Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Chiosco della musica, una morte annunciata

Abbiamo dedicato numerosi articoli alla sua nascita, legata alla munificenza di un concittadino, Costantino Luxardo: era il 1925 e il chiosco fu inaugurato il foto giorno di Santa Cecilia, 22 novembre.
Come scrivemmo, "costruito in piazza Vittorio Emanuele, regalato dal benemerito presidente della Filarmonica cav. ufficiale Luxardo Costantino, eseguito dalla Ditta cav. Lazzaro Poggi su disegno del concittadino Ing. Luigi Oliva, consigliere provinciale, e con decorazione del pittore [Giovanni] Franceschetti".
Demolito nel 1962, molti rimpiangono la sua mancanza e non si spiega quali possano essere state le motivazioni di una tale decisione da parte dell'amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Larco.
La consultazione di alcuni articoli comparsi sul settimanale Il Mare lasciano intravedere la presenza in città di due tendenze opposte, due punti di vista diversi che si ripresentano anche oggi: purtroppo nel 1962 il settimanale aveva cessato le pubblicazioni, ma la questione era stata già affrontata sette anni prima.

Era il 4 aprile 1955 e sotto il titolo Il "padiglione" – Mostra dell'Artigianato" era scritto «Si vuole demolire il chiosco della musica, ed al suo posto costruire un padiglione permanente (!) per la mostra dell'artigianato». L'articolo proseguiva «… questa idea originalissima è stata espressa dalla giunta comunale [sindaco Armando Codebò], tradotta in progetto dall'ufficio comunale, e portata in consiglio comunale.
E poco è mancato che venisse approvata.
Dunque leggiamo la relazione presentata dalla giunta al consiglio comunale: "Il padiglione dell'artigianato è progettato sull'area occupata ora dal chiosco della musica: occorre subito precisare che lo stesso, per il servizio della banda cittadina, sarà sostituito da un palco semicircolare a montaggio rapido da collocarsi o sulla rotonda o nello spazio libero ai giardini o altrove.»

L'articolo, decisamente contrario alla proposta, suscita la reazione espressa sullo stesso settimanale da una cittadina "importante", Amalia Vago, fondatrice della Biblioteca comunale e direttrice del Circolo Culturale "Amici di Santa Margherita Ligure" dal 1947 al 1968.
Scrive la dott.a Vago (Il Mare 18 giugno 1955): «… Il chiosco della musica fu a suo tempo un dono generoso e gradito del Cav. Agostino [Costantino] Luxardo al Comune. Ma il posto dove sorge non è il più felice in quanto confina con il passaggio obbligato di tutti i veicoli che vanno e vengono da e per Portofino. Perciò i concerti sono disturbatissimi, e l'affollamento del pubblico, che sta ad ascoltarli, disturba a sua volta il transito. D'altra parte, un chiosco fisso per la banda è oggi una istituzione ormai superata. Nelle grandi città le bande, anche le più importanti, suonano all'aperto con un palco smontabile. Insegni per tutte la ineguagliabile banda che suona in piazza S. Marco a Venezia.
Che la banda di S. Margherita, alla quale auguriamo sempre maggiore sviluppo e ulteriore perfezionamento, non possa trovare un posto più adatto, e soprattutto di minor disturbo, per i suoi concerti, sarebbe ingenuo affermarlo. E nello stesso tempo, in sostituzione del chiosco, un padiglione molto più basso, di linee più moderne e più semplici, come è nel progetto preparato dal Comune, gioverebbe alla estetica della piazza e alla visibilità verso il mare degli edifici che gli stanno alle spalle.…»
Contestuale la replica: «… Lo riaffermiamo nuovamente, quel progetto antiestetico, privo di gusto, modernista senza scopo, mai e poi mai potrà intonarsi alla inquadratura dei giardini di S. Margherita, o in qualsiasi altro luogo di quella fascia costiera che va da Ghiaia a Corte.»
Il 25 giugno Amalia Vago ribatte l'importanza di un "Padiglione per la Mostra permanente dell'artigianato del Golfo Tigullio", ignorando completamente il valore architettonico del Chiosco, e aggiunge «Sostituire il Chiosco della Musica con il Padiglione per l'artigianato non significa sottrarre nuovo spazio all'uso del giardino da parte del pubblico, ma sostituire un edificio, oggi non più necessario, con un edificio oggi di particolare importanza.… [questa costruzione] toglierà il minimo di visibilità, perché trasparente, alle costruzioni che le stanno intorno , le quali avranno il vantaggio di essere liberate vignetta dall'opaco Chiosco della Musica, oggi esistente, il quale è anche molto più alto del costruendo Padiglione.»

Il botta e risposta si conclude per decisione del settimanale, con un'ultima replica del 9 luglio: «… Il chiosco della musica non è istituzione per niente superata, come suggerisce la dott. Vago. Tanto è vero che nella relazione del bilancio del comune si legge che viene stanziata una somma di L. 1.050.000 per banda cittadina ed altre istituzioni benefiche. Ci piace questo Comune che definisce benemerita una istituzione, la sovvenziona, e poi prevede di demolire il chiosco della musica, togliendole così il motivo stesso del suo esistere.
Il chiosco della musica, nei giardini pubblici, vi sta benissimo, non male.
Il chiosco è destinato ad intonarsi con le case che descrivono l'arco della piazza, perché è del medesimo stile, perché ha un valore estetico, armonico e musicale, perché con quella "funzione e scopo" era stato donato dal sig. Luxardo.
Ci domandiamo che cosa significhi andare a scrivere il nome di Luxardo nell'entrata del padiglione dell'artigianato. Non conosciamo le clausole specifiche dell'atto con cui il sig. Luxardo donava alla città il chiosco della musica, ma è evidente che ciò è avvenuto con il fine di mettere a disposizione di una istituzione cittadina i "mezzi" per poter migliorare e potenziare la sua attività a vantaggio della cittadinanza stessa.
Questo perciò con una finalità precisa e chiara. "Scopo" e "finalità" che la logica vuole conservati fino a che non vengano a mancare le basi stesse per il mantenimento della costruzione. Ma questo non è perché la banda esiste e viene finanziata in gran parte dal comune. Banda che costituisce un complesso efficiente ed in via di costante miglioramento.
"Scopo e finalità" che la logica non vuole, contro il desiderio iniziale del benefattore, trasformati in finalità di tutt'altra indole, come sarebbe quella di sostituire al chiosco della musica un padiglione per la mostra dell'artigianato, per poi su questo scrivere il nome di Luxardo, per un postumo ripensamento che metta a posto la coscienza. …»

Sopraggiungono le elezioni e il 27 giugno 1956 si insedia il nuovo sindaco Raffaele Inglese, con l'assessore ai lavori pubblici Raffaele Bottino: nel 1962 diventa primo cittadino Giuseppe Larco.
Il Chiosco viene demolito, ma non si parla più del Padiglione.

© La Gazzetta di Santa