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    Pezzi di storia

Da Genova a Livorno
di John George Keysler

tratto dal libro "Travels through Germany, Bohemia, Hungary, Switzerland, Italy, and Lorrain" di John George Keysler1, Fellow of the Royal Society in London, 1751

autore Lettera XXXIX
Il litorale dei territori genovesi e della Città di Livorno.
Signore,
Il viaggio da Genova a Lucca è molto fastidioso e pericoloso, essendo le strade cattive e spesso infestate di briganti, e con locande che offrono poche comodità; per cui, per chi ha già visto Milano, è consigliabile prendere una feluca per Livorno, soprattutto in autunno e inverno.
In quei mesi i Corsari si tengono a una certa distanza dalle coste dell'Italia e, essendo il vento generalmente nella parte settentrionale, il tragitto si compie facilmente in due giorni.
Un lasciapassare del Console di qualunque Nazione che sia in pace con le Reggenze di Barbaria può rivelarsi utile in questo viaggio; ma è assolutamente necessario un certificato sanitario.
Ho più volte osservato che nei lasciapassare i consoli usano riferisrsi a se stessi con la prima persona plurale2 e nel sigillo i loro nomi sono intorno allo stemma sovrano, alla maniera degli imperatori di Costantinopoli.
La distanza da Geova a Livorno è calcolata in centoventi miglia italiane, e la tariffa abituale per una feluca privata è tra tre e quattro pistole3. Questi vascelli sono una specie di brigantini leggeri che portano dieci o dodici persone, ma senza coperta, usano sia remi che vela tenendosi sempre vicino alla riva; se il vento è sfavorevole, o se temono di incontrare i Corsari, di notte si rifugiano in qualche luogo sicuro o insenatura sulla costa.
Da Genova a Capo Fine, o Punto Fino, sono quindici miglia italiane e si passa per Nervi e Camogli. La costa è molto gradevole, con diversi villaggi e case mappa singole situate in riva al mare; ma Capo Fino è un lungo scoglio brullo, con un castello sulla sommità nel lato orientale, ad una estremità della baia di Rapallo.
Questa città offre una prospettiva gradevole, costruita in forma di anfiteatro. Sulla costa, tra Rapallo e Lavagna, c'è un grande villaggio disordinato, chiamato Chiavari, che è omesso in diverse mappe diverse.
Superata Lavagna, la costa comincia ad avere un aspetto meno gradevole.
Sestri di Levante è una piccola località distante trenta miglia italiane da Genova, che deve non va confusa con Sestri di Ponente, che si trova sei miglia a ovest di Genova.
Oltre Sestri di Levante, lungo la costa, sorgono Framura, Bonassola, Levanto, Monte Rosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore; le ultime cinque località si trovano tra Capo del Mesco, o di S. Antonio, e Capo o Porto di Venere; da questa vicinanza reciproca sono chiamate le cinque terre.

feluca Feluca, chiamata anche filuca e faluca, in dialetto genovese felûa, era una nave con la sponda bassa molto usata nel Mediterraneo, adatta alla navigazione sotto costa.
Riportiamo la definizione che ne dà Simone Stratico nel 1813:
« Bastimento piccolo e sottile che va a vela e a remi, e atto alla marcia veloce. Le filuche hanno d'ordinario dodici remi per banda e due alberi, cioè di maestra e di trinchetto.
Per la sua forma e pel suo guernimento la filuca ha qualche somiglianza con le galee, con la differenza che è molto più piccola. I due alberi sono inclinati sul davanti a tre gradi dal perpendicolo: hanno due vele triangolari o latine, impennate col loro lato maggiore ad un'antenna, la quale supera di molto la lunghezza dell'albero. Sul davanti hanno un lungo pezzo di legno rotondo sodamente fermato che sporge all'infuori, e chiamasi la freccia, la quale serve per murarvi la vela di trinchetto e per la manovra delle corde del davanti.
Le filuche che si armano in guerra sono di robusto legname, portano due cannoni da due libbre sul davanti, e trentadue petriere sostenute da candellieri di ferro, piantati tutto all'intorno sul discolato.
Il ponte è aperto ai lati con dodici piccole boccheporte, corrispondenti ai dodici remi; nel mezzo della stiva vi è un corritojo, e da ciascun lato dodici piccole stanze o paglioli, uno per ciascun rematore. I rematori non vogano seduti sopra banchi, come nella maggior parte dei bastimenti a remi, ma levati i quartieri delle boccheporte, siedono sopra i traversi delle stesse, e co' loro piedi affrontano degli altri traversi fermati a quest'uso al bastimento, alla metà dell'altezza della stiva.
La stanza del capitano è verso poppa: è formata da una tela incatramata o dipinta, sostenuta da archi leggieri di legno (felze). Si dispongono ai lati delle casse le quali servir possono insieme per fondi di letti, per banchi e per armadj. Le due tavole che formano i due lati del felze chiamansi le ali. Sono dipinte o scolpite di vari ornamenti; sporgono molto all'infuori della poppa, e sono congiunte alla loro estremità posteriore con una tavola posta verticalmente, ornata nello stesso modo delle ali mentovate, sulla quale si scrive il nome della filuca. In questo stesso luogo si fa un banco chiamato bancaccia, destinato a servire di seggio al timoniero, qualora convenga di non disturbare con la manovella del timone quelli che trovansi sotto il felze. Allora il timoniere si trova situato dietro al timone, e la manovella si manovra in senso contrario del solito.»
Il termine deriva dall'arabo che aveva ereditato il greco palischermo (molti scalmi).
Lo stesso nome indica un cappello a due punte somigliante all'imbarcazione indossato dagli ufficiali di marina in alta uniforme e in seguito anche dai diplomatici. Simile è il cappello dei Carabinieri chiamato lucerna.
A Genova si chiama cosìfelûa, il cappello montôu, che ha una o più parti della tesa rivolte all'insù: nel 1800 il termine era usato riferendosi "per disprezzo al cappello de' costituiti in dignità o de' soldati che il portino colle falde rivoltate." (Dizionario Olivieri, 1851)

Da Capo di Venere a Lerici sono cinque miglia attraverso la baia di Spezia: questo luogo è considerato a metà strada da Genova a Livorno.
La costa da Lavagna a Capo di Venere, eccettuate le suddette cittadine, è una nuda roccia, senza grano, né vigne, né prati, né boschi; la pesca è l'unica risorsa per la sussistenza degli abitanti. Il Porto di Venere è difeso da due castelli4, … con a destra l'isola rocciosa di Palmaria nella zona di Spezia, dove il paese è deliziosamente popolato di città, villaggi e oliveti.


1 Archeologo (1683-1750)
2 Plurale maiestatis
3 Moneta d'oro coniata a Genova, del valore di 50 lire genovesi
4 Castello Doria e Fortezza del Varignano

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