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    Pezzi di storia

Santa Margherita negli Annali di Agostino Giustiniani

Agostino Giustiniani nacque nel 1470 a Genova e a quattordici anni cercò di entrare nel convento domenicano di S. Maria di Castello, ma i genitori si opposero e lo copertina affidarono a uno zio mercante in Spagna, a Valenza. Ammalatosi dopo tre anni, rientrò in Italia dove il 26 aprile 1487 riuscì a soddisfare la sua vocazione religiosa entrando nel convento genovese di Castello a Pavia, nell'ordine dei Domenicani. Ricevette l'ordinazione sacerdotale il 20 settembre 1494 a Bologna, dove dal 18 luglio frequentò come studente il convento di San Domenico. Il 1 giugno 1503 il capitolo generale di Piacenza lo nominò magister studiorum e il 20 maggio 1512 fu promosso baccelliere [titolo accademico].
Nel 1514 fu nominato vescovo di Nebbio, in Corsica: nel 1517 si trasferì in Francia dove insegnò all'Università di Parigi.
Morì nel 1536 nel naufragio della nave sulla quale era imbarcato, tra l'isola di Capraia e la Corsica. I suoi Castigatissimi Annali di Genova furono pubblicati postumi nel 1537.

Il primo dei sei libri che compongono gli Annali riporta:
«… Et seguitando il viaggio per la marina, lassata la conca di Camogli occorre la montagna nominata Capo di monti che si prolonga tuttavia andando verso levante cinque miglia, in mezzo della quale in l'estremiltà di una cala maritima, è l'antica Abbatia di S. Fruttuoso di monaci di S. Benedetto, la quale il Principe Andrea D'Oria per quelli tempi ha fatto riparare: ed in quella sono molti corpi santi, alla invocazione de' quali gli uomini della valle di Bargaglio ricevono molte volte espresso miracolo di acqua e di sole.
Ed in l'estremità del monte è il porto nominato da i moderni Portofino, il quale con la villa qual fa da foghi ducento, fu già dell'Abbatia sopraddetta: ed al presente è della Repubblica.
Dopo seguita tuttavia procedendo a tramontana e levante, perché il monte fa golfo, il porticello con la villetta di Paragi, con foghi otto o dieci, della parrocchia di nostra Donna di Nozarego; e poco su in la costa il monastero di S. Hieronimo della Cervara, luogo molto ameno, dove abitano monaci Osservanti della congregazione di Montecassino. pagina
E non troppo distante dalla Cervara, vi è nostra Donna di Nozarego sopraddetta. Ed appresso viene la villa di Corte con foghi cento, sotto la parrocchia di S. Giacobo; e dopo, la villa di S. Margarita, già celebrata per il numero di navigli, e per numero di buoni marinari, con foghi eziandio cento.
Ed ultimo viene il borgo di Rapallo ben popolato e civile: e fa trecento foghi con la parrocchia de' SS. Gervasio e Protasio; e due monasteri, uno di Heremitani, e l'altro di Minori. Ed è questo borgo il capo del golfo, nel quale sono più porti, Prello, Trivello, Poma, e Langan.
Ed allo spalle del borgo è un bel piano, nominato il canale, pieno di ottimi pascoli, dove sono vitelli in abbondanza ed in perfezione: ed in questo canale, sono S. Piero, con foghi cinquantacinque; S. Andrea di Foggia, con foghi trenta; S. Quilico, con foghi sette; e le ville di Rapallo infra terra sono: S. Michele con centoventi foghi; S. Siro qual ne fa cinquanta; la villa di S. Lorenzo, qual ne fa ottanta; quella di S. Martino, settanta; e quella di S. Martino, con centoventicinque, una rettoria, nominata nostra Donna del Campo; il monastero di val de Cristo, altre volte di monache Cisterciensi , ed al presente di S. Chiara Osservanti. E l'altre ville sono: la Stella con dieci foghi; e la villa di Zoaglio celebrata per la bontà dell'olio, qual comprende foghi cinquanta; e la villa di S. Ambrogio con cento foghi; e quella di S. Martino con sette case: e si vedono, in le circonstanze di questo borgo le vestigia e le ruine del Castello della Banca, e del castello Rapallino. I borghesi sono gente assai civile, mercadanti, e marinari, quali hanno parecchi navigli, ed artefici con pochi lavoratori, ed hanno un ospitale per gl'infermi di S. Lazzaro, nel quale altre volte gli Svizzeri commisero quella gran crudeltà al tempo delle guerre francesi. …»

Santa Margherita è ricordata anche nel quinto libro:
«1432 - … E del mese di Settembre ventidue galere di Venetiani andarono nel golfo di Rapallo, e fecero gran danno alle ville di Zoagli, di S. Margarita, di Corte, e poi alla villa di Bogliasco, e non ritrovando huomini co' i quali potessero combattere, combatterono con le case e con gli alberi, e vennero le sopradette gallere, stettero circa due ore nel porto di Genova, e poi si partirono. …»

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