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    Pezzi di storia

Il muro antisbarco di Santa

22 maggio 1945: il Consiglio comunale di Santa Margherita discute le pratiche per la "demolizione muraglione di fortificazione a mare".
Si tratta di una porzione di quello che è stato chiamato "Vallo1 Ligure", l'opera difensiva realizzata nel 1943 e 1944 dalle forze di occupazione tedesche per contrastare il pericolo di uno sbarco alleato sulle coste liguri e dell'alta Toscana.

dipinto Dipinto del dott. Rinaldo Caffarena (Diddo)
Bogliasco 23/7/1927 – S. Margherita 3/6/2018

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, le truppe tedesche assunsero il controllo delle batterie abbondate dalla Milizia marittima di Artiglieria (Milmart), in molti casi sabotate prima della resa.
In una relazione del "Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo" (9/2/2017) abbiamo un richiamo storico.

Con l'armistizio dell'8 settembre 1943 le truppe germaniche prendono, anche in Liguria, il controllo della situazione senza eccessive difficoltà. Si trovano così in possesso del sistema difensivo costruito dagli italiani.
L'eventualità di uno sbarco alleato sulla costa ligure, atto a superare le difese tedesche nel settore appenninico per puntare direttamente al nord Italia, è motivo di apprensione dello stato maggiore tedesco che, nel contesto globale per la difesa delle coste italiane, programma per quelle liguri un'intensa pianificazione delle contromisure difensive. Si procede al miglioramento e costruzione di nuove postazioni di artiglieria, bunker, postazioni Tobruk2, muraglioni antisbarco, ostacoli anticarro e cavalli di frisia lungo le spiagge e le alture.

Irene Beretta (Nene) (foto della raccolta Renato Dirodi)

Di tali opere difensive si occuparono i reparti specializzati del genio, in collaborazione con specialisti dell'Ansaldo, della OTO Melara ed insieme all'organizzazione Todt3 che disponeva nel territorio di due Oberbauleitungen, cioè "direzione superiore dei lavori" e, da queste, dipendevano i cantieri e le imprese di costruzione.
In questo contesto vengono rimesse in efficienza le batterie italiane sabotate al momento della resa, viene migliorata la protezione delle batterie costiere con la realizzazione di coperture a forma di guscio di tartaruga in cemento armato edificate sopra le piazzole e vengono realizzate nuove architetture fortificate atte a impedire l'avanzata di mezzi corazzati e fanteria attraverso le spiagge e le zone pianeggianti. Sulla base dell'esperienza maturata con il Vallo Atlantico4, sono inoltre realizzati vari ostacoli anticarro, il più comune lungo le coste è costituito da un muro anti-sbarco in calcestruzzo armato chiamato Panzermauer [muro blindato] di altezza variabile da 1,5 a 4 metri e con uno spessore di almeno un metro.
Il profilo di questo tipo di fortificazione aveva uno spessore superiore a forma piramidale o semicilindrica, appositamente studiato per essere difficilmente superabile con l'arrampicata. Lungo la costa ligure l'organizzazione Todt installò numerose tipologie di casematte destinate al tiro d'infilata degli ostacoli anticarro naturali o artificiali, costruite con tre o quattro feritoie e armate con un mitragliera, ma le casematte più comuni costruite furono i nidi di mitragliatrice denominati Tobruk, ispirati alle efficaci postazioni italiane impiegate durante la campagna del Nordafrica.

Angelo Poletti (foto della raccolta Renato Dirodi)

La propaganda battezza il nuovo sistema difensivo con il nome di Vallo Ligure. Le opere fortificate sono realizzate con estrema celerità5 a partire dalla fine del 1943 e soprattutto nella primavera del 1944 in seguito a notizie di concentramenti di navi trasporto e mezzi da sbarco nei porti corsi, algerini, tunisini e nel sud Italia con obiettivi di sbarco in Costa Azzurra e Riviera Ligure. Nel luglio 1944 il programma di costruzione delle difese liguri viene interrotto in seguito allo sbarco alleato che avviene in Provenza. La maggior parte delle fortificazioni non ha così un vero e proprio "battesimo del fuoco", ma sono teatro di numerosi attacchi delle truppe partigiane fino all'arrivo degli americani nell'aprile del 1945.
I primi di ottobre 1943 il ministro della difesa della Repubblica Sociale Italiana Rodolfo Graziani, su suggerimento del generale del Genio Francesco Paladino, creò un "Ispettorato generale del lavoro", l'Organizzazione Paladino (chiamata anche Azione Graziani), con lo scopo di reclutare lavoratori destinati a opere pubbliche: fu questo Ispettorato a fornire gran parte delle persone inserite nell'Organizzazione Todt.

