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    Pezzi di storia

La città si rinnova – Le strade
di A. V.

Il Mare – 10 dicembre 1955 + 7 gennaio 1956

Nel rinnovamento di S. Margherita, particolarmente accentuatosi nell'ultimo quinquennio, ha larga parte il miglioramento delle strade. disegno 1
In una città di carattere essenzialmente turistico, le strade hanno una somma importanza, giacché il movimento dei forestieri, che si vale sempre più di mezzi motorizzati si rivolge di preferenza alle località meglio attrezzate in rapporto alla viabilità, e di più facile accesso.
Le strade di accesso a S. Margherita sono relativamente recenti.
Fino alla metà del secolo scorso, S. Margherita era un modesto agglomerato di case, quasi isolato, giacché solamente le vecchie strade romane, strette, selciate a grosse pietre, non carrozzabili, che corrono lungo la cresta delle colline, e poche altre stradicciole ancora più strette e scoscese lungo i pendii, la collegavano con le sue frazioni di S. Lorenzo e di Nozarego, e con i maggiori centri di Rapallo e di Portofino.
Le stesse due parrocchie della città, quella di S. Margherita e quella di S. Giacomo, divise da un piccolo promontorio che si spingeva fino al mare, comunicavano tra loro per mezzo di stretti viottoli pedonali che si inerpicavano a mezza costa sotto il convento dei cappuccini (le attuali salita S. Giacomo, salita dei cappuccini, salita al Castello, e via Luciano Manara), e costituirono perciò, fino al 1812, non solo due centri distinti, e spesso ostili, ma perfino due municipalità diverse.
Solo nel 1871 si cominciò a riconoscere, come opera necessaria ed urgentissima, una strada di collegamento tra le due frazioni del paese, e, dopo quindici anni di tentennamenti tra vari progetti, di difficoltà palesi ed occulte, nel 1885 si ottenne dal Consiglio comunale la deliberazione risolutiva, che sceglieva il progetto della strada lungo il mare, e nel 1886 essa (l'attuale corso Marconi) fu aperta al transito.
Con questo le due frazioni del paese, S. Margherita e Corte, potevano finalmente formare una sola città.
Con questo si diede anche respiro al porto, perché il prolungamento della nuova strada, costeggiando le case prospicenti il mare, andava a congiungersi con la calata del porto.
Ma in questi ultimi anni la strada del porto (via Garibaldi) e la stessa calata del porto, non bastavano più né all'aumentato movimento delle automobili e dei pullman, né all'aumentato traffico del porto.
Perciò, mentre il Genio Civile ampliava la calata del porto, il Comune, nella primavera-estate 1955, allargava via Garibaldi, rubando alla spiaggia due metri, che verranno compensati dalle future discariche, e costruendo insieme un largo e comodo marciapiede.
Con questo S. Margherita veniva ad avere un adeguato e decoroso accesso anche da questo lato.
Ma via Marconi e via Garibaldi non sono che il tronco centrale della strada litoranea tra S. Margherita e Rapallo da una parte, e tra S. Margherita e Portofino dall'altra.
Anche questa strada è di costruzione relativamente recente.
Il primo ad essere compiuto fu il tratto S. Margherita-Rapallo, per la necessitàdi allacciare S. Margherita con la nuova strada provinciale che era stata costruita nel 1819 (la Via Aurelia) e che univa Rapallo a Genova, e ai maggiori centri della Liguria.
La prima idea di questo tratto risale al 1823, ed esso fu eseguito rapidamente ed inaugurato nel 1833.
Invece il tratto S. Margherita-Portofino, ideato pure nel 1823 fu compiuto e aperto al pubblico solo nel 1888, dopo 65 anni di trattative, di discussioni, di controversie, fra i tre comuni di S. Margherita, Rapallo e Portofino, ugualmente interessati e, dal 1859, consorziati. I lavori cominciarono nel 1864 e durarono 24 foto anni! Ma fu un'impresa di grande audacia, perché la strada fu dovuta incidere, per la lunghezza di cinque chilometri, nella viva roccia che scende aspra e ripida sul mare.
Ne risultò una strada di ineguagliabile bellezza, che valorizzò tutto il golfo, e fece veramente di S. Margherita, al centro di esso, la perla del Tigullio.
Da questo momento cominciò il grande afflusso dei forestieri, che venivano nella nostra città per goderne la mitezza del clima e per ammirare il superbo panorama; e da allora si trasformò pure il carattere di S Margherita che, da centro esclusivamente peschereccio, divenne centro anche turistico. Di qui il poderoso sviluppo edilizio della città nell'ultimo cinquantennio, con la costruzione di nuove case, di grandi alberghi, di ville e di parchi signorili.
Ma le due strade, verso Rapallo e verso Portofino, con il continuo aumento dei mezzi motorizzati e con l'enorme movimento turistico specialmente nella stagione estiva, risultarono negli ultimi anni strette e inadeguate.
E' proprio di quest'anno [1955] l'iniziativa, e in gran parte l'attuazione, di un radicale allargamento, nei punti più nevralgici, della strada verso Rapallo, sino alla villa Spinola, e della strada verso Portofino sino al Capo Nord-Est, creando in quest'ultima, con una gettata verso il mare, un comodo marciapiede. E' augurabile che esso venga ulteriormente prolungato almeno fino a Paraggi, ridonando ai pedoni la possibilità di percorrere per intero quella meravigliosa strada, anche nei mesi estivi, quando, per l'affollarsi delle automobili, il tratto senza marciapiede diventa troppo pericoloso.

