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    Pezzi di storia

Come si viaggiava nell'800

Oggi è difficile immedesimarsi nel viaggiatore che percorreva l'Italia due secoli fa: per farlo ricorriamo alle guide del tempo. copertina 1
La più antica ("Guida per il viaggio d'Italia in posta", 1776), come si può vedere nell'illustrazione, è decisamente approssimata: colloca addirittura Rapallo a ovest di Portofino. Interessante, già dal titolo, è il riferimento al viaggio in posta: perché, siamo nel 1776, il viaggiatore utilizza soprattutto carrozze a cavalli e beneficia del servizio di "posta dei cavalli" che fornisce cavalli "freschi" in stazioni fisse. Per questo la guida riporta il numero di poste lungo il percorso e i "Prezzi che si pagano per li cavalli in ciascheduno Stato": "Nello Stato di Genova" si pagano ("Moneta di Genova") 9 lire "Per due cavalli da sedia" e 3 lire "Per un cavallo da sella".
Al viaggiatore tornavano utili i consigli delle guide anche per destreggiarsi tra i diversi Stati in cui era divisa l'Italia preunitaria.
La "Nuovissima guida del Viaggiatore in Italia" del 1852 fornisce un quadro "Statistica generale dei diversi Stati d'Italia":

  • Gli Stati del Re di Sardegna sono formati dell'Isola di Sardegna, dei Ducati di Savoja, d'Aosta e di Monferrato, dell'ex Repubblica di Genova, della Contea di Nizza, dei Principati di Monaco e d'Oneglia, e di una parte dell'antico Ducato di Milano.
  • Regno Lombardo-Veneto Esso appartiene all'Impero d'Austria, e si divide in due parti: l'una detta la Lombardia e l'altra il Veneto.
  • Ducato di Parma illustrazione
  • Ducato di Modena
  • Repubblica di San Marino Questa piccola Repubblica esistente da 13 secoli rinchiusa negli Stati Pontificj.
  • Granducato di Toscana
  • Stati Pontificj
  • Regno di Napoli dividesi in due parti, che sono: al di qua del Faro, il Regno di Napoli propriamente detto, e al di là del Faro, la Sicilia. Stati
  • Isola di Corsica
  • Isola di Malta

Seguono "Avvertimenti a chi intraprende un viaggio in Italia", tra i quali:

  • Primaria cura di chi vuol viaggiare per l'Italia sia provvedersi di un regolare passaporto, e di farlo sottoscrivere dagli Ambasciatori o dai Consoli di tutti gli Stati, a' quali è diretto, o per cui avvisa passare. La mancanza di una firma, e la negligenza di qualche formalità, potrebbero essergli importuni, ed esporlo ad una notevole perdita di tempo e di denaro.
    Nelle città, ove il forestiere vuol dimorare alcun tempo, la Polizia gli ritira il passaporto, ed in suo luogo riceve una carta di permanenza, soggetta ad una tassa che varia secondo i diversi Stati.
  • Si guardi il viaggiatore dal portar seco oggetti che possano incorrere nelle proscrizioni di Dogana, per non esporsi ad inconvenienti, a spese ed a perdita di tempo a ciascuna frontiera. Soprattutto non si carichi di molti libri, e non porti seco se non quelli che, per la loro natura, nulla hanno di contrario ai regolamenti delle diverse Censure.
  • In tutti gli Stati d'Italia sonvi Diligenze pubbliche. Tale mezzo di trasporto è pronto quanto economo, e segnatamente per quelli che hanno poco tempo, e circoscritta la durata del loro viaggio. Il mezzo però più comodo è di servirsi dei cavalli di posta e della propria carrozza, avendo riguardo di sceglierla leggiera e di solida costruzione, dovendosi spesso attraversare paesi montuosi; e d'altronde havvi economia pei cavalli di rinforzo.
    Le strade ferrale non sono ancora generalizzate in Italia; tuttavia quelle già messe in attività potranno tornar utili al viaggiatore. copertina 2
    Havvi pure un altro modo di viaggiare che non è senza vantaggi. Vogliamo alludere ai Vetturini, sorta di cocchieri che abbondano in tutte le principali città d'Italia, e che fanno le loro corse per qualsiasi luogo. Fa d'uopo però convenire anticipatamente del prezzo, e ben chiaro intendersi, in ispecie se il viaggio è lungo. Questi vetturini fanno per lo più da 30 a 35 miglia al giorno (10 a 12 leghe).
    Rapporto al genere di monete più conveniente a portar seco, sono da preferirsi i napoleoni d'oro e d'argento. In Piemonte, e ne' ducati di Parma e di Modena, corrono le lire italiane, pari ai franchi. Nel regno Lombardo-Veneto si conteggia in lire austriache (svanziger). Negli Stati Pontiflcij e nel ducato di Toscana, le monete in corso sono gli scudi e i paoli. Finalmente nel Regno di Napoli sono in uso le once, i ducati e i carlini.

