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    Pezzi di storia

Alberti, tre generazioni di medici a Santa Margherita

Nel marzo del 2016 avevamo già parlato del capostipite, Antonio Alberti, che "nacque a Cagliari il 26 febbraio 1835. Venuto a S. Margherita nel 1859, fresco di laurea, seppe in breve conformarsi alle condizioni della nuova patria per modo che, sebbene fosse da tutti chiamato il Medico sardo, nessuno più si medico rendeva conto del valore di questo aggettivo, e, generalmente, era tenuto per santamargheritese nato."
"E nelle vicende di S. Margherita a' suoi tempi ebbe parte principalissima. Fu assessore per l'Igiene e per la Pubblica Istruzione1, Giudice conciliatore, Presidente di associazioni2, promotore di belle opere di civiltà e di beneficenza. Ma fu sopratutto un valoroso medico condotto, nel quale ufficio si acquistò tali benemerenze in occasione dell'epidemia colerica del 1867, da averne solenne riconoscimento per voto unanime del Consiglio comunale."
Il profilo tracciato è dovuto ad Attilio Regolo Scarsella (1870-1954) che lo conobbe personalmente, e di lui aggiunse nel 1925 "bisogna figurarselo non come ora, quando s'avvia tranquillamente alle visite mattutine, leggendo il giornale, lungo il piano, pulito, fresco viale di S. Siro, o per la incantevole passeggiata a mare da Corte a Portofino, ma trenta, ma quarant'anni addietro, quando in queste terre tutto era ancora primitivo e meschino; le strade, le case, le farmacie, l'istruzione; bisogna figurarselo, il Dottor Alberti, mentre s'inerpicava su pei sentieri delle Gave o della Donsina, nelle notti buie e tempestose, preceduto da un villano con una lanterna affumicata; o durante il colera del '67, quando la maggior parte dei cittadini, per lo spavento, avevano perduto la testa, ed egli impavido organizzava un ammirevole servizio sanitario, e dell'epidemia scriveva poi una storia che è un bell'esempio di relazione scientifica, lucida e schietta."
Morirà il 2 marzo 1916, ultraottantenne, lasciando il figlio Attilio, anch'egli medico.
Nato nel 1872, aveva studiato a Genova laureandosi in Medicina e Chirurgia e aveva esercitato la professione a Santa Margherita insieme al padre. Oltre che medico condotto, fu direttore dell'Ospedale Civile di via Roma e medico di Reparto delle Ferrovie dello Stato: "una figura simpaticissima e popolare, un uomo integerrimo, lavoratore instancabile e affettuoso padre di famiglia"3.
"Per quanto alieno dalla vita pubblica non aveva lasciato di interessarsi a questa e di prendervi parte nei suoi aspetti più simpatici, come, per esempio, in quello dello sport; tant'è vero che era stato lui a fondare nel 1910 la Società dei Canottieri Argus"4.
La figlia Silvia, "perfetta ed applaudita attrice teatrale dilettante", si sposa il 22 novembre 1924 con Assim bey de Kermenli, residente a Costantinopoli: le nozze sono celebrate dall'allora Commissario prefettizio Alberto Isola.
Attilio muore poco più che sessantenne, dopo lunga malattia, il 26 gennaio 1933. A dimostrazione del cordoglio e della stima generale riportiamo la lista degli intervenuti ai funerali (Il Mare):
"Presero parte al corteo tutti gli Istituti ed Ospizi cittadini. Reggevano i cordoni il Podestà cav. Emilio Perla, il Segretario Politico del Fascio di Combattimento Alberto Berengo Gardin, il dott. Luigi Giangrande, rappresentante del Sindacato Fascista dei Medici, il cav. Giovanni De Barbieri, Presidente dell'Amministrazione delle Opere Pie. Seguiva il feretro il figlio dott. Ettore, il fratello Luigi, le sorelle Adele ed Amelia, i cognati ed i nipoti. Seguivano quindi: S.E. il Principe Giulio Centurione, il Generale di Brigata Cavalleri-Bono, Gener. Rabbi dei RR.CC., dott. Cuneo, in rappresentanza dell'Ordine dei Medici, prof. Ramoino, prof. dott. Carlo Oliva, prof. dott. Giacomo Grosso, Ufficiale Sanitario Consorziale, Dottori Angelo e Andrea Brissolese, dott. Mario Maccagno, dott. Filippo Rainusso, dott. Angelo Pennino, dott. cav. Alfonso Germain, dott. cav. uff. G. G. Queirolo di Rapallo, dott. Scarsi di Zoagli, dott. prof. A. R. Scarsella, dott. prof. Alessandro