Fritz Todt Fritz Todt (4/9/1891-8/2/1942)

Troviamo nell'Handbook of the Organisation Todt del marzo 1945: «Quando il governo Badoglio si ritirò dall'Asse e dichiarò guerra alla Germania, gli italiani non fascisti furono arruolati localmente dall'esercito per erigere lavori di difesa come prigionieri o ostaggi di guerra, piuttosto che come lavoro obbligatorio per l'OT. Gli italiani fascisti nell'Italia controllata dalla Germania potevano invece offrirsi volontari per l'OT come un modo per osservare il Regolamento del servizio di lavoro del governo del Fascio. Ciò fu favorito dal fatto che le tabelle salariali OT erano di gran lunga superiori a qualsiasi offerta delle aziende italiane e dei singoli datori di lavoro.»

Rapallo Monumento ai Partigiani
Rapallo, Corso Cristoforo Colombo 74


Subito dopo la fine del conflitto inizia la demolizione del muro antisbarco, in ottemperanza anche alle norme del trattato di pace che imponevano la smobilitazione delle opere difensive.
Mancano purtroppo fotografie di queste opere militari: dalla demolizione, comunque, è stato risparmiato un breve tratto che si trova all'ingresso di Rapallo provenendo da Santa Margherita, in prossimità del porto turistico. E' diventato Monumento ai Partigiani perché nella notte tra il 24 e il 25 aprile 1945 furono fucilati sei partigiani della Brigata Giustizia e Libertà Giacomo Matteotti.
A Santa Margherita ci sono alcune foto con lo sfondo del "muro" in demolizione, nel quartiere di ghiaia. Si ha poi notizia di tre postazioni Tobruk, una in prossimità dell'hotel Helios, una in fondo a via Favale e una terza a sinistra del parcheggio dell'hotel Miramare: tutte ormai inglobate in nuove architetture.


manifesto 1 Il vallo era in origine un fossato protettivo e, presso gli antichi Romani, indicava una palizzata eretta per difendere gli accampamenti.
2 [Si tratta di bunker, casematte di cemento armato dotate soprattutto di mitragliatrici, sul modello impiegato dagli italiani durante la guerra in Nord Africa.]
3 L'organizzazione Todt, nota anche con la sigla O.T., prese il suo nome dal fondatore, l'ingegnere tedesco Fritz Todt. Todt progettò la costruzione della rete autostradale della Germania, e costruì lo sbarramento Westwall (Siegfried Line), Muro dell'Ovest, in Germania. L'organizzazione incorporava al suo interno prigionieri di guerra, lavoratori coatti e volontari di varie parti d'Europa. Fu impiegata nella costruzione del Vallo Atlantico.
Alla morte di Todt, nel 1942, subentrò a capo l'architetto Albert Speer, uno dei massimi interpreti dell'architettura nazista, autore dei maggiori progetti monumentali e urbanistici. Sotto la sua guida l'organizzazione realizzò rifugi per sommergibili e batterie per grossi cannoni in Francia e Norvegia. In Italia l'organizzazione fu incaricata di riparare i danni lungo le linee ferroviarie, di costruire i porti per i collegamenti con la Sardegna e con l'isola d'Elba, di costruire la linea Gotica e il Vallo Ligure.
4 [L'Atlantikwall era un sistema di fortificazioni deciso da Hitler nel 1942 che prevedeva l'estensione dalla Francia alla Norvegia. Doveva essere completato entro giugno 1943, ma ciò fu impedito dalla mancanza di risorse. Il 6 Giungo 1944 avvenne lo sbarco degli Alleati in Normandia (D-Day dell'Operazione Neptune).]
5 Era stata messa in piedi una catena di montaggio mastodontica che realizzava ogni bunker in 48 ore di lavoro.

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