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    Pezzi di storia

Gli epiteti di Genova

Città eterna e Caput mundi ci ricordano inequivocabilmente la città di Roma; Milano è la città Meneghina o Ambrosiana; la Dotta e la Grassa identificano Bologna; Venezia è per tutti la Serenissima … molte città hanno un "soprannome" che deriva dalla storia o dalla cultura mappa 1 che le caratterizzano.
Genova è nota come la Superba o anche Dominante: cerchiamo di capire perché.

Superba: una figura retorica1 che sembra risalire a Francesco Petrarca, aretino, uno dei padri della lingua italiana vissuto dal 1304 al 1374.
Petrarca era un instancabile poeta errante, che amava viaggiare non solo per affari o per pellegrinaggi religiosi, ma anche per cercare la conoscenza e le ragioni della sua inquietudine.
Era stato a Genova nel 1312, ancora fanciullo, nel corso di un viaggio in Provenza e vi era ritornato nel novembre 1347 sostando alcuni giorni mentre si recava in Francia. Durante un suo soggiorno a Milano dal 1352 si era recato ancora a Genova su mandato dei Visconti: in città era amico d'infanzia di Guido Sette, che sarebbe diventato arcivescovo, e si adoperò molto nella mediazione politica.
Petrarca non si limitava ai viaggi fisici, ma amava viaggiare anche in senso metaforico, utilizzando testi antichi e manoscritti dimenticati.
Nel 1358 l'amico milanese Giovanni Mandelli, comandante militare alla corte dei Visconti, lo invitò a un pellegrinaggio in Terra Santa che Petrarca declinò per paura della navigazione e del mal di mare2. Per farsi perdonare gli inviò una lettera dal titolo "Itinerarium ad sepulcrum Domini nostri Yesu Christi " (Itinerarium Syriacum), una guida rivolta ai pellegrini diretti a Gerusalemme fatta di descrizioni delle quali aveva conoscenza diretta e di ricerche su fonti letterarie.
Il percorso, via mare, inizia da Genova e Petrarca descrive con cura i luoghi che conosce: i panorami della riviera ligure, "bellissime valli, fiumicelli che scorrono, colli piacevolmente selvaggi e da ammirare per la sorprendente fertilità, villaggi arroccati sulle rocce, paesi assai vasti; vedrai sparse sulla costa, ovunque ti volgerai, case adorne di marmi e di ori, e ti stupirai di come una città possa cedere in splendore e piacevolezza ai suoi dintorni".
In questa opera Petrarca rende omaggio a Genova descrivendola: "Videbis ergo imperiosam urbem lapidosi collis in latere, virisque et menibus superbam, quam dominam maris aspectus ipse pronunciat" (Vedrai una città potente, appoggiata a una collina rocciosa, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto proclama signora del mare). mappa 2
Dunque, superba, che è sempre stata interpretata come espressione della sua grandezza, nobiltà e orgoglio.

Dominante: il senso è chiaro "prevale sugli altri". Un epiteto usato anche per Venezia, l'altra repubblica marinara con un doge a capo dello stato: entrambe tra le principali potenze commerciali del basso Medioevo.
Il termine è particolarmente appropriato nel caso di Genova, pensando al lento processo attraverso il quale sottomise la Liguria e giunse alla formazione di uno Stato territoriale su scala regionale. Un processo che si realizzò anche mediante l'eliminazione di ogni possibile rivalità commerciale da parte dei centri rivieraschi: specifici "capitoli di soggezione" obbligavano le comunità sottomesse del Dominio a far passare le proprie merci in entrata e in uscita da Genova, dove pagavano i diritti doganali.
Un obbligo che causò la sparizione, fin dal medioevo, degli approdi rivieraschi; le leggi di portofranco, a partire dal 1613, garantivano il privilegio solo ai natanti che giungessero a Genova senza fare scalo in alcun punto della costa compreso tra Viareggio e Antibes.
A onor del vero non c'erano solo considerazioni economiche, ma anche militari: limitare la possibilità che un principe forestiero o i pirati barbareschi si impadronissero di un porto delle Riviere e lo usassero come base contro Genova.
Non c'è dubbio, in ogni caso, che Genova fosse Dominante.
Certo, comunque, che i due epiteti si riferiscono al periodo del suo massimo splendore, tra il 15° e il 16° secolo.


1 Antonomasia, quando si indica una caratteristica dell'oggetto: nel nostro caso si sostituisce il nome proprio della città con un nome comune
2 Scrisse all'amico "Lascio l'aria agli uccelli, il mare ai pesci; animale terrestre, scelgo di viaggiare per terra"

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