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    Pezzi di storia

Sintesi storica del presepe ligure

Liguria, rassegna mensile dell'attività ligure - 1938

1 "La Vergine con Bambino" - Tullio d'Albisola
Ceramica del Presepe strapaesano - 1928

Tutti ricordano la sacra rappresentazione per far memoria della Natività di Cristo e commuovere la gente a devozione che, secondo Tomaso da Celano1, avvenne, per ispirata regia del poeta d'Assisi, la vigilia di Natale del 1223 a Greccio in una grotta tra le rocce del nobile signore Giovanni Vellita2.
E molti conoscono perfettamente l'usanza del presepe italiano, che dalle gole del Sagittario per la declinante pianura di Revisondoli scende e si espande per tutta Italia sino all'universale estensione d'oggi.
Quindi senza citare il famosissimo presepio di Carlo III di Napoli e senza rifarci all'antica tradizione presepiale napoletana, siciliana e spagnola o alla nuova scuola di Giuseppe Sammartino (1728-1792) o a «sor Meo» Pinelli figlio del figurinaro in Roma, parliamo delle Liguria e dei nostri.

2 "Pescatori" - Lino Berzoini
Gruppo Presepiale - Monotipo in maiolica e
smalti preziosi - 1937

Secondo storici3 l'uso del Presepe nel genovesato cominciò a diffondersi nel XIV secolo; ma rari sono i cimeli figurini del seicento mentre nel settecento il presepe vigoreggia e diviene espressione d'arte oltre che di fede.
Dei Presepi liguri ci rimane notizia4 che di magnifici ne possedettero i nobili genovesi, Spinola, Doria, De Ferrari, Cambiaso, e si può dire che non vi fosse ricca casata che non ne avesse uno.

3 "Contadino" - Eliseo Salino
Figurina per presepe moderno monotipo
in maiolica colorata - 1938

Al museo di «villetta Di Negro» si conservano gelosamente centinaia di figurine in legno e in «cotto» vestite di damaschi e sete sfarzosissime e ornate persino di ori e gioielli, opere preziose del Parodi, di Antonio Maria Maragliano (1664-1741), al quale si deve l'inestimabile - ma ohimè disperso - presepe di Vittorio Amedeo di Savoia, del Ciurlo, del Gaggini detto Bissone, di Pittaluga, Navone, Traverso e altri dell'epoca.

4 "Madonna con Bambino" - Nino Strada
Figurina per presepio moderno - Maiolica - 1935

Tra le chiese, oratori e conventi, e tra le potenti confraternite religiose, eravi emulazione nel costruire il Presepio, e si ricordano, famosi per la grandiosità delle prospettive e per la soavità delle figure, quelli dei Cappuccini di Genova, dei Cappuccini e della Collegiata di S. Andrea di Savona, di Taggia, della Madonnetta d'Oregina, di S. Nicolò di Voltri, S. Antonio a Diano Marina, Frati Minimi di Oneglia e di moltissimi altri sparsi nei paesini della Liguria.

5 "Pescatori" - Eliseo Salino
Figurine per presepio moderno - monotipo in maiolica - 1938

Santo Varni5 ha incominciato la scultura intagliando e modellando figurine per presepi nello studio di Antonio Olivari, eccellente figurinaio genovese, quanto il savonese Filippo Martinengo6 detto il Pastelica, maestro di lavori a stecco7 in creta come dice il soprannome dell'artista che rappresenta la scultura del secolo XVIII in Savona.
In Albisola Marina le «figurine» nacquero ai tempi di Napoleone per amore di umilissimi piattaj.
Nelle veglie religiose e operose, Maria Dedone e Bartolomeo Rossello, facevano i RE MAGI per la monachina BENEDETTA (1811)8.
Nelle lunghe sere autunnali, Concessa Nervi e Giacomo Brilla, facevano le Madonne e i Pastori per l'irrequieto ANTONIO (18l3)9.
E dagli albori del secolo XIX, in quasi tutte le famiglie artigiane di Albisola e del Savonesato, in casa alla sera, si compongono ancora migliaia di figurine in terracotta che i bimbi adorano come personaggi vivi, portatori di doni e di sogni da Natale all'Epifania.

6 "Pescatori" - Eliseo Salino
Figurine per presepio moderno -
monotipo in maiolica - 1938


