti che diedero senza distinzione una interpretazione impeccabile alla tragedia. … A D'Annunzio venne offerta dopo il terzo atto una indefinibile corona verde. Stasera La nave si replicherà a prezzi ribassati.»
Lo stesso quotidiano riporta anche il parere dei detrattori di D'Annunzio «… ha fatto salire in bestia i preti, con o senza cocolla [cappa religiosa] … Corre voce che il municipio prepari un solenne ricevimento ufficiale in onore del Poeta. … Preferiamo credere che sia una panzana ad uso e consumo dei compiacenti moretti [tipici monili raffiguranti la testa di un moro, diffusi nell'Impero asburgico] e battistrada della fama del divo.»
Alle 9 del mattino del 15 maggio una carovana di 12 auto parte da piazza De Ferrari con un carico di «giornalisti, artisti e… amatori d'arte»: D'Annunzio li seguirà più tardi. La meta è Portofino Kulm, dove alle 12 giunge anche il Poeta.

foto 2 La tavola d'onore (al centro innanzi a D'Annunzio c'è la Nave di zucchero!)
Prof. Morselli - D'Annunzio - Gabriellino D'Annunzio17

«Attorno alla tavola, a ferro di cavallo, siedono circa cento convitati. … D'Annunzio è al centro. Di fronte a lui è impostata su un piccolo scalo di zucchero, una nave carica di fondants. Collo spumante spumeggia l'eloquenza dei prestabiliti oratori.
Primo a parlare è l'on. Guastavino3 il quale, come consigliere di turno, rappresenta l'Associazione Ligure dei giornalisti, promotrice della maggiolata. … segue l'avv. Poggi4, rappresentante del Comune … [che lascia la parola a Ceccardo Roccatagliata5 "Ed or vi piaccia di gradire, o giovin re di poeti, una voce di Poesia. Che importa se è di un oscuro, a voi seminator d'ideale? – Ben qui questa mia fiera gente ligure che ama la tenacia civile dell'opra che si irradia nell'ideale – come cantò il Maestro – volle darvi convegno. Qui, in questo arduo promontore chiomato di pini, aereo di rupi in fantastica vision di torri e di mura ruinanti sul mare.…
E a voi ospite illustre, (rivolgendosi al signor Gaggini [proprietario dell'albergo]) a voi che nel promontorio aereo su due golfi offrite ai viandanti del mondo o del sogno un riposo di solitudine, salute! …
Quando son cessati gli applausi onde il magnifico brindisi di Ceccardo Ceccardi venne coronato, si leva a parlare il professore Morselli6. … Quindi sorge Gabriele D'Annunzio.»
A questo punto riportiamo l'articolo pubblicato dal settimanale L'Illustrazione italiana del 24 maggio 1908.

«Il felice successo della Nave a Genova fu festeggiato il 14 da giornalisti e letterati e personaggi notevoli, accompagnando il poeta ad una maggiolata a Portofino-Kulm. Vi fu una sontuosa colazione, chiusa da numerosi discorsi augurali, del Guastavino, dell'assessore Poggi, del poeta Roccatagliata Ceccardi, del prof. Morselli, ai quali tutti rispose Gabriele D'Annunzio così: copertina
«Ringrazio i continuatori diurnali di Caffaro7, ringrazio il novo Console delle Arti, il nobile poeta apuano, il dottore dell'anima sapientissimo ed eloquentissimo, e i colleghi e gli amici, che così lietamente nel nome della Poesia - su questo promontorio degno d'un tempio purissimo più che d'un barbarico Kulm8 - hanno voluto festeggiare l'incontro di San Marco9 con "lo beo San Giorgio"10 come direbbe Biagio Assereto11, l'eroe navale di Ponza, il buon popolano vincitore e imprigionatore di re, la cui grande ombra s'innalza ora da Rapallo e ci vela il Sole.
Su questo Tirreno d'Ulisse, onde la formidabile energia ligure s'irradiò per le vie del Mondo scoprendole e tentandole tutte, fu celebrato stanotte quell'altro mare ove Lamba Doria12 gittò il baciato cadavere del figlio che avesse per tomba il luogo della vittoria come più tardi volle per tomba il luogo della sconfitta Faa di Bruno13 invendicato. Da Oriente a Occidente, per gli spiriti fedeli, tutte le memorie si confusero in un egual cielo glorioso. Ora, quando la forza della stirpe sente che il passato esiste sente anche vivo e certo nel suo pugno l'avvenire.
Io non oso levare il breve calice all'augurio. Ma immagino su questo Mediterraneo, specchio dell'Ideale, ove splende in eterno la luce delle tre rivelazioni – ove la Grecia rivelò il Bello, Roma il Giusto, la Giudea il Santo - imagino il Genio dalla Città, simile al Cintraco14 che giurava sull'anima del popolo, levare in alto la leggendaria coppa smeraldina tolta a Cesarea dall'espugnatore Guglielmo Embriaco15, levarla ardente di sangue novello e ripetere la semplice e rude parola antica: "Cristo ne presta grazia che noi possiamo andar di bene in meglio!"
Risponda la nostra fede, come il popolo primo dei naviganti e dei mercatanti in Parlamento. Fiat, fiat!16»

Alle 15.30 le automobili prendono la via del ritorno.


