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    Pezzi di storia

Biglietti di calice

I biglietti di calice, detti anche lettere orbe1, erano fogli di carta con la denuncia di abusi, lamentele, segnalazioni o Palazzo Ducale proposte, che i cittadini di Genova deponevano di nascosto in un bossolo, vaso a forma di calice sul tipo delle urne usate per le votazioni del Senato.
Si scriveva per senso civico, ma anche per ribellione, indignazione, rabbia, invidia, o per insultare, ricattare, …
Queste segnalazioni anonime potevano essere inserite in apposite buche, una sorta di cassette postali, collocate nei muri perimetrali dell'atrio di Palazzo Ducale; altre buche erano presenti nelle mura di Palazzo San Giorgio che danno su via San Lorenzo.
Una pratica analoga era prevista anche a Venezia2 e in altre località: a Genova sin dal 16073 i Serenissimi Collegi4 introdussero l'istituto della denuncia anonima nel tentativo di moralizzare la condotta di molti nobili.

dipinto "Accusa segreta" di Francesco Hayez
(Musei Civici di Pavia)
Una giovane donna si vendica del tradimento del suo amante e lo denuncia come cospiratore con una lettera anonima nella "bocca fatale" sul loggiato del Palazzo Ducale di Venezia.

Le segnalazioni di reati attribuiti a membri del governo erano consegnate al Magistrato dei Supremi Sindacatori, che aveva il compito di verificare che il doge, i membri dei consigli e gli altri ufficiali della Repubblica rispettassero le leggi.
La pratica delle "accuse anonime" era molto diffusa e in molte parrocchie un'Urna Lignea, collocata in chiesa o in altri luoghi pubblici, raccoglieva le denunce che riguardavano soprattutto i bestemmiatori.
Le autorità sono dunque favorevoli alle lettere orbe, mentre sono manifestamente ostili ai cartelli o biglietti infamanti appesi nei luoghi pubblici, come nei Banchi: in questi ultimi vedevano infatti uno scavalcamento del loro ruolo formale di autorità, con pericolo per la stabilità e la coesione sociale. buca
La storia è piena di lettere anonime: già nel 117 d.C. Tacito scrive "Sic delatores, genus hominum publico exitio repertum, et pœnis quidem numquant satis coercitum, per præmia eliciebantur." (Così i delatori, razza di gente inventata per la pubblica rovina, e a cui non si è mai posto abbastanza argine colle punizioni , venivano allettati a forza di ricompense.)5 Tacito è molto critico, ma la diffidenza dello storico non toglie l'utilità come strumento politico per mantenere il controllo sociale.
Una lezione fatta propria dal regime fascista, quando la delazione anonima costituì la base per controllare la vita degli italiani fin dentro i muri della propria casa.
Difficile distinguere tra denuncia, accusa, delazione e spiata: i biglietti di calice erano animati da uno spirito partecipativo che oggi, forse, si è affievolito.


1 Dal "Dizionario genovese-italiano" del 1876 di Giovanni Casaccia 1876: Lettera orba - Lettera cieca o anonima.
2 In tutto il territorio della Repubblica di Venezia erano presenti "bocche di pietra" che avevano spesso l'aspetto del "Leone alato", di animali fantastici e mostruosi o di maschere umane spaventose.
3 La prassi fu istituzionalizzata dalla "legge dei biglietti": il doge Andrea Spinola definisce i ricordi (le delazioni) utili nella "scienza dello stato e a schivar pericoli pubblici".
4 Il Senato e la Camera, ai quali spettava l'iniziativa legislativa
5 "Annales – Liber IV, § 30" di Publio Cornelio Tacito

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