Aspesi, direttore R. Scuola Commerciale, m. Ernesto Carrà, direttore didattico Civiche Scuole Elem., dott. Sambuceti di Chiavari, dott. Oldoino Marenco di Rapallo, cav. Paolucci Terenzio, capostazione titolare, in rappresentanza anche dell'Ispettore Capo Sanitario del Compartimento dott. Giribaldi, magg. dott. Mario Bonifei, Comandante il Circondario Marittimo, l'ing. Bazan, Vice Ispettore FF.SS., dott. comm. Vitaliano Tonta, cav. Eugenio Verzura, c. m. Roberto Giangrande, cav. Attilio Battilana, Segretario Politico di Castiglione Chiavarese, comm. esare Battilana, Poderstà di Castiglione Chiavarese, cav. Longo, Ricevitore R. Dogana, maresciallo capo Abbo Lorenzo, con militi, comandante la stazione dei Reali Carabinieri, maresciallo maggiore Atzei, comandante la Sezione R. Guardia di Finanza, maresciallo capo Ricci Riccardo,comandante «La Volante» della R. Guardia di Finanza, maresciallo capo Moraldi Antonio, comandante la stazione naviglio R. G. di Finanza, con rappresentanze, cav. Arturo Mosconi, direttore Casa Orfani della Marina Mercantile, il comandante dei Vigili Urbani sig. Corrado Ronchi, e moltissimi altri; indi il Fascio di Combattimento con i membri del Direttorio c.m. Casadio Paolo, sig. Quaquaro Benito, cap. Cetti Emilio, il Dopolavoro Ferroviario, la P.A. Croce Rossa Italiana, Società di M.S. Reduci di Guerra e Militari in Congedo, Società Canottieri Argus, Società Sportiva Tigullio, Società Esercenti, M.S. Pescatori, Lega Navale Italiana, Circolo Sanmargheritese, M.S. Lavoranti Panettieri, i Circoli Cattolici di S. Giacomo di Corte, Società di M.S. di Portofino ed altre tutte, con bandiera scortata dai rispettivi Presidenti con rappresentanza; indi una lunga fila di corone di fiori, fra le quali notammo: quella della Famiglia, del fratello Luigi, famiglia Rasi, famiglia Ratera, famiglia Gambaro, del Podestà di Santa Margherita Ligure, farmacista Rainusso, Corpo Sanitario, Amministrazione delle Opere Pie, Impiegati del Municipio, signora Aida e Attilio Battilana, prof. Ramoino, famiglia Marrè e Cuneo, famiglie Valle e Zerega, famiglia De Barbieri, famiglia Bettinetti, signora Arcangela Ciana e figli, Società Esercenti, famiglia Gaslini, famiglia Poggi, famiglia Rota, ecc.
Il corteo funebre si potò nella Chiesa Collegiata di S. Giacomo di Corte, che era parata a lutto con festoni e profusione di ceri, ove venne celebrata la Messa cantata, officiata dall'Arciprete Teologo don Antonio Panesi, con accompagnamento di canto e musica, eseguiti dalla Scuola Cantorum Palestrinese, diretta dal can.co Giuseppe Comotto."
Anche il figlio Ettore, nato il 10 aprile 1903, si dedicò alla professione medica godendo della stima generale. Era conosciuto come u Villino Cavallini mëghetto: si sposò con Elisa Cavallini, ma non ebbe figli interrompendo così la discendenza medica.
Negli anni '50 costruisce una clinica collocata in splendida posizione lungo la strada che porta a Nozarego e la chiama Villa Attilia, in ricordo del padre. La stessa diventerà poi casa di riposo e, alla fine del 2008, cesserà ogni attività per essere ceduta a un'immobiliare milanese.
Ettore Alberti abita e ha lo studio medico nel Villino Cavallini in via della Vittoria 18, un edificio classico costruito negli anni '30 "nel filone dell'architettura tradizionalista degli anni Venti e Trenta del Novecento" (oggi riconosciuto di interesse culturale dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria).
Ettore muore il 9 aprile 1986, la moglie Elisa nel 2009: il "Villino" sarà lasciato all'Istituto Giannina Gaslini di Genova e da questo venduto per diventare, dopo un'accurata ristrutturazione, una elegante struttura alberghiera.


1 Consigliere comunale dal 1885 al 1887 e Assessore nel 1888 e 1889.
2 Nel 1887 Presidente della Società di Mutuo Soccorso degli Operai. Vedi l'articolo della Gazzetta del 2017 "La Società di Mutuo Soccorso marinai pescatori e il monumento a Re Umberto" sulle dimissioni nel 1909.
3 Settimanale Il Mare del 28 gennaio 1933
4 Settimanale Il Mare del 4 febbraio 1933

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