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    Pezzi di storia

La loggia dei genovesi a Bruges
di Baccio Emanuele Maineri

"La lettura" Rivista mensile del Corriere della Sera – febbraio 1916

Il genio e l'attività italiana hanno lasciato, in tutte le ere ed in tutti i secoli, tracce davvero indelebili in ogni parte del mondo.

Loggia La Loggia dei genovesi a Bruges,
come è presentemente

Ben poche sono infatti le città del Mediterraneo che non conservano qualche glorioso ricordo della potenza delle nostre repubbliche marinare: pochissime le metropoli americane sorte o ingrandite in questi ultimi tempi, che non devono ai nostri lavoratori del pensiero o del braccio qualche opera straordinaria, decantata ovunque da tutti gli ammiratori del grandioso e del bello… Le città del Mar Nero e la stessa Costantinopoli ci mostrano tuttora non pochi avanzi della dominazione genovese e veneziana, e le sabbie della Libia ci restituiscono spesso, quasi spontaneamente, non pochi capolavori della romana grandezza. Non si esagera adunque affermando, colle parole immortali del nostro sommo poeta, che la gloria d' Italia
per l'universo penetra e risplende.

Anche la spaventosa guerra che da circa 18 mesi dilania l'Europa ha offerto varie volte l'occasione di parlare delle opere meravigliose dovute al genio italico che si ammirano nei vari stati belligeranti. Alcuni hanno ricordato i lavori compiuti dal Torrigiani, dal Franchini, dal Verrio, dal Bartolazzi e dal Cipriani nell'Inghilterra; altri quelli del Guarnieri, del Guidi, del Chiaveri, del Righini, del Baratta, del Mattielli, del Frisoni, del Corradini, del Balestra e del Rudolfi nella Germania; del Guglielmi, del Carbone, del Gabbrielli, delI'Altomonte, del Barbieri, dello Stanetti e del Martinotti nell'Austria; del Berecci a Cracovia; del Corazzi a Varsavia…
Nessuno però si è finora occupato della famosa Loggia dei Genovesi, costrutta a Bruges nel 1399, allorquando la bellissima città belga era una delle più frequentate dell'Europa del Nord. Tutti i più importanti uomini d'affari delle città mediterranee, non escluso gli arabi, avevano infatti non poche relazioni commerciali con Bruges - la «Venezia del Nord» - la quale accoglieva quasi tutte le lane dell'Inghilterra ed ospitava gli artisti più valenti, e - se si deve prestar fede al famoso motto formosis Brugga puellis gaudet - anche le donne più belle del mondo.
La Loggia dei Genovesi venne eretta sulla piazza della Borsa, nel cuore della città, su di un'area concessa dal Municipio a due ricchissime personalità della «Superba» appartenenti alle famiglie dei De Mari e dei Cattanei, le quali avevano fatto importantissimi prestiti a Bruges. Le due interessantissime incisioni che figurano negli archivi della benemerita Società Ligure di Storia Patria - la stessa che preparò la Mostra Storica delle Colonie Genovesi, tanto schizzo ammirata all'Esposizione di Genova del 1914 - ci dispensano dal fare lunghe descrizioni. La facciata che dava sulla piazza della Borsa era davvero interessantissima: la porta principale costituiva un vero gioiello: bella oltre ogni dire era giudicata la statua rappresentante San Giorgio, il protettore di Genova, nell'atto di schiacciare il dragone. Gli stemmi della Superba e le armi dei fondatori dell'edificio completavano l'ornamento della facciata. In una piccola lapide, sita presso lo stemma genovese, si leggeva l'iscrizione seguente: « croce Hoc hedificium fecerunt hedificare merchatores Januenses Brugis commorantes. M.CCC. XCVIII Anno». I locali interni erano adatti, sotto ogni punto di vista, agli usi ai quali erano destinati: non mancavano grandi magazzini a pianterreno ed al primo piano, comodi locali per gli uffici e le contrattazioni, saloni di ricevimento, ecc.
La casa del Console venne aggregata all'edificio, dalla parte di via Pelletiers, soltanto nel 1441. Essa fu per molti anni sede della «Masseria» la quale, oltre al Console, comprendeva due consiglieri, ed aveva il compito di regolare gli affari ed i dissensi fra i membri della Colonia, il governo di Bruges e quello della madre patria. Fu per opera di quella benemerita istituzione che i mercanti genovesi ottennero non poche concessioni assai vantaggiose in quella città e che si stabilirono i rapporti più cordiali fra i due paesi. Basterà ricordare che tre personalità di Bruges si recarono appositamente a Parigi per chiedere - non invano - la liberazione dei genovesi imprigionati nella loro colonia in seguito alle beghe fra guelfi e ghibellini, per ordine del Duca di Borgogna, e che nel 1436 i genovesi di Bruges fecero tutto il possibile per indurre Filippo il Buono a perdonare ad alcuni brugesi che avevano partecipato ad una specie di rivolta, per avere una idea chiara e precisa della perfetta armonia che regnava fra i cittadini di Bruges ed i loro ospiti.
Gli avvenimenti del secolo XV e XVI ebbero anche una notevole ripercussione sulle relazioni commerciali dei vari paesi ed indussero i genovesi a preferire Anversa alla tanto decantata «Venezia del Nord». La Loggia divenne allora proprietà del Municipio il quale, nel 1578, volendo incoraggiare l'industria del panno, permise che la storica Loggia fosse convertita in una «Saeihalle»1, cosa che non contribuì certamente ad accrescerne le attrattive.


1 Witte Saeihalle, con saie = serge, tessuto leggero di lana di alta qualità: la sala serviva sia da magazzino sia da negozio.

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