Senza dimenticare i gruppi presepiali in biscuit10 e in terraglia bianca cristallina, che furono eseguiti, appunto nel primo quarto dell'ottocento dalle varie manifatture ceramiche di Savona e dalla fabbrica Rosciano in Albisola poi, per le facoltose famiglie cattolicissime liguri e piemontesi, ci riferiremo particolarmente ai «pastori» popolari, colorati festosamente a freddo (spogli della lucente vetrina a gran fuoco) eseguiti a stecco e a stampo con emotivo candore artistico, e vedremo ì piccoli maestri figurinai di questo modesto e soave ramo ceramico.
Il capostipite riconosciuto è Antonio Brilla, che compose, con la devozione naturale della sua estrosa vigoria scultorea, interi grandiosi splendidi e animati Presepi che sono tutt'oggi i modelli prototipi dell'agglomerato che popola il mercato figurinaio di S. Lucia a Savona.
Particolarmente si ha menzione ancora di due presepi del Brilla Antonio eseguiti al tempo della presa di Roma. In genere si attribuiscono a lui le migliaia di «figurine» eseguite dalla sua famiglia, e in particolar modo quelle e stecco e fresco del fratello Stefano che fu il presepista maggiore della casata Brilla - in quanto, l'Antonio, divenuto celebre e fecondo statuario, lavorò intensamente a opere di grande mole.
A Genova e copiosamente a Savona si conservano Presepi completi del Brilla, presso Oratori e Conventi e presso le famiglie Del Buono, Serra, Venturino, Pescetto, Burnengo e tante altre.

7 "Presepio" - Dino Gambetti
Composizione presepiale futurista 1930
Proprietà di S. Ecc. F.T. Marinetti

A Savona, tra i presepisti, si ricordano ancora il pittore Oxilia Agostino che sarebbe stato il primo maestro di Antonio Brilla, Stefano Murialdo, vulgo «crocetto», più noto - arguendo dal soprannome - come l'autore della «Deposizione dalla Croce» che come scultore presepiaro, e - ultimi figurinai viventi, Siri e Tambuscio.

I figurinai dell'Albisola dell'ottocento non ebbero certo la rinomanza dei colleghi del capoluogo per i quali nutrivano una rivalità di accesa concorrenza.
Sui modelli concessi da Lazzaro Pescio, dal Bolla, da Agostino Grosso, e sugli stampi ingenui di presepiari anonimi, sul finire del secolo, dai «caruggi» del vico figulino11 un numeroso nucleo di figurinai (Spirito, Ghersi. Poggi, Pescio, Schiappapietra, Siccardi Ferrando detto «Cilla» e circa cinquanta famiglie piattaie e stovigliaie) dava vita ad un commercio che arrivava persino alle fiere di Napoli, con una produzione di pastori, pecore, fanti, angeli, magi, quadrupedi, gelindi12 e sacre famiglie nella grotta di Betlemme, che superava i centomila pezzi l'anno!

8 "Presepe" - Manlio Trucco

Ai nostri giorni, le venerande figurinaie, Angela Poggi (la decana indimenticabile «Geinin» scomparsa nel '37), Maddalena Ghersi, Siccardi, Nicoletta Pescetto, Eustacchio Momine, Goretti, e chissà quante altre operose nonnine artigiane di Albisola, lavorano notte e giorno, con immutabile caratteristica di ambiente e di stile, a fabbricare, con indicibile misticismo, tra un rosario e una novena, carovane interminabili al seguito dei Re magi, mandre di pecorelle per i pastori, sciami di candidissimi angeli per la gloria del Bambino Gesù scaldato dal bue e dall'asino, e per la fede Cristiana dei «gelindi» inginocchiati davanti alla Capanna più grande di tutti i grattacieli del mondo!
Un rigido mattino di Vigilia, Luigi Pennone, il «Lupo» dei nottambuli, per gli occhi celesti di Santa Lucia e per gli amici ceramisti di Albisola ha detto:
«… il popolo nostro vede ancora e soltanto nei rozzi ed ingenui pastori fabbricati dalle vecchiette Albisolesi, l'unica, vera eterna storia della Natività del Divin Redentore.
E se artisti di gran nome e di illustre firma – Mazzotti, Strada, Servettaz, Rambaldi, Raimondi, Trucco e persino Arturo Martini – han creato modernissime figurazioni della cristiana poesia natalizia, queste resteranno sul piano storico del rinnovamento ceramico come interpretazioni d'eccezione.
Il presepe per i bimbi e gli adulti di questa sana e credente umanità di Liguria sarà sempre nel tempo, quello dei goffi, rozzi, mal finiti, ma poetici e toccanti pastori dalle tinte inverosimili e dalle facce che son di tutti e di nessuno.»


1 Tommaso da Celano (1190-1265), frate francescano, poeta e scrittore
2 Persona ricca e generosa che aveva già donato ai frati la collina rocciosa dove si erano stabiliti
3 Vittorio Poggi – Costumanze savonesi del buon tempo antico – Il Natale. 1903
4 Tito de Ottone – Il Natale a Savona -1937 XVI.
5 Scultore genovese (1807-1885)
6 Scultore savonese (1750-1800)
7 Tecnica di decorazione graffita antichissima, attribuita alla Cina, che si ottiene incidendo con uno "stecco" la superficie della terracotta.
8 Beata Suor Giuseppe Maria Rossello di Albisola (1811-1880) fondatrice dell'ordine delle figlie di N. S. della Misericordia.
9 Antonio Brilla (1813-1891) scultore insigne di Savona.
10 Porcellana opaca, dura e bianca così chiamata a causa della duplice cottura
11 di vasai
12 Gelindo è il nome di un pastore caratteristico del teatro popolare piemontese.

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