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La villeggiatura della principessa di Germania a Portofino

Gazzetta Piemontese – 28 settembre 1886

Il soggiorno prescelto dalla famiglia del principe ereditario di Germania1 per passarvi la stagione invernale attira naturalmente Federico III l'attenzione pubblica su questo piccolo paese della riviera occidentale; è quindi opportuno dare ai nostri lettori una qualche notizia intorno a questa località poco conosciuta, perché si trova fuori del contatto delle linee ferroviarie, telegrafiche ed anche, per ora, stradali.

Il giorno 22 il principe imperiale di Germania giunge in treno a Genova alle 12.45, fa una breve passeggiata in città "in vettura" e riparte per Santa Margherita alle 14.20, dove giunge alle 16.25. Si reca "in vettura al porto, ove venne ricevuto dalla principessa, dal figlio e dal loro seguito; proseguirono unitamente a piedi sino a Portofino".
Il 30 settembre incontra Luigi Filippo Alberto d'Orléans (1838-1894, il Conte di Parigi), pretendente al trono francese, in esilio, che era sceso all'Hotel Belle Vue e con lui si reca in vaporetto a Portofino.
Il 10 ottobre Federico si reca in stazione a Genova per accogliere il figlio Enrico (1862-1929), col quale "si recarono in vettura a fare un giro per la città, quindi assistettero ai divini uffizi nel tempio protestante di via Assarotti": ripartono poi per Portofino.
Il 30 ottobre il quotidiano Gazzetta Piemontese scrive: «Genova - La nostra città è oggetto continuo di visite per parte dei principi di Germania, i quali dal promontorio di Portofino vengono ben volentieri o in battello o in ferrovia a vedere quanto vi ha di bello e di prezioso; il principe imperiale appassionatissimo di cose artistiche, di antichità, non trascura di vederne una, e si può dire che oramai conosca a fondo la nostra città. Ieri i principi visitarono la Chiesa di Castello e tutti i suoi tesori artistici; poi si recarono all'Hôtel de Gênes e fecero banchetto colla duchessa di Galliera, che era stata appositamente invitata. Alla sera ritornarono a Portofino.»
Lo stesso quotidiano scrive il 2 novembre: «Il principe di Germania prima di partire per Monza ebbe l'altro giorno un solenne ricevimento per parte del marchese Durazzo Pallavicini e fu onorato d'uno splendido lunch cui prese parte tutta la famiglia … nel palazzo del marchese Durazzo, in via Balbi… La principessa trovasi finora a Portofino e vi resterà ancora qualche giorno.»

Portofino è un pittoresco paesello costrutto lungo la riva del mare, in una insenatura naturale, aperta a Greco-Levante presso la punta più meridionale del monte che divide Recco e Camogli da Santa Margherita e Rapallo. Il monte, che porta il nome di questo piccolo Comune di 1200 anime, lo si potrebbe dire piuttosto una massa composta di monti, i quali con forme bizzarre si precipitano quasi a piombo sul mare per una lunghezza di circa cinque miglia; fronte rocciosa, volta a mezzodì, che non presenta altre insenature accessibili, tranne quelle di San Fruttuoso e di Portofino: quest'ultimo segnato nelle antiche carte marine col nome di Portus Delphini.
La località prescelta dall'augusta famiglia è meravigliosamente bella per ampiezza di prospettiva, per ricchezza di vegetazione, per svariate e curiose accidentalità del suolo, che rompe in valloncelli, si aderge in graziose colline e si solleva anche a ragguardevoli altezze di alpestri e dirupate montagne, quali sarebbero quelle del Telegrafo, il Bocche ed Brano. La temperatura di Portofino è certo delle più miti che si possano avere sulla riviera ligure, e sotto questo aspetto vince Nizza, Bordighera, San Remo, Alassio e Nervi.
Il palazzo, che costrusse in Portofino lord Carnavon or sono tre anni, soprasta al piccolo paesello e ne domina il porto. La sua principale facciata è formata a grandi logge munite di invetriate, dalle quali si prospetta il golfo Tigulio, Santa Margherita, Rapallo, la costiera da Chiavari a Sestri, la cui penisola sembra quasi rinchiudere questo vasto bacino di mare ed il capo Mesco che cela la Spezia. Dalle finestre laterali, lo sguardo si stende da una parte sull'immenso azzurro del Mediterraneo, che in quel punto ha profondità ragguardevoli, e dall'altro sulle amene ville dei dintorni di Portofino, ricche di vigne, di oliveti, di alberi fruttiferi e di folte pinete.
Portofino ed il suo territorio sono pochissimo conosciuti. E' difficile trovare, anche fra i più accaniti girovaghi, chi conosca questo paese altrimenti che di nome, e pochi sono i genovesi che vi si sono, anche una sol volta, recati. Ma coloro che lo hanno una volta visitato, colpiti dalla bellezza incantevole di quei luoghi, vi fanno ritorno, meravigliando che tanta mitezza di clima e vaghezza di naturali prospettive, siano così poco note ed apprezzate da viaggiatori e touristes.