Non possono mancare i "Regolamenti e servizi delle poste":
"Impossibile essendo di poter dare un minuto estratto dei regolamenti di Posta d'ogni Stato d'Italia, ci limiteremo ad indicare ai Forestieri le cose più necessarie, avvertendoli che in caso di diverbio coi Mastri di Posta, si compete loro il diritto di farsi mostrare il Regolamento di Posta che deve trovarsi a ciascuna stazione.
Ordinariamente i Mastri di Posta non possono in Italia somministrar cavalli a niun viaggiatore senza mostrargli prima il così detto Bollettone, rilasciato dagli Ufficj di Posta al luogo della partenza, o da quelli dei passaporti o di Polizia.
Se il Viaggiatore avesse motivi di lagnanza contro i Mastri di Posta od i Postiglioni per loro cattivo servizio, od altro, potrà far reclamo sull'analogo registro, onde ogni Stazione è provveduta dalle Direzioni delle Poste, oppure alle Direzioni stesse."
Negli Stati Sardi le tariffe sono: 1,50 franchi "Per un cavallo da tiro o da sella, per una posta" e 0,75 franchi "Al postiglione Se il servizio fu buono usasi però di dare ai postiglioni 2 franchi per posta"; 0,60 fr. "Per una vettura a due ruote", 1 fr. "Per una vettura a quattro ruote". … "I fanciulli minori di otto anni non sono considerati come viaggiatori; ma due occupano il posto d'un viaggiatore."
Per quanto riguarda le monete "Piemonte e Genovesato – La moneta legale è la lira nuova, la forma ed il valore della quale sono pari al franco. Havvi delle monete d'oro di 100, 80, 40, 20 e 10 lire o franchi; quelle d'argento sono di 5, 2 e 1 lira colle rispettive frazioni. I dobloni di Savoia (doppie), le quadruple di Genova, e gli antichi luigi vi hanno un corso abusivo.

La guida è suddivisa in diversi Viaggi: il "XXIV da Genova a Lucca per la Riviera di Levante" prevede:

Da Genova a Recco Poste 3 ½ Compresa la ½ posta reale
Rapallo Poste 1 ½ Cavallo di rinf. per tutto l'anno con recipr.
Chiavari Poste 1 ¾ Cavallo di rinf. per tutto l'anno con recipr.
Bracco Poste 2 ¾ Cavallo di rinf. per tutto l'anno senza recipr.

