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    Pezzi di storia

Remi e Chiavarine: una storia in comune
di Fabio Casazza

tratto da facebook "Scarpinate" del 26 agosto 2021

bosco Cos'hanno in comune i pesanti remi delle galee genovesi e le sinuose e leggere sedie note come Chiavarine?
Entrambe nascevano dagli alberi della Val d'Aveto: che fossero remi o sedie, gli alberi della Valle - faggi, aceri o ciliegi - erano rinomati e ricercati in diverse epoche e per diverse lavorazioni.

Le galee erano navi di forma sottile e schiacciata, leggere e mosse sia a remi che tramite vele: usate per scopi militari o di commercio, erano particolarmente adatte alla navigazione nel Mediterraneo.
A partire dal XII secolo le emergenti Repubbliche marinare ne fecero un uso massiccio per i loro scopi: con diverse modifiche ed evoluzioni (galea sottile, galea grossa, galeazza veneziana, etc.) queste navi rimasero in uso fino alla fine del XVIII secolo.
A muoverle, oltre al vento (se e quando c'era), anche la forza di decine e decine di rematori che, a discapito di un certo luogo comune, non erano porto Genova necessariamente dei condannati1.
A ogni galea servivano quindi decine di remi che fossero affidabili e di qualità, dato che senza di essi era come una macchina senza ruote.
A Genova, una parte del lavoro era svolta da artigiani, i remolari, di stanza a Chiavari e che avevano trovato nei faggi della Val d'Aveto un tipo di legno versatile e adatto per produrre i remi: servivano infatti tronchi ben dritti e di notevoli dimensioni, al fine di ottenere in un pezzo unico i remi necessari.
Genova, come l'eterna rivale Venezia, aveva compreso in anticipo l'importanza di tali foreste, arrivando a gestirle tramite una sorta di taglio selettivo, in modo da evitare tagli indiscriminati e dannosi per la foresta. sedia

La qualità degli alberi della Valle venne notata, all'inizio del XIX secolo, dall'artigiano Gaetano Descalzi, detto il "Campanino"2.
Originario di quella Chiavari rinomata per la lunga tradizione nell'arte della falegnameria, Gaetano elaboṛ una sedia particolare, la Chiavarina, che entṛ nel gusto dei genovesi, e non solo, tanto che ancora oggi viene prodotta ed è sinonimo di qualità.
Summa di tutte le conoscenze e degli accorgimenti in tema di costruzione di sedie, la Chiavarina divenne famosa per la sua linea elegante e per la sua struttura leggera, possibile solo grazie alla qualità del legno che Gaetano sceglieva personalmente, recandosi fino in Val d'Aveto, presso i suoi fornitori, per seguire taglio e stagionatura.
Cessati i remi, Chiavari si dedica alle sedie. Ancora oggi, le poche aziende che le producono portano avanti gli stessi principi di lavorazione del Campanino, innovando il design ma restando fedeli alla qualità che rende la Chiavarina la regina delle sedie.


1 vedi l'articolo della Gazzetta "Buonavoglia, forzati e schiavi" del 6 agosto 2012
2 vedi l'articolo della Gazzetta "La caréga de Ciävai" del 10 agosto 2010

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