La terza strada di accesso a S. Margherita, la più diretta per chi viene da Genova, è la strada che scende da S. Lorenzo.
Essa è l'ultima in ordine di tempo.
Il primo progetto risale al 1845. Ma lungaggini burocratiche, e soprattutto interessi privati e bizze di parte, ne tardarono per cinquant'anni l'attuazione. Fu aperta al transito nel 1896 e determinò il grande sviluppo di S. Margherita anche da questo lato, il più favorito dal clima, perché rivolto a mezzogiorno e riparato alle spalle dai venti del settentrione. Anche per questa strada si è già manifestata la necessità di allargare le numerose curve, per rendere più spedito e meno pericoloso il movimento dei mezzi motorizzati, che da Genova scendono a S. Margherita. Ed anche in questa strada, nel 1955, furono eseguiti importanti lavori di sistemazione.
Al bivio tra via Aurelia e via S. Lorenzo fu costruito un allargamento in cemento di circa due metri oltre il nastro stradale, e per la lunghezza di cinquanta metri, che consente alle macchine e ai pedoni di sostare per godere il magnifico panorama, che si spalanca improvviso, di tutto il golfo di S. Margherita. Ed è già stato effettuato l'allargamento di una delle curve più pericolose, mentre è in programma il successivo allargamento delle altre.
E finalmente, negli anni 1953-1955, per mezzo di un cantiere di lavoro, venne eseguito il primo tronco della nuova strada rotabile tra S. Margherita e la sua frazione di Nozarego.
Questa praticamente era ancora isolata, perché allacciata a S. Margherita e alla stazione ferroviaria solamente dalla vecchia strada romana, non carrozzabile, e da qualche stretta e pericolosa mulattiera.
I lavori per il secondo tronco di questa strada sono stati ripresi nel mese di novembre ed entro il 1956 dovrebbero essere ultimati. Con questo, non solo si sarà provveduto, come era doveroso, a collegare con una comoda strada carrozzabile la frazione di Nozarego al suo capoluogo, ma si sarà aperto al turista, specialmente straniero che ama addentrarsi tra i colli, un paesaggio nuovo, una verdissima vallata folta di ulivi, prima inaccessibile. disegno 2
E nello stesso tempo, risultato anche più importante, si sarà valorizzata economicamente tutta la zona.
Essa, esposta in pieno mezzogiorno è protetta dai venti della terra e del mare, costituisce un terreno particolarmente adatto alla coltivazione dei fiori e dei prodotti ortofrutticoli oggi trascurati per la difficoltà delle comunicazioni: e insieme, per la sua vicinanza al centro cittadino, offre una nuova possibilità di aree fabbricabili, verso cui potrà estendersi l'abitato di S. Margherita, troppo costretto tra la collina e il mare.
Ma di una nuova futura piazza si è fatto cenno in una recente riunione del Comitato amministrativo dell'Azienda Autonoma di Soggiorno, in relazione all'interesse turistico della città: la così detta Piazza del Sole, da costruirsi a levante dell'Albergo Helios, nel sedime demaniale tra questo Albergo e villa Porticciolo.
Questa piazza, spingendosi per vari metri quadrati verso il mare, dovrebbe dar modo ai turisti di godere, d'inverno, un'ora di sole di più di quanto non sia possibile godere nel resto della città.
In realtà S. Margherita, volta verso levante e mezzogiorno, è coperta alle spalle dal monte di Portofino che mentre le dona la temperatura mite proteggendola dai venti di nord-ovest, le ruba un'oretta di sole sul tramonto. Questo, se è utilissimo d'estate, è meno piacevole d'inverno.