Villa Carnavon Villa Carnavon


Uno fra i più appassionati ammiratori di questa pittoresca località fu sempre Montagu Brown, console d'Inghilterra in Genova, il quale, da giovinetto, dilettandosi di corse marittime, aveva più volte visitato per terra e per mare il monte di Portofino. Quando poi venne posto in vendita dal Demanio un vecchio e diroccato fortilizio che domina l'abitato di Portofino e la sua graziosa insenatura, il Brown lo acquistò con piccola spesa; ma con largo dispendio vi costrusse su quelle rovine una comoda abitazione, pur mantenendo alla nuova costruzione il carattere artistico dell'antico castello.
Il Brown, quasi ogni giorno, da Genova si recava al suo romantico nido di Portofino, dacché questo Comune non riuscì mai ad avere compiuta una strada carrozzabile con Santa Margherita, che ha stazione ferroviaria, stante le divergenze che esistevano fra questo Comune ed una sua frazione detta Corte.
Quindi, non potendosi accedere a Portofino se non a piedi, o per mare, è facile spiegare perché la località fosse poco visitata e pochissimo conosciuta.
Astrata dalla bellezza del luogo, il signor Federico Brown, fratello o cugino del console, acquistò e con molto buon gusto rifabbricò l'antico castello di Paragi, altro piccolo Eden che sorge in un seno di mare fra Portofino e Santa Margherita; ed il comm. Molfino, ex-deputato, acquistò ed adattò opportunamente la batteria dell'Olivella, antico fortilizio che dominava la punta est di Capodimonte.
Fra i vari amici che Montagu Brown conduceva col suo piccolo piroscafo al castello di Portofino, si trovò negli scorsi anni lord Carnarvon, che, entusiasmato della bellezza di quella località, volle acquistarvi larga zona di terreno, erigendovi con non piccola spesa l'attuale palazzo. Intimo qual è il Carnarvon della regina Vittoria, avendo saputo come alla sua figlia principessa di Germania fossero dai medici consigliate durante il periodo autunnale ed invernale le aure della riviera ligure, l'illustre conte fu lieto di offrirle il suo palazzo di Portofino, ove la sua famiglia aveva già passata la cattiva stagione, esperimentandovi la più eccezionale mitezza di clima, stante i ripari delle circostanti montagne.

