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    Pezzi di storia

Il porto di Genova nei secoli

"La lettura" Rivista mensile del Corriere della Sera – ottobre 1922

primitivo Il porto di Genova nello stato primitivo
(da un quadro del Palazzo Bianco)

Oggi che sul porto di Genova tengon fissi gli sguardi tutti gl'italiani (e non gl'italiani solamente) è interessante rievocare brevemente il secolare lavorio occorso per rendere questo centro di movimento e di traffico una preziosa arma di ricchezza nazionale, resa oggi inerte o quasi per le sin troppo note ultime egemonie… Osservando le nostre incisioni il lettore può farsi un'idea di quel ch'è costato in genialità e lavoro questo nostro emporio commerciale.
Dalla breve insenatura denominata Mandraccio quale ci appare primitivamente al superbo quadro della visione del porto di oggi quale cammino!
Una pregevole pubblicazione di Cesare Festa, fatta nel 1905, quando questo nostro ricco e bel porto era nella sua più promettente efficienza, ci potrebbe oggi essere fonte di molte meditazioni… I primi lavori risalgono al secolo XI, modesti lavori in verità: qualche gettata di sassi sugli scogli dalla piazzetta che dal Molo si stendeva verso ponente. Nel 1130 i lavori, per bando consolare, si accentuano: e per opera di Fra Oliviero e di Fra Filippo, che costruirono il Molo Vecchio.

primitivo Porto di Genova nel secolo XV (da una vecchia stampa)

Nel 1283 Marino Boccanegra di questo terrapieno, che in fondo altro non era, faceva un vero e solido molo. Nel 1464 a cura dell'architetto Anastasio Alessandrano viene completato e prolungato, ed infine nel 1553 il celebre Galeazzo Alessi vi eresse la magnifica porta ed il bastione.
La prima darsena rimonta al 1267, ricostruita poco più tardi dal Marino Boccanegra fuori della famosa porta dei Vacca, ove la Repubblica di Genova custodiva ed armava le sue galee di guerra. Questa darsena venne successivamente ampliata sino al 1545
I ponti dì sbarco - denominati Cattaneo, della Legna, della Mercanzia, Spinola, Calvi e Santa Limbania - furono costruiti, sulla costa orientale, dal 1276 al 1545. Fra il ponte Cattaneo e quello della Mercanzia venne quindi eretto il Porto Franco.

pianta Pianta del porto nel 1700
(dall'originale esistente nell'Archivio del Comune)

Nel 1613 una terribile libecciata dimostrò la necessità di nuove opere. E, su i disegni di Ansaldo Demari, fu allora costruito il Molo Nuovo, alle cui spese concorse la Casa di San Giorgio, il banco famoso. Il 22 maggio 1638 ne venne collocata, con grandi feste, la prima pietra.
Nel 1821 un'altra terribile burrasca procurò al porto la sollecita costruzione del nuovo braccio, così detto a martello, del Molo Vecchio, opera del Chiodo.
Altra burrasca furiosa nel 1843 ed altro prolungamento del Molo Nuovo. Il grande bacino di carenaggio alla Darsena (ing. Damiano Sauli) fu terminato nel 1851.
Nel 1875 le operazioni commerciali del porto si aggiravano già sul mezzo milione di tonnellate annue, ma difettava lo spazio. Grandi progetti quindi e discussioni per un nuovo ampliamento: chi lo voleva a levante, chi a ponente. Vennero troncate tutte queste dispute dal duca di Galliera che offerse alla sua città venti milioni per l'attuazione sollecita del progetto Adolfo Parodi.

sec. XIX Il porto sul principio del secolo XIX (da una vecchia stampa)

I lavori, cominciati nel 1877, terminati nell'88, furono sistemati nel '91. E da allora, si può dire, ogni giorno sorse un'opera nuova - che lo spazio qui ci obbliga a non numerare – recando il nostro maggior porto all'altezza dei più cospicui d'Europa.
Avrà veduto il lettore come tutti i primi suoi progressi si devono a burrasche! Speriamo che quella che sta ora attraversando – per opera di chi lavorava unicamente per la libertà… propria - sia propizia al porto di Genova per il conseguimento definitivo della potenza che gli è necessaria pel bene del nostro paese.

oggi Il porto d'oggi
Molo Vecchio Il Molo Vecchio (da una vecchia stampa)

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