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    Pezzi di storia

Caligo

Mercoledì 24 febbraio siamo stati testimoni di un fenomeno che, almeno per intensità, si può definire eccezionale per i nostri luoghi: il caligo. foto 1
Una nebbia fitta chiamata in italiano caligine, ma che con un termine più proprio del dialetto veneziano chiamiamo appunto caligo: un'eredità dal latino classico caligo e da quello volgare calugo.
Si tratta in sostanza della nebbia che si forma sulla superficie del mare e nelle zone costiere lambite da correnti marine fredde: niente a che vedere con la maccaja1, che indica semplicemente un tempo umido.
Un fenomeno raro, ma capita che tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera2 i venti caldi provenienti da sud vengano a contatto con il mare ancora freddo; l'acqua evapora per poi condensare rapidamente vapore che ristagna e viene sospinto sulle coste dalla brezza di mare.

foto 2 Alexandre Savérien (1720-1805) così definisce il caligo nel suo "Dizionario di marina" (ed. del 1769): «Bruma, (Veneziano Caligo) Così addimandasi una fitta nebbia di mare, durante la quale, singolarmente quando è molto grossa, ognuno, suol dirsi, è marinaro, perché ognuno dice il suo parere rispetto alla direzione del cammino. In tale occasione, quando vi sono in mare più vascelli, ogni Capitano fa battere il tamburo, o suonar la tromba, o sparare dei moschetti a sola polvere, di tratto in tratto, per non dilungarsi gli uni dagli altri.»
Un tempo, quando chi andava in mare non disponeva di radar e nemmeno di una bussola, il caligo costituiva una minaccia notevole: spesso per rientrare in porto si sfruttava il suono delle campane, una sorta di faro sonoro. Le donne si recavano sulla spiaggia e accendevano falò per facilitare la localizzazione dell'approdo.

Lo stesso fenomeno si verifica nello Stretto di Messina ed è chiamato dai pescatori la lupa3: un altro legame con Santa Margherita, oltre al culto della Madonna della Lettera4.


1 Vedi l'articolo della Gazzetta "Maccaja" del 6/1/2020
2 E' il periodo in cui il mare è ancora freddo dall'inverno e arrivano le prime masse d'aria calda da sud, a seguito dell'alta pressione africana.
3 Probabilmente deriva dal suono di segnalazione, simile a un ululato, emesso dalla conchiglia (brogna) usata per segnalare la posizione in mare.
4 Vedi l'articolo della Gazzetta "La Madonna della Lettera" del 22/10/2011

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