Vista Vista di Portofino


Certo Portofino presenta inconvenienti, e la principessa ha dovuto subito esperimentarli, non avendo potuto con le sue tre figlie recarvisi se non per mare, con apposito piroscafo che impiegò circa due ore nel viaggetto da Genova.
Quanto al principe ereditario, preferì andar per ferrovia a Santa Margherita e colà percorrere a piedi con la sua famiglia tutta la strada che lungo il mare si stende da questo Comune a Cervara, a Paragi ed a Portofino.
Così si ebbe a constatare la mancanza di telegrafo e la scarsezza di approvvigionamenti che i maestri di casa sudano quattro camicie a procurarsi a Santa Margherita, a Rapallo ed a Genova.
D'altra parte la venuta di questa illustre famiglia ha subito determinato i Comuni limitrofi ad attivare i lavori della strada carrettiera, che sarà forse terminata fra un mese, ed ha persuaso l'amministrazione italiana a stabilire in quel paese un ufficio telegrafico.
Non vi è dunque dubbio che quel Comunello non abbia a risentire grandi benefizi dal soggiorno che vi farà l'augusta famiglia.
D'altra parte i Reali di Germania si troveranno colà in quella tanto cara e da loro giustamente desiderata libertà, di poter scorrere a loro bell'agio i dintorni senz'aver la noia di essere osservati, seguiti ed anche, se vogliamo, acclamati.

Villa Altachiara Villa Carnavon, oggi Altachiara


I nostri gentili ospiti da Portofino potranno fare gradite escursioni sui monti che lo circondano; visitare l'antica Badia dei Certosini in fondo al romantico Fiordo di San Fruttuoso in Capodimonte, la torre e le tombe dei Doria. Amanti come sono, le persone che compongono la famiglia del principe, di escursioni, potranno salire al Monte del Telegrafo, dal quale si gode la stupenda veduta dei due golfi, il ligustico e quello di Rapallo; recarsi all'amenissima erta di Ruta; salire al Deso, dal quale si ha una ampia prospettiva; visitare la Cervara2; recarsi a Monte Negro e fare sul mare un po' di quella lieta e spensierata vita da pescatori, che per le persone costrette ai cerimoniali della Corte è di una delizia ineffabile.
La villa Carnavon sorge presso l'istmo ove si trova la chiesuola di San Giorgio, e da un lato ha su di un monticello il maniero Brown e su di un altro un piccolo forte diroccato, ove si deve costruire un faro.
La casa Carnavon ha un corpo avanzato con sala di ricevimento, gabinetto di lettura e sala da pranzo al piano terreno; al disopra sono le stanze padronali, ed in un corpo annesso varie piccole stanze, che paiono quelle degli ufficiali di marina sui bastimenti da guerra.
L'entrata è dalla parte nord ed è ornata di un pronao di quattro colonne sorreggenti un timpano sul quale si legge la seguente iscrizione:

Hunc domum ædificavit
Deo gratias reddens et redditurus
Henricus Comes de Carnavon
1881

Alla figlia della regina Vittoria, alla moglie del valoroso principe ereditario di Germania, al suo augusto sposo ed a tutta la simpatica famiglia auguriamo una buona stagione balnearia (appunto or ora incominciata dagli augusti principi) ed un piacevole soggiorno invernale, che possa render loro gradito il ricordo dell'umile paesello di Portofino3.


1 Il futuro Federico III (1831-1888), figlio dell'imperatore Guglielmo I. Sarà imperatore per 99 giorni da marzo a giugno 1888, quando morirà per un tumore alla laringe che aveva cercato di curare recandosi il 3 novembre 1887 a Sanremo. Il 25 gennaio 1858 aveva sposato la principessa Vittoria, primogenita della regina Vittoria del Regno Unito.
2 Il Principe Federico ebbe un ottimo rapporto con Padre Eugenio Vairo che con il fratello Albino aveva restaurato il convento, "tanto da meritare che lo stesso Imperatore Federico II di Germania, prima di lasciare il soggiorno di Portofino, salisse nella sua cameretta per prendere da lui commiato" (Annali di A.R. Scarsella)
3 Scrive A.R. Scarsella nei suoi Annali: … il Principe Ereditario di Germania, che mostrava una gran predilezione per la nostra passeggiata a mare, donde il nome di Via Principe Federico Guglielmo che essa portò fino allo scoppio della guerra (oggi Corso Guglielmo Marconi).

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