"La strada, che noi seguiremo, percorre circa 46 leghe, e presenta in quasi tutta la sua lunghezza i più bei punti di vista. Uscendo da Genova la campagna sembra un ameno giardino, che le ville dipinte a diversi colori sorgenti sui poggi vicini contribuiscono a rendere più aggradevole.
Appena attraversato il torrente Bisagno arriviamo a
S. MARTINO D'ALBARO, grazioso villaggio di 3000 anime, situato su di una collina, donde vedesi Genova, e le sue vicinanze. Intorno al villaggio, e sui pendio di questa medesima collina son seminate qua e là case di campagna, ove i ricchi vengono a passare la bella stagione.
NERVI è un bel borgo posto in ridente situazione: il suo territorio è rinomato per la dolcezza del clima, eper lo squisito sapore de' frutti. Gli abitanti in numero di 3000 per la maggior parte attendono alla pesca, ed a filar seta. Veggonsi nelle vicinanze belle case di campagna.
Le telerie, il filo, gli olj, ed i cotoni formano gli oggetti principali del commercio degli abitanti di
RECCO, borgo di 2000 anime, che troviamo dopo Nervi. Vedesi pure un cantiere di costruzione pei battelli di cabotaggio.
RAPALLO, che tosto si presenta, è una piccola città di 7000 anime, che si innalza sul golfo dello stesso nome. E' nella posizione più ridente, ed ha un piccolo porto dipendente da quello di Chiavari, che tosto attraverseremo. Ne' dintorni vi è un santuario rinomato detto la Madonna di Montallegro, che è frequentato al principio del mese di luglio. Vi ha nulla, che possa fermarci sino a
CHIAVARI, città assai ben fabbricata, che ha più di 10.000 abitanti, ed acquistò qualche riputazione co' merletti che ivi vi fabbricano. Ivi osservansi varie chiese, un Ospedale, una Società d'agricoltura, e molte filature di seta. Qui nacque il papa Innocenzo IV de' Fieschi di Genova.
Al di là di Chiavari si passa il torrente Entella per giungere tosto a
LAVAGNA, villaggio di 2500 anime, che fu sovente ricordato nella storia, e che ha dato il nome suo all'ardesia fornita da' suoi contorni. Fino qui la strada ha sempre costeggiato il mare, ma dopo aver passato
SESTRI, città vescovile di 7000 anime, ed il borgo di MONEGLIA, si arriva a
BRACCO. … copertina 3


Il volume "Itinerario d'Italia o sia Descrizione dei viaggi per le strade più frequentate", pubblicato nel 1837, riporta come "Viaggio 38°":

Da Genova a Lucca per la riviera di Levante
Da Genova (a) a Recco Poste 3 — (½ posta di favore con recipr.)
Rapallo Poste 1 ½ ( 3.° o 4.° cavallo per tutto l'anno colla reciprocità)
Chiavari Poste 1 ¾ (3.° o 4.° cavallo c. s. colla recipr.)
Bracco 2 ¾ (3.° o 4.° cavallo c. s. senza recipr.

(a) Locande: Londra, la Villa, des Étrangers, Locanda di Yorck, le Quattro Nazioni, la Croce di Malta, il Leon rosso, l'Aquila d'oro, l'America.
Passato che siasi il torrente Bisagno, vedesi S. Martino d'Albaro, posto sopra una collina da cui si domina la città di Genova coi suoi dintorni. Sopra la medesima collina sono sparse molte ville, in cui sogliono i ricchi abitanti di Genova passare la bella stagione. Da S. Martino d'Albaro si passa a Nervi, uno de' più bei luoghi dei dintorni; e da questa parte veggonsi belle case e varie fabbriche di stoffe di seta e specialmente di velluti. Sempre costeggiando il mare, si godono le più pittoresche vedute di valli e d'altri ameni luoghi: si giunge a Recco, borgo di 1900 abitanti; lasciando quindi a destra le terre di S. Lorenzo e di S. Francesco arrivasi a Portofino (Portus Delphini), nelle vicinanze di Rapallo, piccola città di 2000 abitanti con porto di mare sopra un golfo dello stesso nome.
Nulla di rimarco si trova fino a Chiavari, città assai bene edificata con 8000 abitanti, assai industriosi: celebri sono i suoi merletti.
Passato il torrente Lavagna, da cui prende il nome tanto il vicino borgo, quanto quella pietra che è una specie d'ardesia di color nero di cui si fanno diversi usi, e staccandosi da Sestri di Levante, città vescovile di 4000 abitanti, con porto e un castello che lo difende dal borgo Moneglia che produce il miglior vino del paese, si passa a Bracco, ove la strada si allontana dalla sponda del mare, e sale diverse piccole montagne …

