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    Pezzi di storia

Rapallo nel diario di Octave Pirmez

dal libro "Jours de solitude" (Giorni solitari) di Octave Pirmez, 1869
Diario di un viaggio che inizia il 7 marzo dalla Vaucluse, in Provenza e si snoda attraverso Marsiglia,Nizza, Genova, Livorno, Roma, Napoli, Sorrento, ancora Roma, Siena, Firenze, Verona, Venezia, Firenze, Perugia, Pisa, Carrara, ancora Genova, Torino, Milano (dove si trova il 20 aprile dell'anno seguente), e lascia l'Italia arrivando a Chambéry, in Francia, il 7 maggio. Il diario si chiude il 10 dicembre.


Pirmez Octave Pirmez (Châtelineau, 1832 – Gerpinnes, 1883), scrittore appartenente a una nota famiglia belga. Visse una vita tranquilla nel castello di famiglia di Acoz, dove morì. Ammiratore del romanticismo francese, i suoi libri raccontano le proprie emozioni, con riflessioni piene di malinconia.

15 aprile [si trova a Genova]
All'ultima luce del giorno presi posto nella carrozza che mi doveva portare a Pisa. Piazza San Domenico [l'odierna Piazza De Ferrari] era gremita di ortolani che esponevano i loro prodotti verde su rami di alloro e gridavano a squarciagola, abbordando i compratori.
Monaci mendicanti, con le bisacce sulle spalle, fendevano la folla indaffarata. Li abbiamo salutati cordialmente, offrendo loro della frutta.
Abbiamo attraversato Recco, lasciando Porto-Fino a sud, per salire in montagna. Questa riviera, più varia di quella di Ponente, è meno pericolosa; la strada si copertina avvicina a volte ai precipizi ma se ne discosta presto. Ci sono luoghi strani, imbuti di roccia, dove si attraversano zone verdi e aree pietrose.
Arriviamo a Rapallo, un semicerchio di case di pescatori addormentate in fondo a un'insenatura. Il paesaggio è magico. Davanti a noi si erge un'enorme torre, interrotta da feritoie; le onde, con le loro increspature nere, arrivano a eroderne la base.
Alcuni bambini giocano e si dondolano in una barca ormeggiata. Alcuni contadini, in compagnia di giovani ragazzi che indossano berretti rossi, scendono dalle colline. Mentre il sole che tramonta sprofonda tra le onde, il mare si oscura, e i pini marittimi che vi si affacciano sembrano grandi uccelli notturni, immobili nel loro volo.
Il Medioevo e il presente, l'orgogliosa malinconia e la felice indipendenza, c'è tutto.
Rifacendoci con il pensiero ai secoli del folle eroismo, benediciamo il presente, la giovinezza.
E' scesa la notte quando passiamo da la Spezia. …

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