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    Pezzi di storia

Fccao

«… vignetta 1
Comme gh' l'erba gramma in mêzo a-o gran
e in te ûn costo de rêuze gh' o scorpion,
comme ven in sce ûn corpo bello e san
o ciavello o vespâ, brigoa o bûgnon,
in mëzo a voî, popolo forte e bon
che con orgoglio o s d'ëse italian,
gh' a vipera, gh' o fuccao, gh' o birbon
che co-i marchi o scimiotta Vespasian.
…»1
Cos scrive Carlo Malinverni2 nella sua poesia "Quello che dixe o Balilla de Portoja"

I dizionari sono concordi nel definire fccao come imbroglione e arruffone, "persona astuta e fraudolenta". In termini benevoli un volpone o anche un monello.

Carlo Randaccio fa derivare il termine dal latino fūcātus, participio perfetto di fūco che significa colorare, dipingere, tingere, vignetta 2 imbellettare, truccare, adornare, abbellire, ma anche falsare, corrompere.

Nell'antica Roma3 "le porpore marine, cio i tessuti di lana o di seta tinti coll'umore dei murici, furono sempre rarissime, e nelle epoche di maggior lusso i porporari4 soddisfecero alle sfrenate richieste adulterando le vere porpore, ossia ne imitarono il colore con tinte che traevano dalla Gallia, dall'Egitto e dalle isole dell'Arcipelago greco … [e] si riconobbero fucati ossia adulterati con tinte estratte dalle piante.5 (In modo translato fucatus significa adulterato. Plinio parlando del minio distingue il vero dal falso e questo chiama fucato … come pure d l'appellativo di fucato all'oppio che non sia genuino.)

Giuseppe Olivieri (1851) aggiunge alle definizioni "che inganna o avviluppa con parole"… un politico, insomma.


1 Come c' l'erba grama in mezzo al grano / e nel cespo di rose c' lo scorpione, / come viene su un corpo bello e sano / il foruncolo il gonfiore, la pustola il bubbone, / in mezzo a voi, popolo forte e buono / che con orgoglio sa d'essere italiano, / c' la vipera, c' l'imbroglione, c' il birbone /che con gli austriaci imita Vespasiano.
2 Carlo Malinverni (1855-1922) fa parte della triade classica moderna di poeti dialettali genovesi, insieme a Martin Piaggio (1774-1843) e a Niccol Bacigalupo (1837-1904).
3 "Giornale ligustico" 1878
4 Coloro che tingevano in porpora
5 "Allorch gli antichi volevano parlare della porpora vera le davano il nome di ostro, conchiglia marina, e questo nome venne attribuito di preferenza alle porpore, tirie e sidonie, le quali avevano fama d'essere preparate col liquido porporigeno dei murici."

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