Di Santa Margherita, lontana dai principali itinerari, non c'è alcun cenno.
E' comunque interessante soffermarci sul servizio di "posta dei cavalli", che era assicurato dalle amministrazioni postali (che gestivano anche la "posta delle lettere", cioè la corrispondenza): la posta serviva a far viaggiare sia i viaggiatori sia i messaggi (solo nel 1825 saranno inaugurati brevi tratti di ferrovia in Inghilterra e nel 1839 Ferdinando II di Borbone realizzò nel Regno delle Due Sicilie sette chilometri di binari, i primi in Italia. Nel Regno di Sardegna Vittorio Emanuele II inaugurò il 20 febbraio 1854 la prima linea a doppio binario che univa Genova a Torino; il "tronco di ferrovia ligure-orientale che da Genova tende a Chiavari, passando per Santa Margherita" fu inaugurato il 23 novembre 1868).
Il termine posta, nel significato di stazione, deriva dal latino pòsita, femminile di pòsitus (posto, situato), da cui il luogo assegnato per fermarsi, appunto la stazione dei cavalli per servizio dei viaggiatori, luogo ove si consegnava e riceveva anche la corrispondenza.
Queste stazioni, spesso chiamate locande di posta, consentivano ai viaggiatori di riposare e rifocillarsi, sostituire cavalli affaticati con cavalli freschi (da cavalcare o per trainare carrozze), salire sulle diligenze o affidarsi a vetturini che conducevano calessi ("sedie di posta").
Le stazioni erano gestite da postieri ("mastri di posta") e controllate dagli Stati, installate a distanza variabile a seconda della morfologia del territorio: più frequenti nelle zone montuose, diradati nei tratti pianeggianti.

Per quanto riguarda il viaggio in diligenza, riportiamo una articolo pubblicato dalla Gazzetta della Provincia di Lodi e Crema il 16 giugno 1855: posta

Avevamo, come mezzo di trasporto, le diligenze; bel mezzo, che s'ebbe l'ammirazione dei nostri padri e la nostra, quand'eravamo giovani. Quando noi salivamo in una diligenza, e che potevamo dirci: se un acciaio non si rompe, se la strada non è inondata o guasta, se la vettura non s'affonda, se i ladri non ci spogliano, se non rovesciamo, se giungendo alle stazioni postali troviamo pronti i cavalli, di cui avevamo bisogno, ci parevano adatti i nomi imposti a quelle diligenze, a quei velociferi, a quelle celerifere! E come sentivamo pietà di coloro che mezzo secolo prima impiegavano doppio tempo a fare il medesimo tragitto! Che bella cosa ci sembrava il fare due leghe all'ora! Ed era bella davvero! Eppure tra non molto si staccarono i cavalli, e si diè foco alla locomotiva. Movimento, progresso. Pel servizio della nostra corrispondenza, noi avevamo qualche cosa di meglio, quasi l'ideale, la Corriera, la quale divorava la via, percorrendo tre leghe all'ora. Il viaggiatore pedestre la seguiva con occhio meravigliato sino al volger della via, e se ne sentiva quasi spaventato. Avevamo la Corriera, ed ora abbiamo il telegrafo elettrico. Movimento, progresso.

Qualche anno più tardi, nel 1863, Massimo d'Azeglio scrive ne I miei ricordi:

Oggidì il viaggiare in diligenza è un vecchiume. Allora non s'era ancora arrivati ad immaginare tanto sfarzo; e chi non aveva quattrini per pagarsi cavalli di posta, viaggiava co' vetturini del Pollastri, il quale empiva in quel tempo l'Europa del suo nome e de' suoi muli. Per dare idea della loro velocità, ricordo che una volta si partì di Pisa la mattina e s'andò a dormire all'Osteria Bianca presso Empoli; ed il giorno dipoi, prima di sera, s'entrò in Firenze. Viaggiando dunque del passo col quale ora viaggiano, ove non è ferrovia, i sacchi di riso, granturco e simili; e pieni gli orecchi del continuo scampanellio dei muli, [da Firenze] per Bologna, Piacenza, Milano, dopo 15 o 20 giorni finalmente, quando Dio volle, i nostri legni entrarono nel cortile di casa Azeglio in Torino.

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