1 Canto tradizionale in auge nel secolo XV, generalmente in poesia, intonato alle calende di maggio (calendimaggio, primo giorno di maggio) da allegre brigate di giovani, detti "maggiaioli", che inneggiavano alla primavera.
2 Tragedia in versi scritta da D'Annunzio a più riprese tra il 1904 e il 1908, ricostruisce fantasiosamente episodi della fondazione di Venezia nel VI secolo d.C. E' un'opera ricca di allusioni politiche che ebbe successo alla prima rappresentazione dell'11 gennaio del 1908.
3 Pietro Guastavino (Loano 1858 – Genova 1909), letterato e scrittore anticlericale e ostile all'ordine borghese, amico di Giosuè Carducci. Collaboratore del quotidiano Il Caffaro, fondato nel 1875 a Genova dall'ex garibaldino Anton Giulio Barrili. Eletto deputato nel 1904.
4 Gaetano Poggi (1856-1919) Archeologo e studioso, Assessore alle Belle Arti del Comune di Genova.
5 Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (Genova 1871- 1919).
6 Ercole Luigi Morselli (Pesaro 1882 – Roma 1921), poeta e scrittore.
7 Caffaro di Rustico (Caschifellone, GE 1080 – Genova 1164) crociato, capitano della flotta genovese, diplomatico: come annalista ha registrato le cronache della Repubblica di Genova.
8 Toponimo della lingua tedesca, italiano vetta, derivato dal latino culmen, culmine, cima.
9 Patrono di Venezia, dove è ambientata la tragedia Nave.
10 Patrono di Genova.
11 Biagio Assereto (Genova circa 1385 – Serravalle 1456) proprietario e appaltatore di navi al servizio della Repubblica, podestà di Recco, commissario a Portofino, uomo di fiducia della Repubblica genovese. Nel 1435 il duca di Milano Filippo Maria Visconti lo pose a capo della flotta genovese inviata in aiuto della guarnigione di Gaeta, assediata dagli Aragonesi: il 5 agosto sconfisse l'armata nemica nei pressi dell'isola di Ponza e fece prigionieri il re Alfonso V e i suoi fratelli Giovanni II re di Navarra ed Enrico, il viceré di Sicilia e molti altri nobili napoletani e aragonesi, e li consegnò al duca. Giovanni Assereto, nonno di Biagio, era nato a Rapallo.
12 Lamba Doria (Genova 1250 – Savona 1321). Nel 1927 affiancò Corrado Spinola come Capitano del Popolo e l'anno successivo guidò la flotta in appoggio di Giacomo II di Aragona contro il fratello di quest'ultimo Federico III di Sicilia, con l'obiettivo di colpire Venezia che dominava i mercati del Mediterraneo orientale. Giunto all'isola di Curzola si scontrò con la flotta veneziana di Andrea Dandolo: quest'ultimo fu fatto prigioniero e si uccise. La tradizione (probabilmente creata dal Petrarca) dice che Lamba Doria, per non intralciare le operazioni, fece gettare in mare un suo figlio; un'altra tradizione afferma invece che Lamba fece seppellire in mare il figlio morto in battaglia.
13 Emilio Faà di Bruno (Alessandria 1820 - al largo dell'Isola di Lissa 1866),Ufficiale della Regia Marina durante la terza guerra di indipendenza, morì nella battaglia di Lissa.
14 Ufficiale esecutivo in alcuni comuni medievali che rappresentava il popolo ed era autorizzato a sancire pubblicamente gli accordi con giuramenti solenni.
15 Guglielmo Embriaco, detto Testadimaglio (Genova XI secolo – 1102). Condottiero medievale, fece parte della flotta genovese alla prima crociata nel 1099, insieme con Caffaro di Rustico. Il 1° agosto 1100 partì con una nuova spedizione e nel maggio 1101 conquistò Cesarea di Palestina; Guglielmo di Tiro, cronista delle crociate della fine del XII secolo, sostiene che faceva parte del bottino il vas coloris vividissimi, in modo parapsidis formatum. Si trattava della reliquia nota come Sacro catino, che sembrava di smeraldo e pare fosse stato donato dalla regina di Saba a Salomone, usato da Cristo durante l'ultima cena e da Nicodemo per raccogliere il sangue del Salvatore crocifisso. Il recipiente è esagonale, di vetro verde, opera forse di artigianato tardo antico e costituisce il pezzo più prezioso del tesoro della cattedrale di S. Lorenzo a Genova.
16 Allusione alle frasi bibliche fiat lux (sia fatta la luce) e fiat voluta tua (sia fatta la tua volontà).
17 Gabriele Maria D'Annunzio (Roma 1886–1945), attore e regista, figlio di Gabriele e della moglie Maria Hardouin dei duchi di Gallese.

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