La piazza del Sole dovrebbe ovviare a questo inconveniente, creando una piazza soleggiata fino al tramonto, nella quale i forestieri, che cercano nella nostra Riviera soprattutto il sole, potrebbero sostare.
In realtà tutte le piazze al mare di S. Margherita furono costruite dall'opera dell'uomo, coprendo qualche tratto di spiaggia e rubando qualche metro quadrato al mare. Così fu creata la Piazza Martiri della Libertà, già Vittorio Emanuele II, nell'anno 1892, ampliando la cosiddetta Calata, e riducendola a giardino, dove fu collocato in quell'anno il monumento a Vittorio Emanuele.
Così nel 1910 fu creata la piazza Cristoforo Colombo, che in parte non esisteva, in parte era occupata da un grande châlet di legno che deturpava il panorama. I lavori furono compiuti in poco tempo e nel 1912 fu qui trasportato il monumento a Colombo che, inaugurato nel 1892 per il quarto centenario della scoperta dell'America, era stato in un primo tempo collocato in piazza Magenta oggi piazza Mazzini. Così è stata creata la piazza Vittorio Veneto, coprendo il greto della Foce, e parte della spiaggia circostante.
Queste piazze hanno determinato il profilo di S. Margherita verso il mare completandone la grazia.
Naturalmente bisogna andare cauti nel coprire nuovi tratti di spiaggia. Ma quell'angolo di sedime demaniale, soffocato tra l'Helios e Villa Porticciolo, non rappresenta per S. Margherita una particolare bellezza. Nell'inverno esso serve di scarico minuto e abusivo a chi, eludendo la sorveglianza dei vigili, non vuol perdere l'antica abitudine di considerare la spiaggia il luogo più comodo per liberarsi dei rifiuti domestici. Di estate serve solo a qualche melanconico bagnante, che rifugge dalle zone più frequentate.
Esso senza danno, anzi con vantaggio per S. Margherita, andrebbe sistemato, naturalmente con gusto e con misura, facendone una piazza di ragionevoli dimensioni, la quale, dovrebbe soprattutto servire come base di partenza per la passeggiata pedonale, questa sì veramente del sole che dovrebbe costeggiare tutta la punta Pagana lungo il mare sotto i pini, costituendo la più bella passeggiata d'Europa.
Essa potrebbe felicemente gareggiare con la tanto decantata passeggiata di Nervi con questa differenza che, mentra la passeggiata di Nervi, a pochi chilometri da una popolosa città e facilmente raggiungibile per la facilità delle comunicazioni, è affollata, specialmente alla domenica, da una massa di gente che ne fa la meta, e giustamente, del proprio riposo settimanale; la passeggiata di S. Margherita, più lontana e meno facilmente raggiungibile, resterebbe riservata soprattutto agli ospiti invernali italiani e stranieri, offrendo loro una nuova eccezionale attrattiva, e rispondendo così a una finalità altamente turistica.
Questo progetto è per il momento un sogno. Ma esso fu già affacciato in passato e deve maturare, come avvenne per le altre strade di S. Margherita, che ebbero bisogno di qualche decennio prima di giungere al loro compimento.
Anche per questa sono in gioco degli interessi privati, i quali possono credersi minacciati. Ma verrà il giorno in cui gli interessi particolari si sentiranno, non sacrificati, ma assorbiti nell'interesse generale; il giorno cioè in cui il singolo si accorgerà che, nello sviluppo del paese, sviluppo che è a vantaggio di tutti, si concreta anche il suo particolare vantaggio.

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