Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

La nave scuola-officina "Redenzione" del prof. Garaventa a Genova

L'Illustrazione italiana – 18 marzo 1906

Ulteriori informazioni sono contenute nell'articolo "La Nave-Scuola Redenzione 'Garaventa'" pubblicato in due puntate il 22 maggio 2020 e il 26 maggio 2020.

foto 1 Gli allievi del prof. Garaventa a mensa

Da venti anni almeno, fra le istituzioni genovesi di beneficenza, è la Nave-scuola-officina "Redenzione", ideata dal prof. Nicolò Garaventa, insegnante ginnasiale, dominato da una nobile idea fissa - creare e far prosperare un ricovero galleggiante per ragazzi sbandati, tolti alle vie di Genova, e messi a bordo di una nave-scuola da lui diretta; uniformarli, tirarli su a vita onesta a laboriosa e atti a diventare bravi marinai, piuttosto che finire in qualche patria reclusione.

foto 2 Manovre d'alberata

Il Garaventa - discendente da una famiglia non di filantropi, ma di veri maniaci per la beneficenza - non ha badato a difficoltà, ad ostacoli, a derisioni, a contrasti, ad amarezze, pur di vedere realizzata la propria idea; e la nave-scuola-officina Garaventa ha già dati alla Marina ottimi mozzi, bravi allievi macchinisti, e alla società ottimi padri di famiglia.
La carità privata è bastata al Garaventa, che, quanto al Governo, non ha avuta che un'ambizione, ottenere per la propria istituzione una di quelle navi della Marina militare che ogni anno vengono radiate dalla attività di servizio e per poche lire vanno a finire in mano a privati speculatori. Nel 1889 Crispi1 gli fece dare la nave Daino2, ma non era adatta al mare, e Garaventa non era contento: l'anno scorso vide un nuovo elenco di navi radiate, corse a Roma, prese Giolitti3, presidente del Consiglio, per istrada, ne ottenne un biglietto per il ministro Mirabello4, e da questo ebbe la concessione della condannata nave Sebastiano Veniero5, che doveva formare la sua felicità, ed è diventata la sua disperazione.

foto 3 La nave scuola-officina "Redenzione" del prof. Garaventa nel porto di Genova (Inizio di manovra - Garaventa ed i suoi garaventini - Manovra sulle corde)

Quella nave era tutt'altro che adatta per gli scopi che Garaventa si era prefissi; bisognava disarmarla, vendere il vendibile, trasformarla: una bagatella di 26.000 lire.
Garaventa nell'entusiasmo della sua ideazione fece ogni sagrificio; trovò il danaro, pagò il governo, iniziò la trasformazione della nave; ed oggi è in tribunale a Genova – come querelante, che in Italia è quasi quanto dire come imputato - per giustificarsi da accuse che un giornale di Genova gli ha formulate contro, imputandogli di avere convertito in uso proprio il ricavo di certi avanzi della Sebastiano Veniero. Il processo interessa vivamente, da dieci giorni, la curiosità del pubblico genovese e di quanti, da fuori, hanno seguite le vicende della nave-scuola-officina "Redenzione", che ha una sezione anche a Milano. L'istituzione del Garaventa ha fatto indubbiamente del bene; e in attesa di registrare l'esito della querela che il Garaventa ha formulata contro i suoi accusatori - illustriamo l'opera filantropica di lui, augurandogli che possa continuare a fare del bene, cosa che sulla nostra terra e sui nostri mari è esposta a pericoli, quasi più che a fare del male!


1 Francesco Crispi, presidente del Consiglio dei ministri dal 29/7/1887 al 6/2/1891
2 Brigantino varato il 22 novembre 1844
3 Giovanni Giolitti, presidente del Consiglio dei ministri dal 3/11/1903 al 16/3/1905
4 Ammiraglio Carlo Mirabello, ministro della Marina dal 3/11/1903 al 10/12/1909
5 Cannoniera varata il 25 maggio 1884

© La Gazzetta di Santa